contro il lavoro minorile attraverso la progettazione, la costruzione, l’espressione e il movimento dei burattini
Il progetto prevede una prima riflessione sui bambini extracomunitari, sulle loro famiglie, sulla loro attività scolastica o lavorativa, sulle loro aspirazioni.
Il bambino dapprima disegnerà il personaggio che andrà a costruire, una specie di bozzetto progettuale di quello che sarà il personaggio finito: un bambino lavoratore, con un mestiere, una famiglia, un paese di origine e i
suoi desideri di bambino.
Una volta immaginato il loro bambino passano alla progettazione della faccia, che diventerà il proprio burattino.
Sarà usata la gommapiuma, quale materiale semplice da tagliare e verniciare per dar forma alla testa del proprio personaggio.
Ogni alunno, sotto la nostra guida, ne costruirà uno attraversando tutte le fasi della costruzione, passando dalla bidimensionalità del disegno alla tridimensionalità del burattino: dopo aver modellato la testa, dovrà essere colorata con i gessetti (scolastici vanno bene), aggiunta una parrucca, scelta degli gli occhi, cucire e colorare il vestito, inserimento delle mani.
A questo punto insegneremo loro a muovere il loro personaggio e infine dovranno rispondere alle domande che faremo.
Il burattino, in sé e per sé è un essere inanimato, una bambola senza vita; ma la sua conformazione lo rende perfetto perché noi possiamo dargli la vita, semplicemente infilando una mano al suo interno o semplicemente muovendo in una certa maniera le bacchette attaccate al suo corpo.
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IO GRANDE tu piccolo – Stop Child Labour
info: Habanera Teatro