Aspro… monte

Come promesso ecco la seconda puntata che Lisetta Luchini ci ha inviato, in un impeto grafomane, nel viaggio intrapreso fra Campania e Calabria, dove è stata invitata a cantare la sua musica. Buona lettura.
——-
Questa estate sono tornata al Sud, a Montefalcione (Avellino) il 23 Agosto e poi, il 25 Agosto a Cittanova (Reggio Calabria). È stata una specie di Grande Avventura… Da sola come un cane, un viaggio infinito (ma chi me lo fa fare!!!???). Poi il 28 agosto ho fatto anche lo spettacolo dal titolo esotico New-Style Country con il mio amato compaesano Carlo Monni a Boccheggiano per i ragazzi del Mosaicoarte, Chiara e Miguel, che hanno organizzato anche quest’anno Boccheggiano in strada.
Eh, sarebbe troppo lungo parlare della magia di quella sera, del luogo, della piazza in alto e della gente a sedere sulle pietre; c’erano con noi l’analista del vago Franco Casaglieri, ovvero il nostro maitre de sale, il poetino Altamante Logli e la Banda Alle Ciance, anche questa nel cd Lisetta Luchini e compagnia con una sofisticata L’amore è come l’ellera, del resto noi siamo cosi: sofistici!
A proposito di Alta Maremma voglio ricordare su queste pagine che quest’anno si è festeggiato il 10. anno di Pratacanta, a Prata, Massa Marittima, paese dirimpettaio di Boccheggiano, un evento sempre meraviglioso, una festa del paese che si celebra con uno spettacolo fatto di cose di casa e in più la sottoscritta.
Fra questa gente ho dei veri amici, e se i parenti si potessero scegliere, direi dei parenti.
Promotore dello spettacolo, che si è tenuto in vetta al paese il 15 agosto, è il Circolo Culturale di Storia e delle Tradizioni Popolari di Prata, incitato da Veraldo Franceschi, storico e nativo del luogo, e composto da tanti volenterosi che cercano di rianimare le belle tradizioni.
Dunque parlavamo di Montefalcione: Festa dei patroni Sant’Antonio da Padova e Santa Lucia.
Prima inquietante domanda: come mai a fine agosto la festa di due Santi che rispettivamente si festeggiano il 13 giugno e il 13 dicembre?
Il bello è che mentre raccomandavo a me stessa di non fare domande inopportune ho aperto la bocca ed ho chiesto ad un responsabile come mai questa faccenda (ahimè! non tengo un cocomero all’Erta!) e ne è seguita un lunga spiegazione che mi ha calato subito nel clima del luogo.
A Montefalcione ho visto delle luminarie tali che al confronto le nostre di Natale fanno ridere i polli: un’intera piazza illuminata lungo tutto il perimetro e cosi strade su strade.
Io dovevo esibirmi nell’Angolo dei Cantastorie; sì, lo sapete sono una cantastorie, racconto un sacco di cose e quindi anche lì mi sono data da fare, mi hanno ascoltato divertiti dalla mia parlata toscana ma anche con interesse e partecipazione. Questa gente sa come si sta al mondo. Godimento ovunque: decine di gruppi musicali, artigiani, mangiare, bere, pizziche, tarantelle, tammorre…
Ah! Ne ho comprata una da donna, misura media, fatta da un artigiano.
Sto studiandola ma sentirò Enzo Carro come si suona esattamente (napoletano, grande voce da tenore e amico carissimo nonché collega in molti spettacoli di cui parlerò magari un’altra volta).
Il giorno dopo, 24 agosto, sono tornata in macchina a Grosseto, per un altro spettacolo, in altro contesto: la rassegna Via Cava, trasmissioni fuori dagli sche(r)mi per uno spettacolo col Coro Degli Etruschi in uno scenario bellissimo: la Cava abbandonata di Roselle, appunto.
Il 25 poi, di buon’ora, sono andata in macchina a Roma a prendere l’aereo per la Calabria, Lamezia Terme.
Confesso che nonostante la deliziosa e comoda camera offertomi da Sesto e Fiorenza Vergari, a Batignano, non ho dormito un granché, avevo paura di perdere l’aereo e sono partita alle sei, arrivata alle nove, e l’aereo.. alle 13.09, sob! In compenso ho avuto modo di aggiornarmi sull’ultima collezione di Hermes e griffes varie, girando e rigiarando per le vetrine dell’aeroporto, cosa che non avevo mai fatto.
La sera stessa ho fatto uno spettacolo a Cittanova, in pieno Aspromonte, come cantastorie rappresentante della Toscana nella settimana dedicata ai cantastorie, appunto Storie e cantastorie, organizzata dal Comune di Cittanova e dall’associazione ANC (Ass.Nazionale Cantastorie) rappresentata da Enrico Ansaldi, siciliano. Il programma prevedeva: il 21 agosto Rocco Jenco (Calabria) – il 22 Nonò Salomone ( Sicilia ) – il 23 Pietro Corbari (Emilia Romagna) – il 24 Cantacunti ( Puglia) – il 25 Lisetta Luchini (Toscana) – il 26 Otello Profazio (Calabria).
In mezzo a una parata del genere ero un po’ in pensiero, ma mi ha subito rassicurata la voce dolce del Presidente della ANC, Enrico Ansaldi, appassionato cultore di questa antica arte di raccontar cantando.
Nel viaggio per arrivare a destinazione abbiamo parlato molto ed ho conosciuto in lui una persona speciale, preparata e comprensiva; esatto: comprensiva, cioè al corrente della vera natura poetica che vive nell’animo di un cantastorie che deve e può essere in misura diversa autore, cantante, attore, affabulatore, animatore di oggetti e figure, educatore, interprete della realtà. Ecco dunque la vera magia di un cantastorie: essere la voce di tutti, spanderla nel mondo, ricondurla all’origine.
– Però – dico io – essere cantastorie oggi e produrre non è uno scherzo, e per di più essere donna.- (E tutti sanno come io sia felice di essere tale.)
Già, raccontare nel 2005 delle storie sembra facile, ora che i confini del mondo sono aperti, le razze in movimento, i ruoli infranti, gli schermi sempre accesi, i libri chiusi e le orecchie martoriate dai rumori, eppure se la musica resta, per quasi tutta l’umanità, un piacere fisico e mentale che si esprime in mille generi e stili diversi, ecco che attraverso di essa si può accedere direttamente al cuore e lasciare un messaggio poetico, un sentimento.
Scusate, mi sono un attimo lasciata andare, comunque lo spettacolo è andato e il pubblico ha assistito con reverente attenzione; il signor Sindaco, Francesco Morano, era presente; sembrava compiaciuto ed è stato molto gentile e cordiale come la gente calabrese sa essere; con un certo distacco è vero, ma solo per rispetto.
Cari Amici, allora, a presto. Il 17 e 18 settembre sono stata a Russi (Ravenna) a fare la strulla alla Fira Dei Sette Dolori con Mauro Volpini, tanto là ormai mi conoscono, se avrò tempo vi racconterò. Baci.

Lisetta

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.