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VISTI DA DENTRO di Lisetta Luchini

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31-08-2004
Anche se con un po' di ritardo, pubblichiamo volentieri la cronaca di questa giornata particolare vissuta dalla nostra instancabile e vivace Lisetta Luchini.
Nella
Galleria Fotografica, tutte le foto dei protagonisti. Buona lettura.

Cari amici, è mezzanotte appena e faccio in tempo a raccontarvi cosa mi è successo, sicuramente di bello: ho vinto un premio!
X Concorso Nazionale Giovanna DaffiniLa prima domenica di Giugno sono andata a Motteggiana, nella provincia di Mantova, per ritirare (foto) il secondo premio del Concorso Nazionale "Giovanna Daffini", concorso per testi inediti da cantastorie, indetto dal Comune di Motteggiana appunto, per il decimo anno consecutivo.
Vi dico subito la graduatoria di quest'anno:
il primo premio con il testo Con te e' stato appannaggio di Sandra Bonimelli da Ponteranica (Bergamo), dedicato alla figura di Giovanna Daffini;
il secondo premio e' andato alla sottoscritta, con il testo Con chissà chi!? dedicato a temi moderni;
infine il terzo premio lo ha vinto il testo Rosario di Stalla di Carla Zolari da Santa Brigida (Bergamo), per il contenuto poetico religioso.
Un premio alla carriera è andato a Eugenio Bargagli  (classe 1916) con la seguente motivazione: "una sessantennale carriera, unita ad un immutato entusiasmo per la sua professione artistica".
Poi altri premi speciali sono andati a Ezio Cuppone, Nono' Salomone e Rosita Calio', donna esuberante che conosco bene, con il testo Vanna Marchi che in verità mi struggo di leggere.
La giornata era bella e serena; partenza di buon ora per essere presente al convegno della mattina al quale hanno partecipato:
Laura GiannoccoloNereo Montanari, sindaco di Motteggiana; la signora Lidia Mosconi, curatrice e segretaria del Concorso; Sergio Lodi del Gruppo Padano di Piadena; la Dott.ssa Laura Giannoccolo (foto), curatrice dell'archivio di ricerca sulle mondine di Correggio; Gian Paolo Borghi dell'Archivio Etnografico Ferrarese; Romolo Fioroni, regista ed autore Del Maggio; il Dott. Gilberto Cavicchioli, scrittore poeta e ricercatore; Claudio Piccoli e Tiziana Oppizzi della rivista Folk Bullettin e Giorgio Vezzani della rivista Il Cantastorie.
Ecco, poi, diceva il manifesto, segue rinfresco alle ore 13.30, ovvero un pranzo luculliano a base di pesce ed altre cose golose perché si sa,  le meningi consumano parecchi zuccheri.
E fin qui ci siamo.
Sono arrivata tardi la mattina e quindi l'appettito non mi mancava non avendo neanche, per la fila trovata in autostrada, fatto colazione.
Passata Bologna mi sono inoltrata nella Pianura Padana e il grande silenzio dei campi, il loro ordine geometrico, la cura estrema con cui sono tenuti, i casolari larghi ed isolati, la possibilità di gettare lo sguardo fin dove le cose sono troppo piccole per essere distinte, è stato per me un bel sentire ed anche un capire come l'ambiente geografico ci influenzi nelle emozioni e quindi anche nei modi.
Penso infatti alle voci emiliane, prima fra tutte per potenza e bellezza quella della Giovanna, impostata tutta alta, brillante, disposta per percorrere lunghi spazi e arrivare comunque all'ascoltatore; e a quelle del Gruppo di Piadena che  ho sentito poi la sera durante spettacolo previsto: corde robuste, poco miele e molta tenacia. Avevo sentito, come tutti noi, il Duo di Piadena, che poi ho saputo essere dei fuoriusciti degli anni 70, ma il coro antico è rimasto e canta proprio bene: melodie piu' semplici delle nostre ed armonie appena abbozzate, ma ho ritrovato in loro quegli accenti spontanei dei nostri cori, come se simili destini dessero lo stesso moto al cuore; e il cuor che canta è sempre sincero.
Ho preso una loro incisione, l'ascoltero' con cura.
Il pomeriggio l'ho passato con Rosa Cantarelli, una cara amica, (la storia sarebbe lunga da raccontare). Una donna brillante dalla risata contagiosa e generosa, che  mi ha condotto in visita da alcune sue amiche intente, alle cinque del pomeriggio, in giardino, alla tavola sotto una pergola.
dalle amiche di Rosa CantarelliCi siamo sedute (foto) ed abbiamo mangiato (cos'altro potevamo fare?) il salame del marito di una di loro, una specie di frittella o schiacciata morbida fritta nello strutto che ha un nome che non ricordo fatta da un'altra, una bignolata fatta sempre in casa e la classica "sbriciola", dolcetti vari, piu' lambrusco e vinelli. Vi lascio immaginare: oltre 6.000 calorie (a persona ovvio); e tra una risata e uno sgranocchiare abbiamo fatto l'ora di cena!
Nel conseguente stato comatoso sono andata al concerto serale dove il sindaco mi ha premiata insieme alle altre colleghe, e dove abbiamo cantato due pezzi ciascuna; dopo di noi il Gruppo di Piadena
Presentava Wainer Mazza, il cantastorie indigeno, grande burlone che pero' per l'occasione era vestito davvero bene e non come in certe cartoline che distribuisce. E' stato bravo e ha così dato lustro a tutto l'evento col suo grande mestiere e la sua simpatia.
Quando alla fine sono ripartita, come sempre succede, ho trovato la strada molto piu' corta dell'andata, ma questa volta non so se per la mancanza della fila,  della contentezza o per quello che avevo mangiato e bevuto.
Ah! Non vi ho parlato della mia canzone, ma preferisco cantarvela. Anzi, se capitate a qualche mio concerto fatevi riconoscere come lettori delle mie pagine in Rete.
Ringrazio tutti per il consenso e me ne vado.
Chi di voi volesse approfondire testi e contenuti dei vincitori di questo premio, saranno meglio illustrati sul Cantastorie, rivista adatta a questo e molti altri servizi impagabili.
La vostra Lisetta.




10-05-2004
Come promesso la nostra instancabile ci ha inviato (era ora) le sue impressioni da una delle manifestazioni piu' importanti dedicate al Maggio in Toscana.
In questa pagina potrete leggere le impressioni di Lisetta e nella galleria fotografica
invece alcune foto dell'evento. Buona lettura.

I maggerini di BraccagniDiamine, sono passate gia’ due settimane e ancora non vi ho raccontato del piu’ bell’evento dell’anno per una cantante folk come me! Braccagni 2004.
Di cosa si tratta?
Trattasi di raduno ad oltranza, che si tiene  esclusivamente il 1. maggio di ogni anno, di Cori di maggerini, detto alla maremmana , o di maggiaoli detto alla fiorentina, che al ritorno dalla cantata notturna della notte del 30 Aprile per poderi e boschi, passano dal Campo della Fiera di Braccagni, dalle parti di Grosseto, a cantare il maggio sul grande palco stagliato contro il cielo a tutto il pubblico presente, sempre piu’ numeroso (per fortuna).
E questo succede dalle 14.00  in poi, fino al calar del sole ovvero delle forze... che poi è la stessa cosa.
Chi non conosce questa tradizione dira’: che cosa significa?
Molto; è un rito!
Decine di cori che cantano piu’ o meno la stessa cosa con melodie simili, ma che portano ognuno un messaggio di pace, prosperita’, salvezza.
Io stessa vi vado da molti anni (piu' o meno una decina)  e fatta eccezione per un anno sfortunato, non sono mai mancata.
Saluto sempre il pubblico con due o tre canzoni e bivacco per il prato del Campo chiacchierando, mangiucchiando, salutando e baciando praticamente tutti: il modo piu’ sano di passare il tempo!
A cosa servono i riti?
In generale non saprei rispondere correttamente ma, in questo caso rispondero’ a modo mio:  un rito come questo serve a dare forza alla fede di chi crede nell’uguaglianza delle genti, nella liberta’ d’espressione, nel valore dei sentimenti del popolo, nella sacralita’ del lavoro, nel diritto di esistere ed essere in questa terra che ha frutti per tutti e che proprio a Maggio si mostra in tutti i suoi colori... (basta, mi commuovo... e invece bisognerebbe anche incocciarsi qualche volta).
Ed ecco che allora vado a Braccagni per fare la scorta di sorrisi, consensi, incoraggiamenti ed esempi che alimentino il mio cantare le canzoni del popolo; e con questo pieno di umanità ci faccio quasi tutto l’anno.
Non e' questo il luogo per citare tutti gli Enti coinvolti in questa manifestazione; insomma, come dira’ la mia prossima canzone "Gl’e l’ora di finilla!" di durare tutta questa fatica; per questo potete guardare il sito della Sentinella del Braccagni una rivista originalissima che fa capo al Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro di Braccagni, cioè coloro che organizzano il tutto.
Io voglio citare solo, e non me ne vogliano gli altri, gli amici Roberto Fidanzi ed Edo Galli, due giovani volenterosi e pieni di belle speranze (avrebbe detto un vecchio militante) che insieme agli altri, continuano a lavorare come ciuchi affinché la magia ogni anno si ripeta.
Il caso poi ha voluto che ci fosse anche il sole; e ho potuto prendere una leggera abbronzatura che mi dona molto. E' stato con me sul palco Ferraro Cianchi, violinista, e c’era anche la voce piu’ bella della Maremma, Sesto Vergari, che ha cantato con me Son l’undici di notte una serenata di Roccalbegna trovata da Morbello Vergari, fratello di Sesto e che cantiamo con il consesno del Coro degli Etruschi, del cui repertorio fa parte.
E' stato un vero momento di godìo, penso anche per Sesto perché in queste cose, come sapete, bisogna essere in due.
Quest’anno avevo anche un ospite con me, Giorgio Vezzani, direttore del Il cantastorie
la rivista italiana, piu’ autorevole e ben fatta di tradizioni popolari, a cui tutte le riviste simili si ispirano (vedi la nostra Toscana Folk) e che ha quasi 40 anni di vita (credo).
Su Il Cantastorie abbiamo avuto anche un articolo sul Maggio in Maremma poco tempo fa; Giorgio Vezzani è di Reggio Emilia, conosce molto meglio di me ogni personaggio e situazione della Toscana, tiene su di noi archivi capillari retrodatati, a volte mi ricorda dove sono stata e cosa ho fatto; conosce prassi, forme e stili della nostra tradizione, devo a lui un costante incoraggiamento a perseguire la strada di cantante popolare intrapresa molti anni fa; e infine ha il grande pregio di trovarci simpatici, di apprezzare il nostro vino e di ridere alle nostre battute. Praticamente non ha difetti. Grande la mia soddisfazione di poterlo presentare a tutti.
Ho anche abbracciato un freschissimo Eugenio Bargagli con la figlia Mirella; poi Mauro Chechi, Gildo dei Fantardi che mi ha regalato un vino delle sue parti, lucchese, riportante la sua faccia in etichetta, vino che abbiamo assaggiato con Giorgio; e ancora Giuseppe Mandica, calabrese in trasferta che è intervenuto sul pubblico improvvisando.
Insomma, un fottìo di gente!

Tra poco comincera’ la buona stagione, dicono, e saranno molti i miei appuntamenti tranquilli. E grazie a questo potente mezzo mediatico che e' la Rete, messomi a disposizione da Habanera associazione, vi portero’ sulla scena con me!
Alla prossima!
Lisetta



20-04-2004

La nostra Lisetta Luchini, col suo stile ruvido e dolce allo stesso tempo, torna a ravvivare l'atmosfera di queste pagine con una testimonianza diretta da una delle manifestazioni piu' importanti della nostra cultura orale. Buona lettura.

XII incontro di Poesia Estemporanea a Ribolla
    Ho qui davanti a me un manifesto enorme, con su scritto: Associazione  Culturale Sergio Lampis Ribolla, Provincia di Grosseto, Comune di Roccastrada, ARCI Ribolla, Centro Studi Tradizioni Popolari Toscane-Firenze, presentano:
XII INCONTRO di POESIA ESTEMPORANEA a Ribolla,  4 aprile 2004,  Sala Arci Ribolla – ore 14.00.
Lio Banchi, Lisetta Luchini, Benito Mastacchini e Ferraro CianchiSeguono tutti i nomi dei poeti toscani e laziali, dei presentatori: Corrado Barontini e Gabriella Pizzetti dell’Archivio delle Tradizioni Popolari di Grosseto e Antonello Ricci, per fortuna genericamente definito studioso del settore.
 E meno male, perche' tutte queste sigle di enti in una manifestazione così spontanea disdicono un po’.
Oh, in verità c’è anche il mio nome come cantante folk e soprattutto quello di Eugenio Bargagli, il nostro grande cantastorie che ha dato il suo ineccepibile contributo anche a questo importante incontro.
Ecco dove ero domenica 4 aprile, con un sole quasi estivo un po’ fuori e un po’ dentro dalla sala tanta era la gente che c’era…
la gente a RibollaEro li’ con un incarico, commissionatomi da Domenico Gamberi, l’unico che non appare sul manifesto ma senza del quale non ci sarebbe stato questo evento.
L'incarico prevedeva cantare una canzone del 1954 di Alvaro Ghelardini che narra La sciagura della miniera di Ribolla del 4 maggio dello stesso anno.
Domenico
, un maremmano selvatico come se ne vedono pochi vestito da cacciatore anche quando va a letto, è la mente...
di questo importantissimo evento da ben 12 anni, ama la poesia anche forse piu’ dei suoi cani e si danna l’anima per mesi per portare tutti i poeti a Ribolla la prima domenica di Aprile di ogni anno.
Qui ci starebbe bene l’elenco dei poeti presenti vediamo se il Cavallini ce lo mette (il tirannico direttore del giornale) io voglio citarne alcuni, quelli che mi vengono in mente senza nulla togliere anche perché come  teorica della poesia in ottava rima sono piuttosto scadente e non in grado di giudicare, parlero' dunque delle persone, degli amici.
Elidio Benelli il primo che saluto arrivando e Francesco suo fratello sempre elegante come per un matrimonio; sorrisi fantastici entrambi e occhi vispissimi: maestri in quest’arte. Il mio Benito Mastacchini (terzo da sinistra nella foto), di Suvereto; dolce,  che mi ricorda subito la scomparsa di un altro grande poeta suo intimo amico, Lio Banchi (primo a sinistra nella foto) di Pianizzoli, Massa Marittima dove per anni c’è stata una scuola di ottava rima.
Poi ancora Nicolino Grassi che arriva sempre tardi come un vero fuori classe e lo è… Gianni Ciolli, di Prato, giovane e bello; capello fluido ed anche sempre piu’ bravo. L’arte del cantare in poesia richiede tutta la vita per essere affinata e la presenza di un buon maestro che nel caso di Gianni è Altamente Logli, assente per convalescenza ma  presto tra noi, veloce ed arguto poeta fiorentino, attacca brighe e volpino.
C’è dispiaciuta anche l’assenza di Luigi Staccioli di Pisa, uno che puo’ tener testa ad Altamente.
Meraviglia delle meraviglie vedo anche il nostro Enrico Rustici di Ribolla, forse vent’anni? Biondo, occhi azzurri, bel sorriso, dolce, bravo, pieno di talento, nuova linfa per la poesia in ottava rima; ho pensato che presto cucchera’ da matti grazie alla sua arte (ma a guardarlo bene avrebbe cuccato lo stesso).
Poi un giovanissimo laziale di Rieti, accompagnato dal padre poeta anch’esso, Donato De Acutis, un bel moro  molto riservato... Ancora tra i laziali, Agnese Manaldi, una donna, carina, fine, raffina, bellissima voce.
Poi ancora, Francesco Cellini di Grosseto ed Elino Rossi di Pomonte dove il 15 e 16 maggio la LIPE (lega italiana poesia estemporanea) assieme a Mauro Chechi,  sempre presente tra il pubblico a Ribolla, daranno vita ad altri due giorni di Ottava Rima con raduni anche internazionali; ci sono anche Carlo Bechelli ed Emilio Mediani di Pisa, Umberto Lozzi di Grosseto, Nello Landi di Pisa, Andrea Fiori di Ribolla, Dante Valentini, Giampiero Giamogante  e Antonio Mariani questi ultimi laziali.
Avro’ dimenticato senz’altro qualcuno...
C'era troppa gente, appunto. Invece io ero accompagnata da Ferraro Cianchi (primo da destra nella foto), violinista col quale abbiamo eseguito la canzone sulla sciagura della miniera; erano 16 strofe, ne ho fatte solo 10 e l'ho eseguite sull'aria in tonalità minore a sestina, tipica della Toscana. Mi sono ispirata a un'incisione datami proprio da Ferraro con il canto di uno sconosciuto del famoso Beppino Amato, storia molto diffusa a Prato, ovvero quella di un tenente che uccide per gelosia un superiore che gli gattonava l’innamorata, Poldina bella  ed è costretto poi ad emigrare; è uno stile pieno di accenti tragici e molto adatto a narrare lo scoppio della miniera… E lasciamo perdere che nessuno ha fatto un giorno di galera per questo… tutti innocenti, soprattutto chi è morto.

Dopo aver cantato la canzone ho pensato scendendo dal palco, amareggiata dalla triste storia… vai, ora si fa merenda… pasta fritta, crostate, castagnaccio, dolci di tutte le specie, vino a volontà... gnam!! Il tutto preparato dalle donne di Ribolla ai fornelli dal giorno prima.
Carlo Monni e Lisetta LuchiniEd invece non ho fatto in tempo ad arrivare alla lunghissima tavolata imbandita...
Saluta quello, saluta quell’altro... Va be’, mi sono rifatta la sera a tavola con i miei amici di viaggio  e con accanto Carlo Monni (foto) che non manca mai dove c’è buona poesia e che ha cantato con me sul palco una Maremma all’unisono spettacolosa, che in Maremma non s’era mai sentita!
Sta arrivando il 1. maggio signori... riflettete,  gongolate... e andate a Braccagni, mi raccomando, al Campo della Fiera, durante tutto il pomeriggio si alternano le squadre di Maggerini, la festa è grande!
Allora, buon 1. Maggio a tutti! Vi aspetto, ci vediamo là.
La sempre vostra.


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31-01-2003
Quasi in contemporanea con l'uscita del suo novo lavoro discografico, che potete andare a vedere (e volendo ordinare qui) e di cui presto leggerete una recensione su queste pagine, Lisetta ha partecipato a questa "reunion" di pezzi da 90 della musica popolare toscana, maremmana in particolare. A voi.
Le altre foto potete trovarle qui.

Musica, Canti e CantastorieCari amici e lettori,
sabato 24 Gennaio, in pieno Inverno con meno 5 ho fatto la strada dei monti che da Colle Val d’Elsa passa per San Galgano, Massa Marittima etc. e arriva a Grosseto, per andare a prendere parte ad uno spettacolo sorprendente nel suo genere, al Teatro degli Industri nel pieno centro storico della citta’.
Sono una temeraria è vero, le solite strade non mi piacciono…
 Lo spettacolo si intitolava Musica, Canti e Cantastorie, organizzato dall’ufficio Cultura del Comune di Grosseto e dall’Archivio delle Tradizioni Popolari della Maremma.

Ore 21.30, teatro quasi pieno, un freddo cane nonostante il clima solitamente dolce della Maremma.
E’ stato bello, non puo’ essere diversamente quando vado da quelle parti e incontro tanti amici, ma anche perché l’idea di organizzare una serata popolare in ambito cosi’ ricercato, quale un teatro in piena regola, perdipiu' perfettamente restaurato, ha reso onore alla nostra scelta artistica di portare avanti un repertorio delicato e raro da ascoltare. Che il pubblico si stia allargando?
Lisetta Luchini in MaremmaChe ansia! La mattina ho pensato che non avevo niente da mettere la sera sarei andata anche con un grembio ma poi ho optato per un abito da sera…
Eravamo questi: Il cantastorie Eugenio Bargagli, aggiungerei grande, autentico rappresentante della categoria, ottantenne ma tenace, vitalissimo, voce chiara ed espressiva, suonatore di fisarmonica, pieno di battute, motti, barzellette, che ha aperto la serata; con lui Davide Vegni, abilissimo fisarmonicista, un ragazzone scanzonato, molto bellino, depositario dell’arte di Eugenio che coltiva in tutta Italia anche da solo con grande successo.
Il Coro degli Etruschi, padroni di casa, con le solite voci magiche che ricreano e rappresentano il “sound” maremmano per eccellenza dal gusto antico, con nuovi brani, nuovi componenti, insomma del nuovo e questo ci rallegra e ci fa ben sperare.
La Lisetta Luchini, voce e chitarra sola questa volta, “la voce femminile” che esprime con purezza e con forza, (e lo potete dire forte), i sentimenti profondi e impalpabili dell’animo popolare… devo avere cantato benino, quando sono contenta faccio cosi’… sicuramente lo ero quando ho cantato con Sesto Vergari, la piu’ bella voce della Maremma, La dichiarazione del Vecchio, un canto maremmano che facciamo insieme da tempo.
E poi: I Suonatori della Leggera, della Toscana Nord Orientale, in poche parole Pontassieve, voci e strumenti in piena liberta’, cantano, ballano, suonano e soprattutto ricercano e tramandano, tutti giovani e belli e qualcuno anche spiritoso, il che non guasta mai.
Allora via con le quadriglie, manfrine, veneziane, tresconi…
Wow che bellezza! Altro che canto struggente!
Io voglio andare a suonare il violino nella Leggera!!!
Si’, adesso suono un poco il violino ma non lo sa nessuno…
Spesso fanno veglie a ballo ed invitano tutti, ci andro’ e vi raccontero’ promesso.
Ecco, misti cosi’, mezzi di un tipo e mezzi di un altro, abbiamo fatto lo spettacolo, applauditissimo in verita’, vario, divertente, apparentemente casuale, nel mezzo, la nostra benefattrice l'assessore Fulvia Perillo, che ha salutato e ringraziato  il pubblico per essere intervenuto ed era visibilmente contenta, “ohi ohi, bene” dico io anzi… “meno male”!!!
Amici, sara’ presto Carnevale… Ogni scherzo vale e poi sarà finalmente… Primavera!!!
A quando?

Lisetta
Lisetta Luchini

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