Tutte le emozioni e le sfumature del colore in una mostra torinese

Grande ricchezza di colori e di straordinari artisti per la mostra L’emozione dei colori frutto della collaborazione tra GAM di Torino e il Castello di Rivoli sotto la direzione di Carolyn Christov Bakargiev. Una mostra caratterizzata dalla ricchissima varietà, con l’esposizione di 400 opere d’arte realizzate da oltre 130 artisti provenienti da tutto il mondo.   Viene ripercorsa la storia, le invenzioni, l’esperienza e l’uso del colore nell’arte, dal Settecento ad oggi.  Attraverso racconti e presentazioni, si affronta l’uso del colore da svariati punti di vista, tra i quali quello filosofico, biologico, quello antropologico e quello neuroscientifico. http://www.gamtorino.it/it/eventi-e-mostre/lemozione-dei-colori-nellarte Continue reading

Viet Thanh Ngyuen: tra due mondi

Il Capitano al centro del romanzo Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, tradotto da Luca Briasco per Neri Pozza, vive immerso nella duplicità: in primo luogo perché fa la talpa al servizio dei Viet Cong tra i vietnamiti filoamericani, poi perché l’America dove ha svolto gli studi universitari lo attrae e lo disgusta in egual misura, e infine per la sua natura di “bastardo” (è figlio di una vietnamita e di un prete francese e ha subito per questo pesanti discriminazioni). Continue reading

Bologna: “Malinconia metropolitana”, foto di Liliana Casadei

Dal 10 luglio al 6 agosto apre i battenti la fotografica di Liliana Casadei “Malinconia metropolitana” allestita presso il Fun cool oh caffè di Bologna con la cura di Liliana Casadei; l’’iniziativa è ideata per dare spazi, visibilità e voce a tutti gli artisti che vogliono farsi conoscere esponendo le proprio opere. Continue reading

Roma: “B_sides”, l’urban art che anima la città

Fino al 23 luglio alcune zone dei quartieri Trieste-Nomentano-Bologna, nella Capitale, sono animate da “B_sides” il più importante evento culturale “Urban Art” dell’estate romana. La manifestazione promuove l’integrazione di interventi creativi in spazi pubblici e privati aperti al pubblico, con il coinvolgimento di istituzioni, sponsor, comunità sia a livello locale che internazionale e con interfaccia virtuale sui principali social network. Continue reading

Torino: collettiva estemporanea del movimento GoartFacotry

Gli artisti del movimento GoartFacotry, dal 10 al 12 luglio in varie sedi di Torino, danno vita ad una mostra estemporanea, curata da Giorgio Bolognese, Osvaldo Neirotti, dove la natura fa da cornice alla galleria a cielo aperto. Gli alberi del parco d… Continue reading

Carlo Ramous, la dimensione ambientale della scultura

Alla Triennale la prima grande retrospettiva dedicata all’artista, autore di opere monumentali concepite per articolarsi nello spazio urbano Continue reading

Venezia: prorogata la mostra “Serenissime trame”

La mostra “Serenissime trame. Tappeti della collezione Zaleski e dipinti del Rinascimento”, inaugurata il 23 marzo scorso e prodotta dal Polo museale del Veneto e dalla Fondazione Tassara di Brescia, è stata prorogata fino a domenica 10 settembre presso la Galleria Giorgio Franchetti della Ca’ d’Oro di Venezia. Ancora 60 giorni per ammirare l’esposizione che propone una selezione di ventisei rari tappeti antichi provenienti dal vicino Oriente individuati all’interno di una raccolta considerata la più completa al mondo. Il percorso espositivo è completato dal pitto-racconto video ideato e diretto da Wladimir Zaleski – con musiche e architetture sonore di Pierangelo Taboni e la voce narrante di Luciano Bertoli – nel quale è un tappeto stesso a raccontare la sua storia da un punto di vista speciale. Tutti i martedì e venerdì (dalle ore 10 alle 12) si tengono i laboratori didattici “Cose da turchi. Impariamo l’arte del tappeto” per bambini dai 6 ai 12 anni e visite guidate per le famiglie. Continue reading

Costantino della Gherardesca – Punto

Intervista al conduttore e scrittore Costantino della Gherardesca sul suo esordio alla scrittura Punto. Aprire la mente e chiudere con le stronzate, pubblicato da Rizzoli Lizard.
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Oltre 100 opere di arte contemporanea italiana “invadono” Firenze

L’Italia è una repubblica fondata sull’arte e la bellezza; si potrebbe perfino affermare che è una repubblica fondata e rifondata dagli artisti. In Assisi, in una delle volte della Basilica Superiore, Cimabue ha scritto Ytalia a margine di una rappresentazione di città, sicuramente Roma, nella quale si riconoscono alcuni edifici: Castel Santangelo, forse San Pietro o San Giovanni in Laterano, il Pantheon, il Palazzo Senatorio e la torre dei Conti. La città eterna, vista dall’alto e racchiusa entro la cerchia di mura, rappresenta per quell’artista una primissima affermazione dell’esistenza della civiltà italiana, a cui guardare, di cui sentirsi parte e farsi promotore. Con quella segnaletica, Cimabue sancisce che i confini nazionali -siamo tra il 1280 e il 1290- sono prima artistici che politici, e che l’identità nazionale è fatta di cultura classica e umanistica, di bellezza pagana e spiritualità cristiana. In fondo poco è cambiato nel corso dei secoli. L’Italia è ancora  oggi il paese dell’arte e della bellezza.  Così è stato dal Trecento al Seicento, secoli di massimo splendore, e fino al Novecento. In tal senso, all’interno della comunità artistica internazionale, l’arte italiana – da Giotto a Piero della Francesca, 

da Michelangelo a Caravaggio, e da questi fino ai Futuristi e oltre – ha fatto scuola, è stata di modello per il mondo intero, perché nei nostri manufatti artistici si è potuto apprezzare il perfetto equilibrio di classicità e anticlassicità, di eclettismo e purismo, d’invenzione e citazione, d’immanenza e trascendenza. Una mostra, che offra al pubblico nazionale e internazionale, l’opportunità di confrontarsi con le opere di alcuni tra i maggiori artisti italiani del nostro tempo è sempre un fatto importante, anche per le discussioni che suscita, oltre che per le emozioni e le riflessioni che rigenera.

Partendo dalla citazione medievale di Cimabue, e in concomitanza con lo svolgimento della 57° Biennale di Venezia, periodo di massima attenzione intorno al contemporaneo nel nostro paese, la città di Firenze ospita – dal 2 giungo al 1 ottobre – Ytalia, una imponente mostra collettiva sull’arte italiana contemporanea ideata e curata da Sergio Risaliti che abbiamo intervistato.

“Ytalia. Energia, Pensiero, Bellezza. Tutto è connesso”

Firenze, Forte di Belvedere 

2 Giugno – 1 Ottobre  Continue reading

Franco Fontana, paesaggi di colori

Al Palazzo Madama di Torino una mostra dedicata al fotografo antinaturalista, maestro dei giochi di cromie e luci Continue reading

L` abbazia che utilizza la realtà virtuale per mostrare a tutti i luoghi della clausura

La bellissima Abbazia delle Tre Fontane è un monastero contemplativo nel cuore di Roma, frequentato da romani e turisti, italiani e non. La si visita perchè la tradizione vuole che qui sia stato decapitato San Paolo, la cui testa, cadendo a terra, avrebbe fatto tre rimbalzi, da ognuno dei quali sarebbe scaturita una fonte, ma anche per la sua importanza storico – artistica e per trovare ristoro in una vera e propria oasi di pace.

L’ Abbazia è tenuta dai padri trappisti che si mantengono producendo con le loro mani prodotti agricoli, olio, miele, cioccolata ed anche la birra. Siccome i monaci vivono in clausura, non tutte le parti del monastero sono accessibili al pubblico, ed ai visitatori poteva restare la curiosità di vedere non solo le tre chiese presenti ma anche luoghi come il chiostro o la parte non visitabile della chiesa abbaziale.

Da poco però c’e’ una splendida novità, davvero più unica che rara,  perchè l’ Abbazia è probabilmente il primo luogo sacro  al mondo ad offire ai suoi visitatori un ‘ installazione di realtà virtuale. Grazie ad una start up innovativa e tutta italiana, Sfera Productions (http://sferaproductions.com) è  stato infatti  realizzato un virtual tour.  Attraverso un’installazione HTC Vive permanente, allestita all’interno dell’area museale dell’Abbazia, gli utenti potranno visitare per la prima volta l’intera Chiesa Abbaziale, uno dei monumenti più interessanti dell’architettura medievale romana di transizione, che attualmente è accessibile solo fino a una certa altezza della navata centrale, e il Chiostro, il luogo in cui i monaci Cistercensi si riuniscono nella preghiera e nella meditazione fin dal XII secolo.
Tutti gli ambienti sono stati fedelmente riprodotti in computer grafica e successivamente implementati in un motore grafico per la fruizione in tempo reale. Nel corso delle due esperienze virtuali, le voci dei monaci e i loro canti, insieme ai rintocchi delle campane e ai rumori della natura del giardino del Chiostro, concorrono a simulare una sensazione di reale (com)presenza nel luogo.

Noi abbiamo intervistato l’ abate Jacques Brière che ci ha raccontato la secolare storia di questo luogo, la vita dei trappisti e soprattutto come mai abbia deciso di utilizzare questi metodi tecnologici davvero all’ avanguardia. Poi, naturalmente abbiamo anche noi fatto l’ affascinate esperienza della visita virtuale… Continue reading

L` arte enigmatica di Gustom a Venezia

Le Gallerie dell’ Accademia a Venezia presentano la prima esposizione veneziana dedicata a Philip Gustom. La mostra propone una riflessione sulle modalità con cui l’artista entrava in relazione con le fonti di ispirazione, prendendo in esame cinque poeti fondamentali del XX secolo, che fecero da catalizzatori per gli enigmatici dipinti di Guston. Cinquant’anni della carriera artistica di Guston vengono ripercorsi esponendo 50 dipinti considerati tra i suoi capolavori e 25 fondamentali disegni che datano dal 1930 fino al 1980, ultimo anno di vita dell’artista. Si tracciano quindi paralleli tra i temi umanistici, riflessi in queste opere, e il linguaggio di cinque poeti: D.H Lawrence (Gran Bretagna, 1885 – 1930), W.B. Yeats (Irlanda, 1865 – 1939), Wallace Stevens (Stati Uniti, 1879 – 1955), Eugenio Montale (Italia, 1896 – 1981) e T.S Eliot (Gran Bretagna, americano di nascita, 1888 – 1965).

La mostra “Philip Guston and The Poets”, aperta sino al 3 settembre, è curata da Kosme de Barañano ed è organizzata dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia in collaborazione con l’Estate of Philip Guston. Gli allestimenti della mostra sono curati dallo studio Grisdainese di Padova.

La mostra è una “prima” di Philip Guston nella città che ha esercitato una profonda influenza sulla sua opera ed è al tempo stesso un omaggio alla relazione dell’artista con l’Italia. Sin da giovane, nel realizzare murales guardava agli affreschi rinascimentali come ispirazione e di fatto questo suo amore per la pittura italiana rimase come Leitmotiv di tutta la sua carriera.

“Philip Guston and The Poets” è organizzata per nuclei tematici di opere messe in relazione con una selezione di scritti e di poesie dei cinque poeti. Iniziando da D.H. Lawrence, con il suo saggio del 1929 “Making Pictures”, la pittura di Guston sarà presentata da un’esplorazione del suo mondo di immagini, che si muove dalla riflessione sull’atto creativo a quello sulle possibilità contenute nella pittura. Con opere che appartengono sia al suo lavoro giovanile che a quello più maturo, la mostra si addentra nel percorso intimo di Philip Guston verso una “consapevolezza visionaria”, cioè il rapporto, sempre in evoluzione, con forme, immagini, idee, e la loro manifestazione fisica. Continue reading

“Il secolo breve”, l’eclettico mosaico del Novecento

Una collettiva alla Fondazione Matteucci di Viareggio ripercorre uno dei periodi più fecondi dell’arte italiana Continue reading

Gerald Fox: alla scoperta di Bill Viola

Il regista Gerald Fox – intervistato al Biografilm Festival 2017 – ci parla del suo documentario sull’artista Bill Viola e, tramite esso, del rapporto tra arte e sacro. Dal 2014, nella Cattedrale di St. Paul a Londra, troneggiano alcune grandi opere di Bill Viola, moderne pale d’altare che illustrano l’una la Madonna e l’altra quattro martiri, uno per ogni elemento: aria, acqua, terra e fuoco. Il racconto della loro concezione, costruzione, installazione, è un percorso più che decennale di introspezione e creazione compiuto da Bill insieme alla sua compagna di vita e di lavoro Kira. Il risultato sono immagini universali, che emozionano e fanno riflettere sulla nascita, la morte, l’amore, il sacrificio. Arte che ci interroga sul nostro ruolo nel mondo e sul destino a cui siamo chiamati.

Biografilm Festival – International Celebration of Lives

La mostra di Bill Viola “Rinascimento elettronico” Continue reading

Matteo Righetto: Jole alla scoperta del mondo

“Ci sono paesi che sanno di sventura. Si riconoscono respirando la loro aria torbida, magra e vinta come tutto ciò che è fallito”: così si apre L’anima della frontiera di Matteo Righetto, pubblicato da Mondadori. La narrazione s’incentra su una famiglia che vive alla fine dell’Ottocento al confine tra il Veneto e l’Austria e combatte ogni giorno con il problema della sopravvivenza. Augusto, il capofamiglia, coltiva il tabacco e sua moglie Agnese e i tre figli, Jole, Antonia e Sergio lo aiutano come possono. Con il tabacco che riesce a nascondere dagli ispettori del monopolio, Augusto passa di nascosto il confine. In cambio del fumo i minatori gli danno le scaglie di argento e rame che sottraggono durante il lavoro. La figlia maggiore di Augusto, Jole, ha quindici anni quando il padre le chiede di accompagnarlo oltre la frontiera, ed è felice dell’opportunità di partire con lui, nonostante i pericoli. Tre anni dopo rincontriamo Jole mentre si accinge a ripartire per l’Austria. Il padre è scomparso durante uno dei suoi viaggi da contrabbandiere e a casa si muore di fame. Romanzo di formazione, romanzo western, romanzo di paesaggi (le amate montagne sono descritte in modo molto ravvicinato), romanzo morale sulla disuguaglianza (la frontiera tra i ricchi e i poveri è più evidente che quella tra l’Italia e l’Austria), L’anima della frontiera è anche e soprattutto un romanzo di avventura, ricco di colpi di scena.

 

Matteo Righetto è nato nel 1972 a Padova, dove insegna Lettere. Ha pubblicato Savana Padana (2012), La pelle dell’orso (2013), da cui è stato tratto un film con Marco Paolini per la regia di Marco Segato, Apri gli occhi (2016) e Dove porta la neve (2017). Scrive articoli di cultura per Il Foglio. Continue reading

Ali Smith: un`estranea alla porta

Torna in libreria per Sur, nella traduzione di Federica Aceto, Voci fuori campo della scrittrice scozzese Ali Smith, uscito la prima volta in Inghilterra nel 2005.
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Ayelet Gundar-Goshen: se investi un uomo di notte

Svegliare i leoni, il secondo romanzo della scrittrice israeliana Ayelet Gundar-Goshen, è uscito da Giuntina nella traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi. Al centro della narrazione c’è Eitan Green, quarantun anni, neurochirurgo, sposato con Liat, che lavora in polizia, due figli piccoli. Dopo aver denunciato i traffici del primario, Eitan è stato assegnato a un ospedale in una provincia israeliana sperduta. Una notte, tornando dal lavoro, devia dal solito percorso, e investe un uomo con la sua jeep. Constatata la gravità dell’incidente, Eitan scappa. Svegliare i leoni descrive il modo in cui cambia la vita di Eitan, a partire dal suo incontro con Sirkit, la moglie dell’uomo che conosce la verità e lo ricatta, costringendolo a curare di nascosto immigrati clandestini. Sono tanti i temi che s’intrecciano in questa vicenda ricca di suspense: c’è l’attrazione che si sviluppa tra Eitan e Sirkit, c’è la crisi del matrimonio del protagonista, deciso a non raccontare la verità alla moglie; c’è l’ambivalenza di Sirkit, e soprattutto c’è la denuncia dell’invivibilità della condizione di chi fugge in cerca di accoglienza e trova solo altra miseria.

Ayelet Gundar-Goshen è nata in Israele nel 1982. Si è laureata in Psicologia clinica all’Università di Tel Aviv. Redattrice per uno dei principali quotidiani israeliani, è attivista del movimento per i diritti civili del suo paese. È anche autrice di sceneggiature. Il suo primo libro, Una notte soltanto, Markovitch (Giuntina, ) ha vinto in Israele il premio Sapir. Da Svegliare i leoni sarà prodotta una serie tv dalla NBC. Continue reading

Tom Drury: storie del Midwest

Pubblicato la prima volta in America nel 1994, appare ora nelle edizioni NN, il romanzo di Tom Drury, La fine dei vandalismi, nella bella traduzione di Gianni Pannofino. Dan, sceriffo di contea s’innamora riamato di Louise, assistente di un fotografo, che dopo sette anni di matrimonio infelice, si libera del marito Tiny, specializzato in furti balordi. Si sposano e Louise aspetta un bambino; lui soffre d’insonnia e per aiutarlo a dormire, lei passa le notti in una roulotte accanto alla casa. Sono felici ma poi le cose non vanno come dovrebbero e c’è anche il ritorno in città dell’ex marito di Louise che si mette con Joan, una fanatica del cristianesimo… Siamo a Grafton, una cittadina del Midwest in cui se piove diluvia e se fa caldo si soffoca; un posto che sembra incrociare la Holt di Kent Haruf con la Gilead di Marilynne Robinson. Drury è uno di quegli scrittori che rende pienamente umani i suoi protagonisti, facendoci sentire tutta la loro forza e tutta la loro debolezza. E questo è solo il primo volume di una trilogia.

 

Tom Drury è nato in Iowa nel 1956. Dopo aver insegnato nelle università americane, attualmente è docente all’università di Lipsia, e vive a Berlino. La fine dei vandalismi, il suo primo romanzo, è uscito negli Stati Uniti nel 1994 ed è stato subito acclamato come miglior libro dell’anno dalle maggiori testate americane. Uscito a puntate sul New Yorker, ha ricevuto il premio come Notable Book dell’Ala, l’associazione delle biblioteche americane. NN Editore pubblicherà tutti i libri della trilogia ambientata a Grouse County. Continue reading

Sandro Campani: interno notturno

Due uomini di fronte a un camino, una notte passata bevendo insieme e parlando: è l’incontro tra due persone molto legate tra loro, ma anche una resa di conti. Davide racconta a Giampiero la propria versione sul fallimento del matrimonio con Silvia e lascia che emerga anche la gelosia provata per l’amico, scelto da suo padre come apprendista al suo posto. Il giro del miele di Sandro Campani (uscito ora per Einaudi) è una storia di affetti traditi, di persone che cedono e di persone che resistono. È soprattutto un racconto di luoghi (l’Appennino emiliano che ricorre nelle opere di Campani) e di mestieri in via d’estinzione (l’apicultore, il falegname). C’è una luce particolare che avvolge ogni personaggio di questo magico libro, dai due protagonisti maschili alle donne evocate dalle loro parole ai vari comprimari, delineati in un modo che ci par di conoscerli.

 

Con Sandro Campani abbiamo parlato della cornice del libro, della crisi della coppia che ne costituisce il racconto centrale, della costruzione dei personaggi e dell’amore per l’autore per i luoghi. 

Sandro Campani vive e lavora in un paese dell’Appennino tosco-emiliano, dove è nato nel 1974. Ha pubblicato È dolcissimo non appartenerti piú (Playground 2005), Nel paese del Magnano (Italic Pequod 2010) e La terra nera (Rizzoli 2013). Per Einaudi ha pubblicato Il giro del miele (2017). Continue reading

Michele Mari – Leggenda privata

Leggenda privata è il nuovo romanzo di Michele Mari, uno dei più importanti e apprezzati scrittori italiani. Pubblicato da Einaudi, questo nuovo lavoro va ad aggiungersi alla vasta bibliografia di Mari, di cui Il Saggiatore ha appena ripubblicato in un’edizione aggiornata il saggio letterario I demoni e la pasta sfoglia.

Abbiamo incontrato Michele Mari a Roma sulla splendida terrazza di Associazione Civita che affaccia su Piazza Venezia, e con lui abbiamo parlato del rapporto con questa sua autobiografia (Leggenda privata racconta l’infanzia dell’autore), della cornice gotico-fantastica che attraversa tutto il romanzo: “è come se i mostri mi avessero finalmente presentato il conto”, del ruolo dell’onomastica: “Il nome in fondo è un feticcio, un amuleto, custodisce la nostra identità, può essere storpiato, può essere oggetto di una maledizione” e dell’unico vero punto luce presente nel romanzo, l’attrazione per la favoleggiata Donatella-Ivana-Loretta: “sana pulsione erotica, immediata, sorgiva”.

Michele Mari insegna Letteratura italiana all’Università degli Studi di Milano. Tra le sue opere di narrativa ricordiamo Di bestia in bestia (1989), Io venìa pien d’angoscia a rimirarti (1990), La stiva e l’abisso (1992), Euridice aveva un cane (1993), Tu, sanguinosa infanzia (1997), Rondini sul filo (1999) Tutto il ferro della torre Eiffel (2002), Verderame (2007), Fantasmagonia (2012) e Roderick Duddle (2014). Nel 2007 ha pubblicato la raccolta poetica Cento poesie d’amore a Ladyhawke (2007). Michele Mari è anche autore delle traduzioni de L’Isola del Tesoro di Robert Louis Stevenson (Rizzoli), Il richiamo della foresta di Jack London e Uomini e topi di John Steinbeck (Bompiani), La Macchina del Tempo di Herbert G. Wells (Einaudi). Continue reading

A Paolo Cognetti il premio Strega 2017

Dopo aver vinto lo Strega Giovani 2017, Paolo Cognetti si aggiudica anche il Premio Strega con 208 voti. Seconda Teresa Ciabatti con 119 preferenze, terza Wanda Marasco 87, poi Matteo Nucci, 79, Alberto Rollo 52.

Sin dalle prime pagine di Le otto montagne, l’ultimo romanzo di Paolo Cognetti, pubblicato da Einaudi, si resta conquistati dalla voce dello scrittore: una voce autentica, chiara e sommessa insieme, a cui il lettore si affida pienamente. Storia del passaggio dall’infanzia alla maturità, Le otto montagne mette in scena Pietro, figlio unico di una coppia che vive a Milano, padre chimico burbero, madre assistente sanitaria, socievole e affettuosa. I genitori di Pietro amano entrambi la montagna, ma in modo diverso: il primo ama scalarla e la sua meta preferita sono i ghiacciai, la seconda ama i boschi e i paesi. Pietro appena può si accoda al padre, anche perché le gite sono l’unica occasione che ha per stargli accanto. A Grana, il paesino sotto il Monte Rosa, dove la famiglia prende in affitto una casetta, c’è Bruno, un coetaneo di Pietro che pascola le mucche e in breve i due diventano inseparabili, ma solo per il periodo estivo. Romanzo su due amici che crescono in ambienti diversi, sentendosi quasi fratelli anche se non si vedeno con continuità, Le otto montagne è anche un romanzo sul padre, sul dialogo a distanza con una figura fondamentale che non s’interrompe neppure con la morte, è un romanzo sulla montagna, sui suoi paesaggi, i suoi odori, i suoi sapori, la sua decadenza (gli abitanti che l’abbandonano, l’impossibilità di sopravvivere facendo gli antichi mestieri) ed è un romanzo sulla ricerca di sé che passa attraverso partenze e ritorni da un luogo dell’anima. Continue reading

SAVE THE DATE su Rai 5

SAVE THE DATE è l’agenda culturale di Rai Cultura. Sono in tutto quarantacinque puntate previste  che affronteranno i temi più vari: dalle celebrazioni di compleanni illustri a eventi importanti del panorama italiano da narrare attraverso le immagini. Ogni puntata, della durata di 30 minuti, si compone di singole rubriche che esplorano il mondo della lirica, la prosa, la danza, con uno sguardo rivolto anche ai festival e a eventi di particolare rilevanza. Il programma, inoltre, dedica uno spazio al dialogo con uno scrittore che si racconta in prima persona anche attraverso la lettura di un breve passo del suo ultimo lavoro. Continue reading

Art Buffet, i capolavori in cucina su Rai 5

La serie è un invito a intraprendere, accompagnati dai migliori chef del mondo, un viaggio unico e senza precedenti attraverso la preparazione di piatti e pasti rappresentati nelle più belle opere d’arte al mondo. Partendo da un celebre capolavoro alcuni storici, insieme a esperti d’arte e di cucina, ripercorrono la storia del cibo e dell’arte e offrono una inedita chiave di lettura per comprendere la pittura e il pittore. Mentre gli esperti spiegano il contesto storico e la cultura del cibo di una determinata epoca, uno Chef tre stelle prepara davanti ai nostri occhi un piatto ispirato da un capolavoro, offrendo una rielaborazione culinaria dell’opera.  Continue reading

Le meraviglie dell`Art Nouveau su Rai 5

Stephen Smith, corrispondente culturale per BBC News Night, ci guida nelle citta’ europee che piu’ di altre hanno accolto questo stile.
Tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900 l’Art Nouveau irrompe nel panorama urbano e lo trasforma con il suo stile inconfondibile.
Alcuni scorci di Parigi, di Vienna e delle città britanniche, sono puri gioielli di Art Nouveau; anche gli interni di edifici e palazzi non sono rimasti indifferenti a questo stile.
Stephen Smith ci racconta le figure più influenti e controverse che hanno ispirato questo straordinario movimento artistico: dall’artista Alphonse Mucha al designer Rene’ Lalique, fino all’architetto Hector Guimard,scopriamo che questi grandi protagonisti hanno messo in gioco se stessi per dare vita a opere d’arte che hanno segnato un cambiamento nella storia dell’arte. Continue reading