Milano: “Oltre il Guadalquivir”, prima edizione

Il 14 settembre l’Instituto Cervantes di Milano inaugura la mostra “Moda e gioielli di Córdoba”. L’esposizione fa parte della prima edizione della manifestazione “Oltre il Guadalquivir”, che si compone inoltre del concerto-evento “Córdoba e i suoi cortili”, in programma all’Auditorium di Milano Fondazione Cariplo il 7 ottobre, con i Solisti dell`Orchestra Fip Guadalquivir di Cordova, in occasione della Festa Nazionale di Spagna. “Oltre il Guadalquivir” rappresenta l’approdo in Italia del Festival Internacional de Piano Guadalquivir (Fip Guadalquivir) – Le mille e una Córdobas, che si terrà dal 22 settembre al 1° ottobre. Fondatrice e direttrice del festival a Cordova e della sua edizione a Milano è María Dolores Gaitán Sánchez, pianista di fama internazionale. L’obiettivo della manifestazione milanese è quello di raccontare la città di Cordova attraverso i suoi tratti più caratteristici: l’architettura (in particolare i cortili, riconosciuti come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco), i gioielli, la moda e l’enogastronomia. La mostra “Moda e gioielli di Córdoba”, visitabile fino al 25 ottobre, espone le creazioni di alcuni tra gli stilisti più rinomati di Cordova e della Spagna, tra i quali Elio Berhanyer.   Continue reading

Olja Savičević: ritorno in Dalmazia

L’io narrante di Addio, cowboy, il romanzo di Olja Savičević tradotto dal croato da Elisa Copetti per L’asino d’oro, e ambientato in una cittadina vicino Spalato, è Dada, una giovane donna, soprannominato La Rugginosa per il colore rosso dei capelli e per il suo carattere aspro. La Dalmazia in cui torna Dada è un paese che non si è ripreso dalla guerra civile, e che è cambiato solo in superficie, nella parte turistica. Dada accompagna in giro Ma e intanto indaga sulla morte dell’amato fratello Danijel che amava gli animali, le stelle e le storie western e si è buttato a diciotto anni da un cavalcavia. Ma a contare in questo romanzo è soprattutto lo stile visionario e intriso di sarcasmo della scrittrice, più vicino alla poesia che alla prosa, adattissimo a ricreare un clima di mancata pacificazione e lo spaesamento dei giovani.

 

A Mantova, in occasione di Festivaletteratura, abbiamo incontrato l’autrice. Elisa Copetti ci ha tradotto le sue risposte.

Olja Savičević Ivančević (Spalato, 1974) è scrittrice e poeta, autrice di diverse sillogi e dei romanzi Adio kauboju (2010) e Pjevač u noći (2016). Scrive rubriche su diversi giornali e siti, e per il teatro adattamenti e drammaturgie originali. I suoi romanzi sono tradotti in una decina di lingue. Continue reading

Antonio Manzini: Schiavone e la camera della morte

In Pulvis et umbra il vicequestore Rocco Schiavone, particolarmente di cattivo umore per un trasloco di stanza non richiesto, si trova ad affrontare il caso di un transessuale trovato morto nel fiume. Il condominio in cui Juana abitava risulta popolato da persone parecchio reticenti; Schiavone arriva a un passo dalla verità ma subisce fortissime pressioni per insabbiare il caso. Nel frattempo prende a cuore il destino di un sedicenne pieno di problemi che abita accanto a lui; ride delle fisime del nuovo commissario della scientifica, una fanatica del complotto; s’invagisce della collega Caterina, e ritrova gli amici romani in una caccia all’uomo che lo porta fino in Friuli. Man mano che procede nella scrittura della serie dedicata a Schiavone, Manzini offre una scrittura più corposa, personaggi minori più convincenti, e dona nuove sfumature di pessimismo al suo protagonista (la cui visione della vita riassume così: “Da quando ero piccolo ho sempre avuto la sensazione di stare nella camera della morte, hai presente? Quel percorso che fanno fare ai tonni nelle mattanze? Per quanto sia tortuoso, pieno di angoli e svolte, finiscono tutti nella trappola per essere trasformati in scatolette. Ecco, per me è la stessa cosa. Qualsiasi decisione tu prenda nella vita arrivi sempre nello stesso posto, nella scatoletta. Ci illudiamo di fare delle scelte, ma la strada è già segnata e questo non me lo toglie nessuno dalla testa.”).

 

 

Antonio Manzini è nato a Roma il 7 agosto 1964. Ha pubblicato i romanzi Sangue marcio e La giostra dei criceti. La serie con Rocco Schiavone è cominciata con il romanzo Pista nera (Sellerio, 2013), cui sono seguiti La costola di Adamo (2014), Non è stagione (2015), Era di maggio (2015), Cinque indagini romane per Rocco Schiavone (2016), 7-7-2007. Nel 2015 ha pubblicato anche Sull’orlo del precipizio. Continue reading

Davide Enia: raccontare Lampedusa

“È un’isola in cui gli elementi ti piombano addosso senza che nulla glielo impedisca. Non esistono ripari. Si è trafitti dall’ambiente, attraversati dalla luce e dal vento. Nessuna difesa è possibile”: questo ritratto di Lampedusa compare nelle prime pagine di Appunti per un naufragio di Davide Enia, pubblicato da Sellerio. Negli ultimi tempi Lampedusa, oltre ad attrarre un gran numero di giornalisti e politici che si dedicano alle varie emergenze, viene posta al centro di diverse narrazioni: è grande il desiderio di raccontare cosa sta veramente accadendo in questo pezzo di Italia che, dal punto di vista geologico è Africa, e che, per molti africani, è la terra promessa e per molti altri una tomba. Enia sceglie di tornare a Lampedusa (isola in cui era stato in vacanza varie volte, la prima da ragazzo con gli amici, scappando via per il caldo, la fame, la mancanza di discoteche) con suo padre, cardiologo in pensione e fotografo per passione. Tra loro c’è un forte legame che fatica ad esprimersi; ascoltano insieme i racconti della coppia che li ospita in un bed & breakfast e insieme soffrono per la malattia terminale dello zio Beppe. Gli ultimi mesi del fratello del padre che vive a Reggio Calabria, le telefonate con lui, le visite, s’intrecciano con la raccolta di esperienze di vita vissuta dagli isolani a contatto con la sofferenza e la morte. Un libro che nasce dalla volontà di testimoniare l’importanza dei legami umani, che siano quelli tra un nipote e l’amato zio, o quelli tra chi soccorre, nutre, accoglie e chi fugge nudo dall’orrore.

Davide Enia nasce a Palermo il 2 aprile 1974. Autore e interprete di «Italia-Brasile 3 a 2», «Scanna», «I capitoli dell’infanzia». Per Radio Rai Due realizza il radiodramma «Rembò». Ha pubblicato anche i romanzi Così in terra (2012) e Uomini e pecore (2014), maggio ’43 (2013) e Appunti per un naufragio (2017).

  Continue reading

Fabio Genovesi: il bambino cresciuto con gli anziani

Incontriamo Fabio a sei anni, nel momento in cui si appresta con timore a entrare a scuola (circondato com’è sempre stato da una miriade di parenti strambi, non sa come comportarsi con i coetanei), e lo lasciamo a tredici anni (ancora molto strano, ma trionfante per il mezzo bacio ricevuto da una ragazza carina): Il mare dove non si tocca, il nuovo romanzo di Fabio Genovesi, in uscita da Mondadori, presenta un accidentato percorso di formazione all’insegna dell’ingenuità. L’alter ego dell’autore viene costantemente messo in imbarazzo dai suoi numerosi nonni scapoli (in realtà sono i fratelli del nonno, ma ci tengono a usurparne la qualifica) che lo inseguono fin dentro la classe e s’immischiano di tutte le sue faccende. Al centro del libro c’è un evento traumatico a cui Fabio reagisce come può: senza perdere la speranza e aggrappandosi ai libri. Comico e tragico si fondono nella storia di un ragazzo di provincia impegnato nella ricerca di sé.

 

Fabio Genovesi è nato a Forte dei Marmi nel 1974. Ha scritto Versilia Rock City, Morte dei Marmi, Esche vive, Tutti primi sul traguardo del mio cuore e nel 2015 Chi manda le onde, che vince il Premio Strega Giovani. Collabora con il «Corriere della Sera», «Vanity Fair» e «Il Tirreno».

  Continue reading

Fabio Geda: Ercole sul tetto

 

In Anime scalze, uscito da Einaudi, Fabio Geda racconta di Ercole che ha quindici anni, vive con l’inaffidabile padre e l’affettuosa sorella a Torino in un buco di casa, dopo che la madre li ha abbandonati. Nella sequenza d’apertura Ercole ha un fucile, è circondato dalla polizia, e ha con sé Luca che ha sei anni. Il libro è un lungo flash back per raccontare al lettore come si sia arrivati a questa situazione. Geda fa incontrare al suo protagonista, Viola, una coetanea di buona famiglia, attratta da questo ragazzo che non ha nulla tranne l’ardore con cui la guarda; lo spedisce in cerca della madre; gliela fa ritrovare e gli fa scoprire di avere un fratellino (il Luca di cui sopra); gli dona una fragile tregua; gli organizza una perigliosa fuga a due con il fratello dopo che ha incontrato l’orrido patrigno. L’ odissea di un giovane precocemente vessato dalla vita nel contesto di una città italiana come tante altre, indifferente alle sorti dei più sfortunati.

 

Fabio Geda (Torino, 1972) ha scritto, tra gli altri, Per il resto del viaggio ho sparato agli indiani (Instar Libri 2007, Feltrinelli 2009), Nel mare ci sono i coccodrilli (Baldini & Castoldi 2010), L’estate alla fine del secolo (Baldini & Castoldi 2011), Se la vita che salvi è la tua (Einaudi Stile Libero 2014), Anime scalze (Einaudi Stile Libero 2017) e la serie per ragazzi Berlin (Mondadori 2015-2016).  Continue reading

Elisabetta Bucciarelli: un`educazione sentimentale

Meri, diciassette anni, riceve biglietti da un ammiratore segreto. Con la madre parla soprattutto attraverso il linguaggio delle canzoni dei Queen che entrambe conoscono a memoria. La madre scrive testi per il teatro e ha la passione per gli alberi, le piante e i semi. In Chi ha bisogno di te (Skira) Elisabetta Bucciarelli dà voce a un’adolescente concentrata sul desiderio di amare. Meri è stata segnata per sempre dall’incendio in un albergo di montagna quando aveva sette anni: da lì derivano una mano ustionata, la separazione dei suoi (mai del tutto chiarita) e il dono di un udito straordinario. Bucciarelli segue la sua protagonista in classe, dove passa il tempo con l’amica Sara, e a casa, dove non fa che fantasticare su chi le manda i messaggi. Come in tutti i romanzi di Bucciarelli (che spazia tra generi diversi) il meccanismo della suspense è attivo sino alla fine e la soluzione del mistero non è quella che si aspetta il lettore. La formazione di Meri passa attraverso “la scoperta che l’amore ha molti modi per esserci. Ci vuole tempo e forse un po’ di vita per accettarlo”.

 

 

Elisabetta Bucciarelli è nata e vive a Milano. Diplomata presso il Laboratorio di Scrittura Drammaturgica del Piccolo Teatro di Milano, ha esordito a vent’anni con il testo teatrale Forte come un toro. Ha scritto per il teatro, la televisione e il cinema. La sua sceneggiatura Amati Matti ha partecipato alla 53° Biennale del Cinema di Venezia con menzione speciale della giuria. Ha pubblicato i saggi Io sono quello che scrivo, la scrittura come atto terapeutico e Le professioni della scrittura e Scrivo Dunque Sono. Trovare le parole giuste per vivere e raccontarsi. Conduce laboratori di Scrittura Espressiva. Nell’autunno 2005 è uscito il primo romanzo Happy Hour che inaugura la serie con l’ispettrice milanese Maria Dolores Vergani, cui fanno seguito Dalla parte del torto (2007), Femmina de luxe (2008), Io ti perdono (2009), Ti voglio credere (2010), Dritto al cuore (2013). Nel 2015 è uscito NN La resistenza del maschio. Continue reading

Arno Camenisch: la coppia, la valle, la pensione

Una coppia giunta al trentunesimo anniversario di matrimonio vince a tombola un soggiorno di quattro notti in un bell’albergo in Engadina. Lei è entusiasta e sfoggia un vestito con i lustrini, lui i calzoni corti di un completo verde scuro. Le cento pagine della Cura di Arno Camenisch (tradotto da Roberta Gado per Keller) accompagnano i due dalla stanza da letto dell’hotel, alla sala da pranzo, dalla piscina al cimitero alla funivia in una serie di scene che ci fanno assistere a un lancinante dialogo tra sordi, che sembra incarnare l’essenza della vita coniugale. Lui è un morto che cammina (la morte ritorna ossessivamente nei suoi pensieri, nei proverbi che cita, nelle riflessioni che fa sul passato e sul futuro), non vede l’ora di tornare a casa e vorrebbe non essersene allontanato; lei è garrula, velleitaria (sogna l’Opera, la Scala di Milano, una crociera, il negozio di fiori che non ha mai avuto). Lui ostenta la sua ignoranza (la mia musica preferita è quella della pancetta in padella), lei parla per strafalcioni (facciamo parte anche noi della crème caramel). Un ritratto impietoso non solo della parabola discendente di un rapporto, ma anche degli effetti dell’avanzare dell’età, della realtà del pensionamento.

 

Arno Camenisch è nato a Brigels nel Cantone dei Grigioni il 1 febbraio 1978. Si è diplomato all’Istituto letterario svizzero di Bienne dove vive e lavora. Scrive in tedesco e romancio nella variante sursilvana. Ha esordito nel 2005 con il romanzo Ernesto ed autras manzegnas scritto  in romancio al quale ha fatto seguito una trilogia grigionese composta da Sez Ner, Dietro la stazione e Ultima sera scritti in un pastiche linguistico che mescola svizzero-tedesco, sursilvano e italiano. Le sue opere sono tradotte in italiano da Roberta Gado per Keller. Continue reading

Turi Simeti, la pittura tridimensionale

Al Marca di Catanzaro una mostra che ripercorre cinquant’anni d’arte del maestro, dagli esordi negli anni Sessanta ai giorni nostri Continue reading

Padova: mostra “Internati Militari Italiani – La vita nei lager nazisti”

A Padova, nelle Scuderie di Palazzo Moroni, è allestita dall’8 settembre al 1º ottobre la mostra “Internati Militari Italiani (I.M.I.) – La vita nei lager nazisti” in cui sono esposti dipinti, disegni e fotografie realizzati da militari italiani deportati nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943: una vicenda ancora non abbastanza nota della Seconda Guerra Mondiale che coinvolse oltre ottocentomila persone e sulla quale l’Associazione Nazionale Ex Internati ha intrapreso un’opera sistematica di ricerca e di raccolta di documenti e di testimonianze. Con la denominazione I.M.I., i militari italiani furono privati dello status di prigionieri di guerra e sfruttati per il lavoro nelle industrie. L’esposizione è articolata in diverse sezioni: la cattura; la deportazione; la vita quotidiana nei campi di prigionia; le baracche; ritratti di prigionieri; “vedute” di vari lager; il conforto della religione; il lavoro coatto; gli stenti, la fame, le malattie e la morte nei lager; la liberazione e il rientro in Patria; i caduti; l’Anei, il Museo Nazionale dell’Internamento, Tempio Nazionale dell’Internato Ignoto e il Giardino dei Giusti nel Mondo; il contributo delle Forze Armate nella Guerra di Liberazione e nella Resistenza (a cura dell’Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari Guerra di Liberazione). Continue reading

Roma: “Luci della storia su Porta Pia”, quarta edizione

Dal 12 al 17 settembre torna a Roma, per la quarta edizione, la manifestazione “Luci della storia su Porta Pia”, ispirata alla famosa “breccia” che portò all’Unità d’Italia. L’iniziativa, ideata da Nunzio Paolucci, realizzata in collaborazione con il Museo Storico dei Bersaglieri con il sostegno dell’Esercito e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, si svolge nel cortile museale “Porta Pia” attraverso una serie di performance tra musica, voci, ballo e narrativa: due appuntamenti al giorno, alle 18.30 e alle 21. Si esibiranno la Banda dell’Esercito, la Banda della Marina Militare, la Banda della Guardia di Finanza, la Fanfara dei Bersaglieri, la Banda Tramat e la Banda Musicale della Guardia Svizzera Pontificia, oltre ad artisti musicali di assoluto talento. Il programma comprende, inoltre, dibattiti sulla storia e, novità di quest’anno, l’assegnazione del Premio “Oltre la breccia” per iniziative per il bene comune. Continue reading

Pollica: Stati generali della letteratura del Sud, seconda edizione

A Pollica (Salerno) si svolgono dal 28 settembre al 1º ottobre gli Stati generali della letteratura del Sud. La manifestazione, alla seconda edizione, ospita nelle frazioni di Acciaroli e Pioppi, interventi di scrittori, presentazioni, reading, proiezioni e momenti di spettacolo. Tra i partecipanti Ottavio Cappellani, Domenico Dara, Omar Di Monopoli, Donatella Di Pietrantonio, Paolo Di Stefano, Antonella Lattanzi, Salvatore Maira, Wanda Marasco, Francesco Marocco, Raffaele Nigro, Massimiliano Virgilio. “Realtà/Invenzione” è il tema di riflessione scelto per quest’anno. Continue reading

I Longobardi un popolo che cambia la storia

 Dal 1 settembre al 3 dicembre al Castello Visconteo di Pavia, dal 15 dicembre al MANN di Napoli e da aprile 2018 all’ Ermitage di San Pietroburgo, una mostra epocale, punto di arrivo di oltre 15 anni di indagini archeologiche, epigrafiche e storico- scientifiche su siti e necropoli altomedievali racconta i Longobardi.

La mostra – che ha un corpus espositivo unitario per le tre sedi e alcune specifiche varianti legate alle peculiarità dei luoghi e alla necessità di alternare taluni oggetti – si sviluppa in otto sezioni, con un allestimento di grande fascino e di assoluta novità nel campo archeologico, che incrocia creatività, design e multimedialità: dal cupo contesto in cui s’innesta in Italia l’arrivo dei Longobardi ai modelli insediativi ed economici introdotti dalla loro presenza; dalle strutture del potere e della società nel periodo dell’apogeo alle testimonianze della Longobardia Meridonale tra Biziantini e Arabi, principati e nuovi monasteri.

Oltre 300 le opere esposte; più di 80 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra; 58 i corredi funerari esposti integralmente; 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); 3 le cripte longobarde pavesi, appartenenti a soggetti diversi, aperte per la prima volta al pubblico in un apposito itinerario; centinaia i materiali dei depositi del MANN vagliati dall’Università Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d’epoca altomedievale conservati nel museo napoletano.

  Continue reading

L` ordine sparso dell` acciaio inossidabile e riflettente di Xhixha a Firenze

 

Una nuova esposizione di sculture monumentali del celebre scultore Helidon Xhixha è ospitata  al Giardino di Boboli a Firenze.

Xhixha, che oggi vive e lavora tra Milano e Dubai, è nato in Albania ed è figlio d’arte. Proprio grazie al padre, già in giovane età scopre la propria vocazione alla scultura, che diventa nel tempo monumentale e impegnata su temi sociali ed esistenziali, e che riscuote grande successo: le sue iconiche strutture in acciaio inossidabile oggi compaiono in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. La sua opera più famosa finora è forse Iceberg, dedicata al tema del cambiamento climatico: una massa potente di acciaio emergente dall’acqua, essa fu la prima installazione mai autorizzata a galleggiare sul Canal Grande durante la Biennale di Venezia del 2015. L’opera riscosse notevole eco anche sui media internazionali, come The New York Times, The Guardian e la CNN. Nel 2016, per l’inaugurazione della London Design Biennale, Xhixha è stato chiamato ad allestire il cortile centrale della Somerset House, e premiato con il Public Award per Bliss, una serie di blocchi concentrici ma drammaticamente spezzati, metafora visuale della migrazione dei popoli.

La mostra, Helidon Xhixha In Ordine Sparso è curata dal Direttore delle Gallerie degli Uffzi, Eike Schmidt insieme al critico d’arte Diego Giolitti. In uno straordinario percorso attraverso quindici fra sculture e installazioni monumentali, distribuite tra il giardino di Boboli e la città di Firenze, Helidon Xhixha esplora l’idea di caos e ordine. Le sue opere rendono omaggio al modo in cui questi concetti sono stati affrontati nei secoli, in filosofia e nelle arti (geometria sacra), ma anche nel mondo naturale.

Con le loro forme e superficie specchianti queste opere si fondono all’ambiente circostante, e proseguendo una sofisticata indagine intellettuale ed estetica che affonda le sue radici già nel XVI e XVII secolo, offrono nuove interpretazioni sul tema dell’intreccio tra arte e natura così caro in quei secoli agli artisti dei Medici, che lo descrissero con sorprendenti fontane e grotte meravigliose.

Le opere esposte sono in gran parte inedite, create dall’artista per l’occasione. Otto su quattordici, per la precisione, tra le quali Ordine e Caos, Helium e Neon, esposte nell’Anfiteatro del Giardino di Boboli. Insieme ad esse ne vengono presentate altre create tra il 2010 e il 2016 (Symbiosis, Deserto, Fragmento, Elliptical Light, Luce, The Four Elements) a testimoniare la recente produzione artistica di Helidon Xhixha. Collocate nello spazio antistante Palazzo Pitti, Conoscenza e Infinito sono un tramite con Firenze e con il carattere austero e matematico della sua estetica urbana: Conoscenza riporta alla mente Fibonacci, la risposta più immediata della natura alla Sezione Aurea, mentre Infinito richiama i concetti fondamentali di ordine, equilibrio e regolarità.

Con Caos, monumentale installazione creata per la Limonaia del Giardino di Boboli, l’artista indaga la natura con lo scopo di comprendere il caos. Ispirandosi alla Cueva de los Cristales di Naica in Mexico – dove in una miniera di piombo e argento si ergono straordinari cristalli di selenite alti fino a quattordici metri – Xhixha ha creato un nuovo ordine di strutture, in apparenza casuale e caotico, ma che ad un’osservazione attenta si rivela come una risposta chiarificatrice e squisitamente intellettuale dell’uomo rispetto alla formazione naturale: imponenti colonne di acciaio rivestito da tessuto invitano il visitatore ad entrare per esplorare – come in una grotta, appunto, e quasi da una dimensione lillipuziana – la potente interpretazione artistica di una delle meraviglie del cosmo.

Nella maggioranza delle sue opere, Helidon Xhixha trasforma l’acciaio inossidabile lucidato a specchio in incredibili forme astratte di immensa grandezza e grande  bellezza, commento visivo dell’interazione tra metallo e luce, tra oggetto e ambiente circostante, e tra tangibile e intangibile. I recenti successi riscossi alla Biennale di Venezia nel 2015 e alla Biennale del Design di Londra, e i prestigiosi riconoscimenti ricevuti, hanno conferito all’artista una posizione di prestigio nel panorama del mondo artistico internazionale e le sue opere sono ad oggi fra le più riconoscibili e ricercate nell’ambito della scultura contemporanea.

Noi abbiamo sentito il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, il curatore Diego Giolitti e l’ artista stesso

“Helidon Xhixha. In ordine sparso”.

Firenze, vari luoghi

FIno al 29 Ottobre Continue reading

Pompei e i Social Media

E’ solo dal mese di aprile 2016 che Pompei, il sito archeologico più importante del mondo, che vanta un bacino di utenza da più di 3 milioni di visitatori annui, ha aperto un profilo sui Social Media Facebook, Twitter, Instagram e un canale Youtube.  La responsabile dei Social Media della Soprintendenza Pompeii, Lara Anniboletti racconta  come ha avviato la campagna e quali siano i risultati ottenuti fino ad ora.

Nei primi 6 mesi di vita, i social network di Pompei contano già decine di migliaia di seguaci: sono più di venti mila i fan su Facebook, più di tremila i follower su Twitter e Instagram.

La Soprintendenza Pompei è un Istituto del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo dotato di autonomia speciale ed esercita le sue competenze nell’ambito della tutela, della conservazione e della fruizione pubblica.

  Continue reading

Milano: “Lost and found”, personale di Angelo Accardi

VS Arte, a Milano ospita dal 22 settembre al 4 novembre la personale di Angelo Accardi “Lost and found”, a cura di Mimmo Di Marzio; tele inedite di grandi, medie, piccole dimensioni che giocano sul costante dualismo fra reale e irreale, apparenza e significato, ricche di simboli e di visioni nascoste, sono esposte accanto a sculture e installazioni. Angelo Accardi, artista attento allo studio della società e dell’uomo descrive nelle sue opere squarci di vita quotidiana, di paesaggi urbani animati da presenze simboliche, soprattutto animali, che rappresentano le chiavi interpretative di realtà celate e sono testimoni della tensione e della paura caratterizzante l’epoca attuale. Le opere d’impronta realistica, studiate nei dettagli e nella composizione, realizzate a tecnica mista con interventi di pittura gestuale, si soffermano sul rapporto con il tempo, dove il passato viene messo in costante confronto con il presente. Continue reading

Modena: “L’architettura della vita”, Cesare Leonardi tra progettazione e design

Venerdì 15 settembre nell’ambito del Festivalfilosofia 2017, apre la personale di Cesare Leonardi. “L’architettura della vita”, che occuperà fino al 4 febbraio 2018 gli spazi di Palazzo Santa Margherita e della Palazzina dei Giardini di Modena. La mostra, a cura di Andrea Cavani e Giulio Orsini, presenta al pubblico il patrimonio di opere e documenti custodito nella sua casa-studio, oggi sede dell’Archivio Architetto Cesare Leonardi, e racconta l’avventura straordinaria di una vita dedicata al progetto, a partire dalla progettazione del verde e dallo studio degli alberi fino al design, come gli oggetti in vetroresina: la Poltrona Nastro, il Dondolo, la Poltrona Guscio e molti altri arredi esposti nei più importanti musei del mondo, oppure la serie Solidi, elementi di arredo progettati a partire da un unico materiale (la tavola di legno per i casseri da calcestruzzo), fino all’attività fotografica che accompagnerà tutta la sua produzione quale strumento di indagine e documentazione, la scultura e la pittura praticate soprattutto negli ultimi anni. L’evento espositivo è organizzato e prodotto dalla Galleria Civica di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e Archivio Architetto Cesare Leonardi. Continue reading

Firenze: “Dall’Antiquario collezionista al Museo”, itinerari e visite per raccontare la città

Dal 23 settembre al 1º ottobre Palazzo Corsini, a Firenze, presenta il progetto “Dall’Antiquario collezionista al Museo. Itinerari e visite per raccontare Firenze attraverso le collezioni e i grandi Antiquari che le hanno formate”. Alla diversificata offerta culturale fiorentina appartiene un nucleo di musei nati dalle donazioni di privati collezionisti che hanno condiviso, tra Otto e Novecento, residenze e collezioni. Per scoprire la storia di questi collezionisti viene proposto, nell’ambito della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, un calendario di visite condotte da guide con formazione specialistica nell’ambito dell’arte e dell’architettura. La proposta si impernia soprattutto su quelle realtà nate dall’apporto di celebri antiquari del passato al collezionismo, alla salvaguardia, alla riscoperta e valorizzazione di beni, artisti, ambiti storici e culturali. Dell’itinerario fanno parte il Museo Stefano Bardini, showroom ottocentesca, il Museo Horne che prende il nome dallo storico dell’arte, antiquario, collezionista e architetto inglese Herbert Percy Horne, il Museo di Palazzo Davanzati oggi conosciuto anche come Museo dell’Antica Casa Fiorentina, la Fondazione Salvatore Romano, il Museo Stibbert, e la Museo Casa Siviero. Continue reading

Donatella Di Pietrantonio vince il Premio Campiello 2017

Il Premio Campiello 2017, alla sua 55^ edizione, va alla scrittrice Donatella Di Pietrantonio per il romanzo L’arminuta, pubblicato da Einaudi.

Ecco la classifica completa:

Donatella Di Pietrantonio – L’arminuta – Einaudi – 133 voti

Stefano Massini – Qualcosa sui Lehman – Mondadori – 99 voti

Mauro Covacich – La città interiore – La Nave di Teseo – 25 voti

Alessandra Sarchi – La notte ha la mia voce – Einaudi – 13 voti

Laura Pugno – La ragazza selvaggia – Marsilio – 12 voti

 

L’Arminuta racconta di una ragazzina di tredici anni che da un giorno all’altro scopre di non essere la figlia delle persone con cui è cresciuta e si trova restituita alla sua vera famiglia. Dalla ridente città di mare al cupo paese, dalle lezioni di danza e di nuoto alla fame e alla promiscuità, dalla lingua italiana a un dialetto smozzicato che non parla e di cui si vergogna; a traumatizzare la protagonista è soprattutto la sensazione di non appartenere più a nulla e a nessuno. La prima parte del libro descrive l’impatto della ragazza allevata tra gli agi e appassionata dello studio con una madre e un padre schiantati dalla fatica e incapaci di comunicare, e con i fratelli ostili (non tutti, con tre di loro sviluppa subito un forte legame che passa soprattutto attraverso la fisicità). Si capisce presto che la protagonista è stata ceduta, poco dopo la nascita, a una coppia di lontani parenti che non poteva avere figli, ma non si sa perché quest’adozione informale sia cessata di colpo; la donna che l’ha allevata è gravemente malata? In un Abruzzo degli anni settanta diviso in mondi inconciliabili, uno avanzato e moderno, l’altro retrivo, una ragazza determinata a studiare e a dare un indirizzo alla propria vita riuscirà a farsi madre di se stessa.

Con Donatella di Pietrantonio in questa intervista abbiamo parlato del tema della maternità che ricorre nei suoi romanzi sotto diversi aspetti, della protagonista dell’Arminuta, delle modalità del suo approdo nella famiglia di origine e del ritratto dell’Abruzzo che fa da sfondo a questa storia.

Donatella Di Pietrantonio ha esordito con il romanzo Mia madre è un fiume (Elliot 2011, Premio Tropea). Con Bella mia (Elliot 2014) ha partecipato al Premio Strega. L’arminuta, pubblicato da Einaudi, è il suo terzo romanzo. Vive a Penne, in Abruzzo, dove fa la dentista pediatrica. Continue reading

Al via il progetto Europeana Textual Collections

La biblioteca digitale europea realizzerà un canale tematico dedicato a manoscritti, libri e materiali a stampa. L’Iccu partecipa insieme ad altri undici istituti Continue reading

Al via il progetto Europeana Textual Collections

La biblioteca digitale europea realizzerà un canale tematico dedicato a manoscritti, libri e materiali a stampa. L’Iccu partecipa insieme ad altri undici istituti Continue reading

Brisighella: convegno internazionale sul “lapis specularis”

In programma dal 27 al 29 settembre il convegno internazionale dal titolo “Il lapis specularis nei rinvenimenti archeologici”, che avrà luogo presso Convento dell’Osservanza a Brisighella (Ravenna). La conferenza è organizzata e promossa da Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, Asociation Cultural Lapis Specularis – Madrid, Parco della Vena dei Gessi Romagnoli, Speleo GAM Mezzano, Comune di Brisighella, Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna. Il lapis specularis deve il suo nome al fatto che, a partire dall’età romana, sia stato utilizzato come elemento trasparente per le finestre. Per queste sue caratteristiche il gesso speculare è stato oggetto di intensa attività estrattiva e di una commercializzazione ad amplissimo raggio, in modo particolare nei primi secoli dell’Impero. Il convegno, il terzo dedicato all’argomento, riunisce archeologi, speleologi, storici e geologi, avvalendosi della partecipazione degli archeologi dell’Asociation Cultural Lapis Specularis de Madrid che illustreranno l’esperienza maturata nelle diverse cave di lapis presenti in Spagna. Continue reading