Il Prete bello di Goffredo Parise

La pittrice Giosetta Fioroni, per molti anni compagna di Goffredo Parise, parla del “Prete bello”, un libro di grandissimo successo tradotto in 25 lingue, apprezzato più per il versante romanzesco che per quello che Prezzolini definì “un continuo prodigio”, ovvero il percorso fiabesco, ironico e grottesco. La Fioroni rintraccia le origini nei film di Jean Vigo e Bunuel e nella scrittura di Kafka e Lautréamont e ricorda lo scandalo che suscitò all`epoca perché il personaggio fu ritenuto offensivo per l`abito talare, mentre in verità era una caricatura più di un fascista che di un prete. La Fioroni rievoca il rapporto di Parise con Roma e la sua amicizia con Gadda. Continue reading

Roberto Bertinetti: le signore inglesi che hanno cambiato il mondo

Nove donne che hanno segnato la storia dell’Inghilterra e quella del costume planetario: regine, scrittrici, capi di governo, stiliste, le protagoniste dell’Isola delle donne di Roberto Bertinetti (sottotitolo Ritratti di impareggiabili signore inglesi) hanno sfidato la società patriarcale, entrando nella storia. Di ognuna delle sue signore, che sia la regina Elisabetta, Agatha Christie, Margaret Thatcher, o Mary Quant, Bertinetti descrive l’infanzia e la provenienza familiare, i legami sentimentali, i principi ispiratori. Amatissime come Lady Diana, detestate come Margaret Thatcher, queste donne sono andate avanti per la loro strada, dopo averla faticosamente individuata. C’è chi ha goduto del sostegno di un marito affettuoso come la regina Vittoria, come Virginia Woolf, chi ha protetto la propria indipendenza come Jane Austen e la regina Elisabetta, tutte sono state capaci di reagire al pregiudizio antifemminile, dimostrando il proprio valore. Continue reading

55esima edizione del Premio Campiello

Giunto alle 55^ edizione, il Premio Campiello quest’anno ha in finale i seguenti libri: 

 

Qualcosa sui Lehman (Mondadori) di Stefano Massini

La città interiore (Nave di Teseo) di Mauro Covacich

La notte ha la mia voce (Einaudi Stile Libero) di Alessandra Sarchi

L’Arminuta (Einaudi) di Donatella di Pietrantonio

La ragazza selvaggia (Marsilio) di Laura Pugno

 

Sabato 9 settembre a Venezia sul palco del Teatro La Fenice, si terrà la cerimonia finale e la proclamazione del vincitore, lo spettacolo sarà condotto da Natasha Stefanenko e Enrico Bertolino e verrà raccontato da Rai Cultura con un docufilm, in onda mercoledì 20 settembre.

Nel corso della cerimonia di sabato 9 settembre, ognuno degli scrittori avrà un testimonial d’eccezione. Saranno infatti trasmessi video di Stefano Accorsi e Kasia Smutniak, Vittorino Andreoli, Federica Fracassi, Massimo Recalcati e Sandro Veronesi, che porteranno un loro contributo sui libri in concorso e sul Premio Campiello. Ad arricchire la serata, la presenza del giovane talento della canzone italiana Michele Bravi e della resident band I Ridillo. Assisterà alla serata un parterre di circa mille invitati tra ospiti istituzionali, rappresentanti del mondo imprenditoriale, della cultura e delle case editrici. A scegliere la rosa dei finalisti la Giuria dei Letterati del Premio, presieduta dall’attrice Ottavia Piccolo.

Durante la cerimonia verranno premiati anche i vincitori degli altri riconoscimenti previsti dalla Fondazione Il Campiello: il vincitore del Campiello Giovani, annunciato la sera di venerdì 8 tra i cinque ragazzi finalisti di questa 22^ edizione, l’Opera Prima, assegnata a Francesca Manfredi per la raccolta di racconti Un buon posto dove stare (La nave di Teseo) e il Premio Fondazione Il Campiello, il riconoscimento alla carriera attribuito quest’anno a Rosetta Loy.

In questo Speciale di Rai Letteratura le interviste a Covacich, Sarchi, Di Pietrantonio e un video con Stefano Massini.

Buona visione

 

Il Premio Campiello, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, è promosso e gestito dalla Fondazione Il Campiello, composta dalle Associazioni Industriali del Veneto e dalla loro Federazione regionale. Continue reading

Cesare Pavese

Cesare Pavese (1908-1950), è stato poeta, scrittore, saggista, traduttore e critico letterario, fu senz’altro uno dei più importanti autori e intellettuali della storia della letteratura italiana.

Pavese era nato il 9 settembre 1908 a Santo Stefano Belbo, un paesino delle Langhe in provincia di Cuneo. Ben presto la famiglia si trasferisce a Torino ma le colline del suo paese rimarranno per sempre impresse nella sua anima, assieme al ricordo del padre, che muore molto presto. Qualunque sia l’interpretazione che si vuole dare a questi primi anni, non si può negare che si profila subito in essi la storia di un destino tragico e amaro, evidenziato da un disperato bisogno d’amore, un destino di solitudine, di amarezza, di disperata sconfitta. Una grande contraddizione tra l’attrazione per la solitudine e il bisogno di non essere solo. Negli anni del liceo Pavese è assai riluttante ad impegnarsi attivamente nella lotta politica, verso la quale non nutre grande interesse, anche perché tende a fondere sempre il motivo politico con quello più propriamente letterario. A ventidue anni si laurea con una tesi su Walt Whitman e comincia a lavorare alla rivista La cultura, mentre si intensifica la sua attività di traduttore. La morte della madre avvenuta nel 1931 lo scuote e lo segna profondamente. Nel 1933 Pavese partecipa alla nascita della casa editrice Einaudi, grazie all’amicizia che lo lega a Giulio. Nel 1935 la relazione con una donna impegnata nella lotta al fascismo – “la donna dalla voce rauca”, come chiamava l’amore entrato nella sua vita dagli ultimi anni degli studi universitari – gli costerà l’accusa di sospetto antifascismo e la condanna al confino. Al suo rientro, nel 1936, la donna ha già sposato un altro. La delusione lo sprofonda in una crisi tale da indurlo a meditare il suicidio. Finita la guerra, Pavese si iscrive al partito comunista, ma il suo impegno è prevalentemente letterario: scrive articoli di ispirazione etico-civile, riprende il lavoro per la Einaudi, elabora quella teologia del mito che prenderà corpo nei Dialoghi con Leucò. Intanto, a Roma, conosce l’attrice Constance Bowling, che rinnoverà in lui prima il sentimento dell’amore, poi il dolore dell’abbandono. Pavese scrive Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. Alla delusione d’amore, alle crisi politiche e religiose che riprendono a sconvolgerlo, alla nuova ondata di solitudine e di senso di vuoto non riesce più a reagire. Logorato, stanco, ma in fondo perfettamente lucido, si toglie la vita in una camera dell`albergo Roma di Torino ingoiando una forte dose di barbiturici. Solo un`annotazione, sulla prima pagina dei Dialoghi con Leucò, sul comodino della stanza: “Perdono tutti e a tutti chiedo perdono”. Continue reading

Ernest Hemingway: lezione di stile

 

Ernest Hemingway è uno dei giganti del Novecento letterario. Il suo stile innovativo ha influenzato non solo la letteratura americana, ma la letteratura tout court. Il dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere di Roma Tre ha dedicato due giornate di studio a questo scrittore. Per lo Speciale di Rai Letteratura abbiamo raccolto gli interventi dell’americanista e organizzatrice del convegno, Sara Antonelli; della scrittrice Jumpa Lahiri (come Hemingway Premio Pulitzer, come lui maestra del racconto, come lui molto influenzata e attratta dall’Italia e dalla lingua italiana) e del critico, editor e traduttore Luca Briasco. Continue reading

Francesco Petrarca

Francesco Petrarca è stato poeta, scrittore e filosofo, e grazie alla sua opera più celebre, il Canzoniere (composto tra il 1336 e il 1374, anno della sua morte), è considerato tra i padri dell’umanesimo e uno dei pilastri della letteratura italiana.

Nato ad Arezzo il 20 luglio del 1304 e morto ad Arquà tra il 18 e il 19 luglio del 1374, fu il primo poeta che espresse in lingua volgare i suoi versi. Trascorsa l’infanzia ad Avignone, in Francia, dove si trasferisce con la famiglia nel 1312 e dove incontra la musa ispiratrice, Laura, torna a Roma dove viene incoronato poeta in Campidoglio, nel 1341. Maestro nell’arte del sonetto, con Il Canzoniere  presenta un’opera di assoluta novità per l’epoca, che lo rende uno tra i poeti più celebri della storia. Una raccolta di 366 componimenti in volgare, concepiti come una lettura da compiere giorno per giorno, nell’arco di un anno. Al centro della raccolta, la figura di “Laura”, cui è dedicato un racconto in due parti: durante la sua vita e dopo la morte, frammenti di vita segnati dalla gioia dell’amore e dal dolore della scomparsa. Continue reading

Jane Austen a duecento anni dalla morte

 

Di Jane Austen scrisse Virginia Woolf  “è padrona di emozioni ben più profonde di quanto appaia in superficie: ci guida a immaginare quello che non dice. In lei vi sono tutte le qualità perenni della letteratura.” (The Common Reader, Hogarth Press, Londra 1925). A duecento anni dalla morte (avvenuta il 18 luglio 1817) il mito di questa scrittrice inglese è più vivo che mai. Per ragionare sul fenomeno Austen e comporre un ritratto a più voci abbiamo raccolto il parere di due scrittrici, Simonetta Agnello Hornby e Nadia Terranova, di una studiosa, Liliana Rampello, (autrice di Sei romanzi perfetti per il Saggiatore), di due ricercatrici universitarie, Laura Scuriatti e Marina Della Giusta,  di un’illustratrice, Manuela Santoni, e di un regista, Whit Stillman.

 

Jane Austen nasce a Steventon nell’Hampshire il 16 dicembre 1775 e muore a Winchester il 18 luglio 1817. Vive nel paese natale fino al 1801, poi a Bath e a Southampton; si stabilisce infine a Chawton, finché, ammalata forse di tisi, viene portata a Winchester nel maggio 1817 e vi muore poco dopo. Ha scritto sei romanzi: Pride and prejudice (1797, pubblicato nel 1813); Sense and sensibility (1811); Mansfield Park (1814); Emma (1816); Northanger Abbey e Persuasion (postumi, 1817). Continue reading

Umberto Saba

Il poeta e scrittore Umberto Saba, di cui il 25 agosto si celebrano i 60 anni dalla morte, avvenuta nel 1957) era nato a Trieste il 9 marzo 1883. Al secolo Umberto Poli, per omaggiare le radici ebraiche materne, quando pubblicò le prime poesie si firmò cambiando il cognome con “Saba”, che in ebraico significa “nonno”.

La sua prima raccolta poetica Poesie risale al 1911, mentre nel 1912 pubblica la raccolta Con i miei occhi (il mio secondo libro di versi), in seguito ribattezzata Trieste e una donna. Dopo la Grande Guerra, durante la quale venne richiamato alle armi e collaborò con il giornale Il popolo d’Italia da posizioni interventiste, vide la luce per la prima volta il Canzoniere, una raccolta di poesie a cui lavorava dai primi anni del secolo e che venne pubblicata nel 1922. Nel 1926 pubblica Figure e canti, mentre nel 1928 la rivista Solaria, con cui collaborava e grazie alla quale cominciò a frequentare più assiduamente il mondo letterario, gli dedicò un intero numero.

Nel frattempo, mentre la sua fama di poeta si consolidava, si facevano sempre più insistenti delle crisi nervose con cui combatteva da anni, e cominciò a essere seguito dallo psicanalista Edoardo Weiss, che aveva in cura anche lo scrittore Italo Svevo.

Poco prima della seconda guerra mondiale, alla promulgazione delle leggi razziali del 1938, a causa delle sue origini ebraiche fu costretto a rifugiarsi a Parigi. Nel 1939 tornò in Italia ma, nonostante l’aiuto di alcuni amici, tra cui Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti e Carlo Levi, dovette nascondersi e cambiare spesso città, il che non gli impedì di pubblicare proprio in quel periodo difficile la raccolta Ultime cose.

Dopo la guerra Saba collaborò con il quotidiano Il Corriere della Sera, nel 1946 vinse il Premio Viareggio per le poesie del dopoguerra, nel 1951 il Premio Accademia dei Lincei e il Premio Taormina e nel 1953 l’Università di Roma La Sapienza gli conferì la Laurea Honoris Causa.

Umberto Saba morì a Gorizia il 25 agosto 1957.

La poesia di Umberto Saba si contraddistinse sempre per una ricerca di verità e di rappresentazione sincera della quotidianità, nel rispetto costante dell’autenticità dell’anima del poeta. La psicanalisi ebbe un ruolo cruciale nella sua produzione poetica, come strumento di costante ricerca interiore e di approfondimento dei traumi subiti nell’ottica di affrontare e superare le nevrosi grazie alla consapevolezza e all’onestà con se stessi. Trieste e la sua vita quotidiana, la sua gente, i suoi paesaggi furono molto importanti per Saba, che dedicò alla sua città natale gran parte dei suoi versi. Altri temi fondamentali per il poeta furono il mare, inteso come simbolo di libertà, gli affetti famigliari e la memoria.

 

Trieste
 
(da Trieste e una donna, 1912)
 
Ho attraversata tutta la città.
Poi ho salita un’erta,
popolosa in principio, in là deserta,
chiusa da un muricciolo:
un cantuccio in cui solo
siedo; e mi pare che dove esso termina
termini la città.
 
Trieste ha una scontrosa
grazia. Se piace,
è come un ragazzaccio aspro e vorace,
con gli occhi azzurri e mani troppo grandi
per regalare un fiore;
come un amore
con gelosia.
Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via
scopro, se mena all’ingombrata spiaggia,
o alla collina cui, sulla sassosa
cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa.
 
Intorno
circola ad ogni cosa
un’aria strana, un’aria tormentosa,
l’aria natia.
La mia città che in ogni parte è viva,
ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita
pensosa e schiva. Continue reading

Simona Baldanzi: nell`Arno di Maldifiume la vera Toscana

Intervista a Simona Baldanzi sul suo libro “Maldifiume”, pubblicato da Ediciclo, in cui racconta il suo percorso a piedi e in barca lungo il fiume Arno dalla sorgente alla foce.
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Magda Szabó: il collegio, il padre, la guerra

Abigail di Magda Szabó è un romanzo del 1970, ora riproposto dalle edizioni Anfora nella traduzione di Vera Gheno appena rivista. Comincia come il tipico romanzo di formazione: c’è una ragazzina disperata per l’improvvisa decisione del padre di mandarla in collegio, c’è il suo impatto con l’istituto che le appare come un tetro fortino pieno di regole che avviliscono la femminilità, c’è lo scontro con le compagne, c’è un tentativo di fuga che fallisce pur essendo molto ben pianificato. Continue reading

Francesco Gungui: il futuro è un romanzo da scrivere

Il nuovo romanzo di Bottone: Il giardino degli inglesi, Neri Pozza Continue reading

Olivier Bourdeaut: un`infanzia molto speciale

“Non mi trattava né da adulto né da bambino, ma piuttosto come un personaggio da romanzo. Un romanzo che lei amava molto e teneramente, nel quale s’immergeva in ogni istante. Non voleva sentir parlare né di grattacapi né di tristezza.”: la madre dell’io narrante di Aspettando Bojangles dello scrittore francese Olivier Bourdeaut (traduzione di Roberto Boi, Neri Pozza) è una donna inafferrabile, fuori da ogni convenzione. Ama ballare, bere cocktail, invitare a pranzo chiunque, leggere accarezzando la gru che chiama Damigella superflua. Suo marito l’adora e l’accontenta in tutto. Il figlio cresce senza regole e a un certo punto anche senza scuola: la frequenta troppo saltuariamente e fa troppa fatica a mentire per essere credibile tra i suoi coetanei; i genitori gli insegnano un po’ di tutto a modo loro; quando vogliono minacciarlo, dicono se non fai il bravo accendo la televisione. Il libro di Bourdeaut, ricco di echi fitzgeraldiani, ha un effetto ipnotico: trascina il lettore accanto ai tre protagonisti, gli fa sentire la loro magnifica irresponsabilità. Da un certo punto in poi la torre dorata comincia a mostrare le sue crepe. Arriva un ispettore delle tasse: c’è un’enorme arretrato da pagare, bisogna rinunciare alla casa. La madre comincia a star male; nella clinica psichiatrica in cui viene ricoverata diventa la regina, i pazienti pendono dalle sue labbra e il bambino trova nuovi stravaganti amici con cui intrattenersi e da cui imparare. L’ultima sfida che coinvolge tutta la famiglia è una fuga avventurosa verso il castello in Spagna. Definita dallo stesso Bourdeaut “una storia vera con alcune menzogne”, Aspettando Bojangles mescola amore, malattia mentale e gioia di vivere con uno stile che conquista.

Con Olivier Bourdeaut abbiamo parlato dei temi del libro e del suo rapporto con la narrativa di Francis Scott Fitzgerald. La traduzione è di Francesca Ciotti.

 

Olivier Bourdeaut è nato nel 1980 a Nantes in Francia. Prima di scrivere Aspettando Bojangles è stato un agente immobiliare, factotum in una casa editrice di libri scolastici, raccoglitore di fior di sale di Guérande a Croisic. Continue reading

Il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo Franco Zeffirelli

Domenica 1 ottobre 2017 apre ufficialmente al pubblico il Centro Internazionale per le Arti dello Spettacolo “Franco Zeffirelli” (Piazza San Firenze 5,  Firenze) dalle 10.00 alle 18.00 con ingresso gratuito per tutti i residenti di Firenze e provincia, per stranieri e non residenti il biglietto sarà a prezzo ridotto (Euro 7,00). Continue reading

Vladimiro Bottone: Napoli 1942, l`infanzia violata

Al centro del Giardino degli inglesi, il nuovo romanzo di Vladimiro Bottone pubblicato da Neri Pozza, che riprende l’ambientazione ottocentesca e napoletana, e alcuni dei personaggi del suo precedente Vicaria, ci sono un delitto, un commissario, un colpevole dai tratti demoniaci, delle persone accusate ingiustamente, ma quello che sembra stare davvero a cuore all’autore è il tema dell’infanzia violata, dei bambini di strada che in qualunque città e in qualunque tempo sono vittime degli adulti. Continue reading

Viet Thanh Nguyen: tra due mondi

Il Capitano al centro del romanzo Il simpatizzante di Viet Thanh Nguyen, tradotto da Luca Briasco per Neri Pozza, vive immerso nella duplicità: in primo luogo perché fa la talpa al servizio dei Viet Cong tra i vietnamiti filoamericani, poi perché l’America dove ha svolto gli studi universitari lo attrae e lo disgusta in egual misura, e infine per la sua natura di “bastardo” (è figlio di una vietnamita e di un prete francese e ha subito per questo pesanti discriminazioni). Continue reading

XVI Edizione di Letterature, Festival Internazionale di Roma

Dal 20 giugno al 21 luglio torna alla Basilica di Massenzio, il Festival Internazionale di Roma, giunto alla XVI edizione, a cura dell’Istituzione Biblioteche di Roma, promosso dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma e organizzato da Zètema Progetto Cultura.

L’ideazione e coordinamento del programma alla Basilica di Massenzio e alla Casa delle Letterature è di Maria Ida Gaeta con la regia di Fabrizio Arcuri, mentre il coordinamento del programma di incontri nelle Biblioteche è di Simona Cives.

Questa nuova edizione di LETTERATURE, sempre ad ingresso gratuito, si presenta con un nucleo centrale di otto appuntamenti, dal 20 giugno al 21 luglio, presso la Basilica di Massenzio al Foro Romano (grazie alla collaborazione del MiBACT) e con una serie di incontri e iniziative presso la Casa delle Letterature e le Biblioteche di Roma, a partire dall’inaugurazione – giovedì 8 giugno ore 19.00 a Casa delle Letterature – della mostra del festival Fiori scarlatti. Manguste. E Volo Notturno con opere di Elisa Montessori ispirate a poesie di Emily Dickinson, Marianne Moore, Ingeborg Bachmann.

Le serate alla Basilica di Massenzio vedranno protagonisti scrittori della scena internazionale che leggeranno testi inediti appositamente scritti per il festival e ispirati al tema scelto per questa edizione: SCRITTORI/LETTORI, I banditi delle parole. Le letture decisive per la vita sono sentieri che bisogna imparare a seguire come avventurieri

Lo Speciale di Rai Letteratura presenta l’ultimo libro di molti degli scrittori presenti al Festival e verrà man mano arricchito con nuove interviste. Ecco il programma di Massenzio:

 

Martedì 20 giugno ore 21.00

Esploratori e altri esploratori

HISHAM MATAR – GIUSEPPE MONTESANO – AMITAV GHOSH

Attrice: Anna Foglietta

Musica: Vittorino Naso, Edoardo Giachino, Giuseppe Costa (percussioni)

 

Giovedì 22 giugno ore 21.00

Le avventure dei sentimenti

DONATELLA DI PIETRANTONIO – LEILA SLIMANI – SILVIA AVALLONE – CHIARA LALLI con CARLO VERDONE

Musica: Adriano Martino (chitarra elettrica) e Vittorino Naso (percussioni)

 

Lunedì 26 giugno ore 21.00

Italia – Germania : un match tra giallisti

HARALD GILBERS – BRIGITTE GLASER – ANDREAS PFLUGER – MARCELLO FOIS – ANTONELLA LATTANZI – ANTONIO MANZINI – ALESSANDRO ROBECCHI

Musica: Teho Teardo (chitarra baritona,elettronics) e Laura Bisceglia (violoncello)

 

Mercoledì 5 luglio ore 21.00

Nel tempo: percorsi del romanzo europeo

COLM TOIBIN

i 5 autori candidati alla IV edizione del Premio Strega Europeo:

MATHIAS ENARD – JENNY ERPENBECK – JONAS HASSEN KHEMIRI – LASZLO KRASZNAHORKAI – ALI SMITH

In collaborazione con Fondazione Bellonci e Rappresentanza in Italia della Commissione europea

Attrice: Lucia Mascino

Musica: dj set a cura di Raffele Costantino

 

Martedì 11 luglio ore 21.00

Maestri e non

LISA HILTON – MAURIZIO DE GIOVANNI – KATIE KITAMURA – INGE SCHILPEROORD

Attore: Filippo Nigro

Musica: Andrea Pesce (synth), Cristiano De Fabritiis (synth e drum machine) e Lemon lights (live elettronics)

 

Giovedì 13 luglio ore 21.00

Incroci e destini

JAN BROKKEN – VIET THANH NGUYEN – HANIF KUREISHI – MELANIA MAZZUCCO

Attore: Matteo Lai

Musica: Gilda Buttà (pianoforte) 

 

 

Martedì 18 luglio ore 21.00

Ritorno dall’esilio: Ovidio 2000 anni dopo

NICOLA GARDINI – MARIANGELA GUALTIERI – FRANCESCO URSINI – ANNA BONAIUTO

In collaborazione con TRECCANI CULTURA

Musica: Ivano Battiston (fisarmonica)

 

Venerdì 21 luglio ore 21.00

Bambine che non spengono la luce!

FRANCESCA CAVALLO – ELENA FAVILLI

Attrice: Valentina Cervi

Musica: Elettra Bargiacchi

 

 

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Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa secondo Suso Cecchi D`Amico

La sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, intervistata da Antonio Debenedetti, racconta la trama de Il Gattopardo (1963), il film di Luchino Visconti tratto dal romanzo dello scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La trasposizione cinematografica in questo caso si attiene scrupolosamente, tranne che nella parte finale, alla trama del romanzo. Continue reading

Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa

La sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico, intervistata da Antonio Debenedetti, racconta la trama de Il Gattopardo (1963), il film di Luchino Visconti tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore siciliano Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Tale racconto è funzionale all’esemplificazione del diverso tipo di rapporto che può stabilirsi tra il regista e il testo letterario: se nel caso del Gattopardo la trasposizione cinematografica si attiene scrupolosamente, tranne che nella parte finale, alla trama del romanzo, nel caso di Senso (1953), sempre di Visconti, tale fedeltà viene disattesa con esiti assolutamente felici. Quest’ultimo lavoro di Visconti è infatti emblematico della possibilità di costruire su un racconto esile e modesto, qual è, a detta della sceneggiatrice, quello di Arrigo Boito, un film bellissimo. L’intervista si conclude ricordando uno dei progetti della coppia Cecchi D`Amico-Visconti mai realizzati: l’adattamento per il cinema de L’idiota di Dostoevskij. Nonostante il film non si sia mai fatto, il romanzo, uno dei più amati da Suso Cecchi d’Amico, è stato letteralmente “saccheggiato”, traendone preziosi spunti per la realizzazione di Rocco e i suoi fratelli (1960). Continue reading

La Sicilia di De Roberto e Tomasi di Lampedusa

 I viceré di Federico De Roberto affronta il tema del Risorgimento, come Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Il primo libro parla dell’impossibilità di riscatto per i viceré che l’autore vede avari, vili, feroci. Lo sdegno contro di loro è la forza del romanzo. Il potere corrotto, la storia circolare, la nobiltà che ha uno strapotere sono temi ricorrenti in De Roberto. Per quanto riguarda Il gattopardo di Tomasi di Lampedusa le vicende dell’uomo che comanda sono visti dal telescopio a distanza dal principe. La meditazione politica qui si fa poesia. Paesaggi siciliani, Palma di Montechiaro e Catania sono gli sfondi di questo filmato. Continue reading

Patrizio Nissirio: scoprire Atene con i cinque sensi

“Però Atene è brutta.” Con questo luogo comune che circola sulla bocca dei più si apre provocatoriamente il libro di Patrizio Nissirio, Atene, cannella e cemento armato, Percorsi e riflessioni con Màrkaris e gli altri, pubblicato da Giulio Perrone.  Continue reading

Igor Patruno e il romanzo non scritto sul `77

Perché un anno tragico come il 1977 in Italia non ha prodotto un romanzo? Perché quelli che avevano vent’anni all’epoca non sono riusciti a raccontare la loro generazione sospesa tra voglia di cambiare il mondo e voglia di distruggere quello che c’era? Le parole ritrovate, Il romanzo perduto dei ragazzi del ’77 di Igor Patruno, uscito da Ponte Sisto, è un metaromanzo: nella prima parte l’autore si sofferma sugli eventi principali dell’ultimo scorcio degli anni settanta, nella seconda vengono riproposte le interviste sulle prospettive dello strumento narrativo realizzate dallo stesso Patruno (con la collaborazione di Massimo Barone e Antonio Veneziani) per  la sua rubrica settimanale su «Lotta Continua» nel 1980.  Questi i nomi degli intervistati sulle sorti del romanzo: Barbara Alberti, Alberto Arbasino, Dario Bellezza, Silvana Castelli, Franco Cordelli, Umberto Eco, Dacia Maraini, Anna Mongiardo, Alberto Moravia, Renzo Paris, Aldo Rosselli.

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Consigli di lettura – #inestateleggo 2017

Tra gli innumerevoli libri letti quest’anno dalla redazione di Rai Letteratura abbiamo deciso di fare una selezione dei romanzi che abbiamo apprezzato e amato di più, e presentarvi quindi i nostri consigli di lettura estiva, per andare sul sicuro con libri che non solo siano piacevoli da leggere, ma che riescano a regalare al lettore molto più che un semplice intrattenimento: libri che mentre li leggevamo e anche dopo averli conclusi da un po’, ci lasciano la sensazione di una ricchezza che nessuno potrà mai toglierci, che in fondo è quello che ogni buon libro dovrebbe sempre regalarci.

In questo speciale, subito sotto i consigli che seguono, potete trovare tutte le interviste agli autori proprio a proposito dei libri che vi suggeriamo di leggere quest’estate.

Innanzitutto, sembrerà forse scontato consigliare il vincitore del Premio Strega 2017, ma il romanzo di Paolo Cognetti, Le otto montagne, pubblicato da Einaudi è perfetto da affrontare d’estate, senza la frenesia che connota le letture invernali: famiglia, montagna, amicizia, crescita, separazione tra i temi al centro di questa potente narrazione.

Ancora tra gli italiani, decisamente imperdibile Leggenda privata di Michele Mari (Einaudi), autobiografia dell’infanzia dello scrittore raccontata in una cornice gotico-fantastica, da alcuni considerato il capolavoro di Mari, decisamente in stato di grazia in questo libro, sul quale ci ha confessato: “è come se i mostri mi avessero finalmente presentato il conto”. 

Sempre in Italia e sempre per Einaudi consigliamo Il giro del miele, romanzo in cui l’autore Sandro Campani mette in scena una coppia che non ha resistito alla fine dei vecchi modi di vivere e di lavorare; e Candore di Mario Desiati, che racconta con un candore davvero inedito, grazie alla purezza di desideri del protagonista Martino, la storia della pornografia italiana dagli anni ’70 ad oggi.

La famiglia e in particolare le figure dei propri genitori sono al centro dello splendido memoir di Richard Ford, Tra loro, uscito da Feltrinelli: una riflessione che spinge il lettore a interrogarsi a sua volta sulle persone determinanti per la propria crescita.

Come Ford sono americani Tom Drury, l’autore del consigliatissimo La fine dei vandalismi (NN), una storia d’amore ambientata nel Midwest e Britt Bennett, che in Le madri (Giunti) racconta la cittadina californiana di Oceanside dal punto di vista di una giovane nera divisa tra il desiderio di affermarsi e il richiamo dei legami affettivi.

Ci spostiamo in Israele con due delle voci più significative della nuova letteratura che viene da questo travagliato paese: Ayelet Gundar Goshen in Svegliare i leoni (Giuntina) affronta diversi nodi cruciali della contemporaneità e nello stesso tempo costruisce un racconto molto avvincente e Tre piani di Eshkol Nevo (Neri Pozza) ci offre tre ritratti di anime inquiete nella Tel Aviv di oggi.

Buona estate e… buona lettura! Continue reading

Daniela Mazzoli: soli in un condominio

C’è la vita quotidiana che scorre con le sue bizzarie, la gente che dice una cosa e ne intende un’altra, i “rapporti aperitivo”, gli intellettuali pieni di vezzi e pieni di sé, i genitori che incombono sui figli, le vacanze che non decollano, gli uomini che non ti cercano o se lo fanno scelgono il momento sbagliato, le amiche piene di richieste, i momenti di disperazione improvvisa, la scomodità della sedia dell’analista, e poi c’è la protagonista che annotando il presente lo rinventa, ce lo fa vedere sotto una luce diversa. Sarò strana io di Daniela Mazzoli, uscito da Quodlibet, per Anna D’Elia è un testo tardo antico, per Giorgio Ghiotti è un romanzo che fa accadere le cose, per Raffaella Lebboroni è un libro pieno di speranza. Ognuno dei tre ha letto i suoi frammenti preferiti da Sarò strana io e ci ha fornito la sua interpretazione del testo.

Daniela Mazzoli è nata a Roma dove vive e lavora. Ha pubblicato due raccolte poetiche: Una e una volta (Nino Aragno Editore, 2013) e In vita (Lepisma Edizioni, 2016). Ha curato una raccolta di racconti-interviste, La Roma degli scrittori (Laurana Editore, 2015). Ha adattato e tradotto testi per il teatro. Continue reading

A Rosetta Loy il premio fondazione Campiello 2017

Il Premio Fondazione Il Campiello 2017 è stato assegnato a Rosetta Loy. La scrittrice romana ritirerà il riconoscimento alla carriera in occasione della finale della 55^ edizione del Premio Campiello, in programma sabato 9 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia. Continue reading