{"id":212342,"date":"2025-09-30T12:03:57","date_gmt":"2025-09-30T10:03:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.lindiceonline.com\/?p=78634"},"modified":"2025-09-30T12:03:57","modified_gmt":"2025-09-30T10:03:57","slug":"joseph-conrad-lettere-a-marguerite-poradowska","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/syndication\/joseph-conrad-lettere-a-marguerite-poradowska\/","title":{"rendered":"Joseph Conrad \u2013 Lettere a Marguerite Poradowska"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"more-78634\"><\/span>Joseph Conrad<br \/>\n<strong>LETTERE A MARGUERITE PORADOWSKA<br \/>\n<\/strong>a cura di Giuseppe Mendicino,<br \/>\ned. orig. 1966, trad. dal francese di Anna Lina Molteni,<br \/>\npp. 299, \u20ac 22,<br \/>\nRonzani, Dueville VI 2025<\/p>\n<h4 style=\"text-align: center;\">Il dono di una zia affascinante<\/h4>\n<p>di <strong>Giuseppe Sertoli<\/strong><\/p>\n<p>\u201cVoi avete dato alla mia vita un nuovo interesse, un nuovo affetto; ve ne sono molto riconoscente. Riconoscente per tutta la dolcezza, per tutto l\u2019amaro di questo regalo senza prezzo. In questo momento guardo due strade aperte nello spesso e caotico groviglio di erbe insalubri. Dove vanno? Voi seguite l\u2019una, io l\u2019altra. Divergono\u201d. La persona a cui, nel giugno del 1890, in viaggio verso l\u2019Africa, Conrad scriveva queste parole era Marguerite Poradowska (1848-1937), la \u201czia\u201d che grazie alle sue conoscenze politiche era riuscita \u2013 come ricorder\u00e0 qualunque lettore di <em>Cuore di tenebra<\/em>\u00a0 \u2013 a fargli avere il comando di un battello fluviale in Congo al servizio di Leopoldo II. Nata in Belgio da genitori francesi e appartenente alla buona societ\u00e0 di Bruxelles, Marguerite Gachet aveva sposato un lontano cugino di Conrad (Alexander Poradowski), espatriato in Belgio a seguito della fallita insurrezione antirussa del 1863, e dopo il matrimonio era vissuta una decina d\u2019anni in Galizia (allora parte dell\u2019impero austro-ungarico), imparando il polacco e traducendo in francese racconti di scrittori polacchi. Rientrata in patria per ragioni di salute, aveva avviato una fortunata carriera letteraria come autrice di romanzi di ambientazione polacca. Rimasta vedova all\u2019inizio del 1890, due soli giorni dopo che Conrad aveva fatto visita allo \u201czio\u201d Alexander, Marguerite divenne la principale destinataria delle numerose lettere che, fra il 1890 e il 1895, l\u2019acquisito nipote scrisse ai suoi pochi parenti e conoscenti, prima dal Congo, poi dai vari porti dove approdavano le navi su cui di volta in volta era imbarcato. Lettere particolarmente preziose perch\u00e9 gettano luce su un periodo cruciale della vita di Conrad, quello coincidente con la sua trasformazione \u2013 tanto inattesa da sorprendere lui stesso \u2013 da uomo di mare in scrittore (all\u2019autunno del 1889 risalgono le prime pagine del suo primo romanzo, <em>La follia di Almayer<\/em>, pubblicato nel 1895). Rese note nell\u2019originale francese solo nel 1966 e mai tradotte in italiano, quelle lettere escono ora nell\u2019ottima versione di Annalisa Molteni, in un volume curato con passione e precisione da Giuseppe Mendicino (recente autore di <em>Conrad: una vita senza confini<\/em>, Laterza, 2024), insieme a tre lettere di Poradowska \u2013 una delle quali fino a oggi sconosciuta \u2013 e con l\u2019aggiunta di un efficace ritratto della stessa Marguerite firmato dalla traduttrice. Due strade, quelle del \u201cdevotissimo e affezionato nipote\u201d e della \u201cpiccola cara zia\u201d, che per cinque anni procedettero, se non parallele, vicine l\u2019una all\u2019altra. Che cosa le aveva fatte incontrare e le tenne, almeno per un po\u2019, vicine? Per quanto riguarda Conrad (\u00e8 la sua sola voce che ascoltiamo, perch\u00e9 le lettere di Poradowska, con le tre eccezioni di cui si \u00e8 detto, sono andate perdute o soppresse), non c\u2019\u00e8 dubbio che egli trov\u00f2 in lei, da un lato, una figura femminile su cui riversare un\u2019affettivit\u00e0 che dalla morte della madre, quando aveva appena sette anni, si era portata dentro inappagata e compressa, e dall\u2019altro un\u2019interlocutrice con la quale poteva parlare di cose \u2013 non solo ricordi e speranze, progetti e delusioni, ma considerazioni \u201cfilosofiche\u201d sul senso della vita, la solitudine, il sacrificio, il dovere \u2013 che certo non potevano essere argomento di conversazione con marinai e addetti portuali. Di qui l\u2019idealizzazione romantica, vagamente adolescenziale, che Conrad fa subire alla \u201caffascinante\u201d figura della \u201czia\u201d (di nove anni maggiore di lui e ancora molto bella): \u201cQuando vi avvicinerete a me non scendete dal piedistallo dove vi ho posta\u201d. Ora, che una simile idealizzazione nascondesse (o rischiasse di trasformarsi in) qualcosa di diverso, poteva sospettarlo solo il lontano e ignaro zio-tutore Tadeusz Bobrowski, il quale, giudicando Marguerite una <em>bas-bleu<\/em>, esortava il nipote a porre fine a un \u201cgioco\u201d che poteva diventare pericoloso. In realt\u00e0, non c\u2019era alcun pericolo. Nelle lettere di Conrad, al netto di espressioni che rientrano nella retorica sentimentale del tempo (\u201cVi bacio le mani\u201d, \u201cTutto Vostro\u201d eccetera), non si trova alcun indizio che confermi quella \u201cpassione amorosa\u201d che vi legge Mendicino. L\u2019investimento affettivo-idealizzante proiettato sulla figura della \u201czia\u201d escludeva (a meno di voler chiamare in causa l\u2019Edipo\u2026) qualsiasi pulsione erotica e, a <em>fortiori<\/em>, qualunque fantasia matrimoniale. Se nel 1895 la corrispondenza s\u2019interruppe \u2013 o piuttosto si dirad\u00f2: ci sono prove che non cess\u00f2 mai del tutto \u2013 non \u00e8, come qualcuno ha ipotizzato, perch\u00e9 Conrad si sarebbe proposto a Marguerite ottenendone un rifiuto, ma per qualche altra ragione che non conosciamo. L\u2019idealizzazione affettiva con cui Conrad aveva investito la figura della \u201czia\u201d non poteva non estendersi alla sua produzione letteraria. Egli ne legge e rilegge i romanzi dichiarandosi ogni volta \u201caffascinato\u201d e arrivando a paragonarli a quelli di Flaubert per la \u201cmeravigliosa\u201d capacit\u00e0 di osservazione e la tersa \u201csemplicit\u00e0\u201d dello stile. Stupiti di fronte a simili giudizi, i critici li hanno per lo pi\u00f9 liquidati attribuendoli, quando non a mero accecamento sentimentale, al fatto che nelle vicende e nei personaggi di quei romanzi Conrad ritrovasse la Polonia della propria infanzia. Chi per\u00f2 si \u00e8 preso la briga di rileggerli, ne ha scoperto non poche tracce nelle opere di Conrad, e non solo nelle prime. Fanno quindi bene Mendicino e Molteni a invitarci a riconsiderare l\u2019opera di una scrittrice che forse non merita di essere ricordata solo come la destinataria di un pacco di lettere dell\u2019autore di <em>Lord Jim<\/em>. Lettere, d\u2019altra parte, nelle quali Conrad tanto \u00e8 pronto a commentare ci\u00f2 che scriveva la \u201czia\u201d quanto \u00e8 restio a parlare di ci\u00f2 che stava scrivendo lui. Solo nel gennaio del 1894, pi\u00f9 di tre anni dopo l\u2019avvio della corrispondenza, fa menzione della \u201cstoria di Almayer\u201d \u2013 iniziata ben quattro anni prima \u2013 promettendole di fargliela leggere \u201cquando l\u2019avr\u00f2 finita\u201d. La finir\u00e0 tre mesi dopo, e glielo annuncer\u00e0 con parole entrate in ogni biografia conradiana: \u201cMia cara Zia, ho il dolore di parteciparvi la morte di M. Kaspar Almayer, che ha avuto luogo questa mattina alle ore 3. Finito! \u2026 Da quando mi sono svegliato stamane mi sembra di aver sepolto una parte di me nelle pagine che sono davanti ai miei occhi. E tuttavia sono felice \u2013 un po\u2019\u201d. Che per\u00f2 Conrad non solo si sentisse un <em>parvenu<\/em> rispetto a una scrittrice premiata dall\u2019Acad\u00e9mie fran\u00e7aise, donde la riluttanza a rivelarle che anche lui aveva cominciato a scrivere, ma considerasse il romanzo appena ultimato non pi\u00f9 che \u201cun episodio senza conseguenze nella mia vita\u201d, dimostra quanto poco \u2013 a quel tempo \u2013 egli vedesse nello \u201csfregare della penna\u201d una risorsa per il futuro. Solo dopo l\u2019accettazione del romanzo da parte dell\u2019editore, rassicurato dal consenso dei suoi primi lettori-critici, Conrad vincer\u00e0 la propria ritrosia e non nasconder\u00e0 alla \u201czia\u201d di aver messo in cantiere un secondo romanzo, tenendola anzi aggiornata \u2013 come non aveva fatto in precedenza \u2013 sulle difficolt\u00e0 che il progetto incontrava e sui dubbi che esse alimentavano. Ma a quel punto il posto di interlocutore privilegiato che era stato di Poradowska l\u2019aveva ormai occupato Edward Garnett, il principale sponsor di Conrad sulla scena letteraria londinese, e le strade di \u201czia\u201d e nipote non potevano che allontanarsi. La corrispondenza riprese con una certa regolarit\u00e0 nel 1900 per proseguire nei vent\u2019anni successivi (l\u2019ultima lettera \u00e8 del dicembre 1920), sempre affettuosa ma anche sempre pi\u00f9 sporadica e laconica. Marito e padre, Conrad era ormai uno scrittore a tempo pieno, in fitto scambio epistolare con altri scrittori, editori e critici, sicch\u00e9 dell\u2019ascolto della \u201ctante Margot\u201d non aveva pi\u00f9 bisogno e poteva rivolgersi a lei chiamandola semplicemente Marguerite o addirittura \u201cCara amica\u201d.<\/p>\n<p><em>G. Sertoli ha insegnato letteratura inglese all\u2019Universit\u00e0 di Genova<\/em><br \/>\n<em><a href=\"mailto:giuseppe.sertoli@emeriti.unige.it\">giuseppe.sertoli@emeriti.unige.it<\/a><\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>The post <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/letterature\/joseph-conrad-lettere-a-marguerite-poradowska\/\">Joseph Conrad \u2013 Lettere a Marguerite Poradowska<\/a> first appeared on <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/\">L&#8217;Indice dei Libri del Mese<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joseph Conrad LETTERE A MARGUERITE PORADOWSKA a cura di Giuseppe Mendicino, ed. orig. 1966, trad. dal francese di Anna Lina Molteni, pp. 299, \u20ac 22, Ronzani, Dueville VI 2025 Il dono di una zia affascinante di Giuseppe Sertoli \u201cVoi avete dato alla mia vita un nuovo interesse, un nuovo affetto; ve ne sono molto riconoscente. [&#8230;]<\/p>\n<p>The post <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/letterature\/joseph-conrad-lettere-a-marguerite-poradowska\/\">Joseph Conrad \u2013 Lettere a Marguerite Poradowska<\/a> first appeared on <a href=\"https:\/\/www.lindiceonline.com\/\">L&#8217;Indice dei Libri del Mese<\/a>.<\/p>\n<p> <a class=\"continue-reading-link\" href=\"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/syndication\/joseph-conrad-lettere-a-marguerite-poradowska\/\">Continue reading<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":80,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"advanced_seo_description":"","jetpack_seo_html_title":"","jetpack_seo_noindex":false,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"fifu_image_url":"","fifu_image_alt":"","_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[409],"tags":[],"class_list":["post-212342","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-syndication"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p3JwLS-TeS","jetpack_likes_enabled":false,"jetpack-related-posts":[{"id":43667,"url":"http:\/\/www.letteratura.rai.it\/articoli\/conrad-la-follia-di-almayer-secondo-baricco\/5867\/default.aspx","url_meta":{"origin":212342,"position":0},"title":"Conrad &#8211; &#8220;La follia di Almayer&#8221; secondo Baricco","author":"Il portale sulla letteratura di Rai Cultura","date":"26\/01\/2012","format":false,"excerpt":"Nel filmato, tratto dal programma Pickwick, del 1994, Alessandro Baricco parla del primo romanzo di Joseph Conrad (Berdicev, Ucraina, 1857 - Bishopsboume Kent, 1924), La follia di Almayer, scritto nel 1895. 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