{"id":1,"date":"2008-02-26T00:42:00","date_gmt":"2008-02-25T23:42:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.habanera.it\/associazione\/?p=1"},"modified":"2017-12-30T20:01:55","modified_gmt":"2017-12-30T19:01:55","slug":"a-spasso-con-caterina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/musica\/ancora-un-ballo\/a-spasso-con-caterina\/","title":{"rendered":"A spasso con Caterina"},"content":{"rendered":"<div style=\"color: black; font-size: 1.1em;\"><span style=\"color: #993300; text-indent: 20px;\"><strong>nota dell&#8217;autore<\/strong><br \/>\nQuando Stefano mi ha chiesto di scrivere qualcosa su <strong>Caterina Bueno<\/strong> ho pensato che non sarei stato in grado, ma poi ho pensato che era importante lasciare un ricordo scritto e potevo anche farlo a modo mio. Se andrete avanti nella lettura leggerete ci\u00f2 che mi \u00e8 uscito di getto: una serie di impressioni, forse non troppo organiche, ma sincere sul tempo passato insieme e sulle vicende che abbiamo condiviso.<br \/>\nDa questa pagina saluto i comuni amici di Pistoia, Firenze, Prato, Siena, Volterra e della Sardegna; loro si riconosceranno.<br \/>\nCiao Caterina, ci mancherai.<\/span><br \/>\n&#8212;&#8212;-<br \/>\nIl primo concerto con <strong>Caterina<\/strong> lo ricordo bene, in Piazza Grande a Livorno, sar\u00e0 stato il 1981; andammo in trio con <a href=\"http:\/\/www.myspace.com\/albertobalia\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Alberto Balia<\/a>. Io suonavo l&#8217;organetto in quel periodo, avevo lasciato temporaneamente la chitarra per questo strumento piccolo, particolare, molto sonoro, una specie di rompicapo rispetto alla fisarmonica ma che dava una bella soddisfazione, almeno dopo i primi due mesi di delirio&#8230;<br \/>\nFu all&#8217;incirca l&#8217;anno precedente che invitammo alla rassegna <strong>Cantar Maggio<\/strong> a San Marcello Pistoiese il gruppo di Caterina, composto da Alberto e <strong>Riccardo Tesi<\/strong>, era un piccolo festival organizzato dal <strong>Collettivo Folkloristico Montano<\/strong> che port\u00f2 una ventata di novit\u00e0 nella zona e negli animi. Sicuramente per me e per <strong>Rony Bargellini<\/strong> ha rappresentato un momento di svolta: da allora in poi la musica divent\u00f2 pi\u00f9 importante, si prese tutti e due in modo pi\u00f9 serio; eravamo ad un bivio, anche se in quel momento non ci si pensava.Qualche mese dopo Caterina mi telefon\u00f2 e cominciarono le prove che si facevano a volte da me, ma molto spesso a Firenze, nella bellissima casa in Via della Vigna Vecchia;. Per me la citt\u00e0 era nuova, anzi tutte le citt\u00e0 erano nuove&#8230; Entravo come avrebbe detto lei nella metropoli tentacolare e spesso al ritorno perdevo il treno. Era difficile staccarsi da quella situazione cos\u00ec stimolante e nuova.<br \/>\nMa l&#8217;organetto dur\u00f2 poco. Proprio tornando da una prova, nel negozio di dischi del sottopasso della stazione, trovai il primo Lp di <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Django_Reinhardt\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Django Reinhardt<\/a> e mi riaffezionai alla chitarra. Con Alberto Baila cominciammo a suonare quel repertorio, Caterina ci stimolava e si divertiva molto nella nuova situazione che si creava normalmente dopo le prove; era come se stesse suonando anche lei; credo fosse il nostro catalizzatore, era di una straordinaria sensibilit\u00e0.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate.jpg\"><img loading=\"eager\" decoding=\"async\" data-attachment-id=\"459\" data-permalink=\"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/musica\/ancora-un-ballo\/a-spasso-con-caterina\/attachment\/mauriziocate\/\" data-orig-file=\"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate.jpg\" data-orig-size=\"500,317\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Maurizio Geri e Caterina Bueno\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-large-file=\"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate.jpg\" class=\"alignleft size-medium wp-image-459\" src=\"http:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate-300x190.jpg\" alt=\"Maurizio Geri e Caterina Bueno\" width=\"300\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate-150x95.jpg 150w, https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate-400x253.jpg 400w, https:\/\/www.habanera.it\/associazione\/wp-content\/uploads\/2008\/02\/mauriziocate.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nRitagliava sempre, negli spettacoli, uno spazio per noi musicisti: brani strumentali come <strong>Speranze perdute<\/strong> o canzoni come <strong>Il Sirio<\/strong> e <strong>La Scatola d&#8217;Oro<\/strong>, quest&#8217;ultima facente parte del repertorio tradizionale della montagna pistoiese, che avevo ereditato dal Collettivo grazie alla bella ricerca sul territorio svolta da <strong>Sergio Gargini<\/strong> e contenuta nel libro <strong>Non son poeta e non ho mai studiato<\/strong> edito dal comune di S.Marcello Pistoiese nel 1986.<br \/>\nCaterina musicalmente aveva idee chiare che le provenivano anche da una metodica analisi dei testi e da una profonda conoscenza del mondo popolare; da quella valanga di materiale raccolto sul campo sapeva filtrare, scegliere, interpretare con stile personale e rigoroso la sua musica popolare, forse per questo ogni frase che cantava diventava autentica, credibile, evocativa.<br \/>\nLa canzone popolare era quella parte di un mondo che lei conosceva come le sue tasche, come pochi altri, un mondo fatto di volti, storie, personaggi della Toscana rurale incontrati nel suo percorso di ricerca a bordo della Fiat 500, armata solo di un registratore e di tanta curiosit\u00e0: <em>Caterina raccattacanzoni<\/em>; storie che sapeva poi raccontare, digerire, sublimare.<br \/>\nQuegli anni sono stati unici: le serate in Piazza Signoria, quando la piazza era la piazza, i primi concerti all&#8217;estero, i nuovi amici artisti, i viaggi in macchina e in treno che sembravano una passeggiata; le cene, le scampagnate a Fiesole.<br \/>\nIn ogni luogo dove andava mi sembrava fosse sempre al posto giusto: dai salotti bene alle case del popolo, dai palchi alle sagre, dai teatri alle feste dell&#8217;unit\u00e0, rimaneva coerente a se stessa e parlava all&#8217;intelligenza e all&#8217;anima della gente con naturalezza. Assistere a un suo concerto, ascoltare le sue presentazioni, era come leggere un libro sulla storia d&#8217;Italia del &#8216;900 senza troppa fatica e divertendosi anche un po&#8217;; una storia vista dal basso, dai contadini, dagli emigranti, dalle classi disagiate quando le canzoni raccontavano il mondo del lavoro, delle ingiustizie di classe, delle lotte sociali, della condizione femminile. Caterina \u00e8 stata quella voce.Ha partecipato a due spettacoli che sono stati veri e propri eventi e che \u00e8 meglio ricordare: <strong>Ci ragiono e canto<\/strong> per la regia di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dario_Fo\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Dario Fo<\/a> e <strong>Bella Ciao<\/strong>, probabilmente il primo esempio riconosciuto dai media di un concerto dedicato interamente alla canzone popolare e alla lotta politica. Era il 1966.<br \/>\nGrazie a lei ho intrapreso l&#8217;attivit\u00e0 di musicista e so di avere imparato molto, in quei pi\u00f9 o meno quindici anni in cui abbiamo suonato insieme.<br \/>\nUltimamente aveva aggiornato il repertorio con canzoni d&#8217;autori popolari pi\u00f9 recenti (come l&#8217;<strong>Abbigliati<\/strong>) ma rimanevano sempre in scaletta i pezzi a cui era pi\u00f9 affezionata: dagli <strong>Stornelli d&#8217;esilio<\/strong> di <strong>Pietro Gori<\/strong> alla <strong>Ninna nanna di Barberino<\/strong>, da <strong>Battan l&#8217;otto<\/strong> alle <strong>Nozze tragiche del grillo e della formica<\/strong>, passando per i fogli volanti come <strong>Il caprone<\/strong>, fino alla divertente <strong>Sora padrona, bongiorno a lei<\/strong>. E poi la <strong>Storia del 107<\/strong>, il tango livornese <strong>Fagioli colle &#8216;otenne<\/strong>, la <strong>Donna lombarda<\/strong>, <strong>Italia bella<\/strong>, <strong>La leggera<\/strong> e ancora tante altre; istantanee di un mondo scomparso, ma che dovremmo tenere saldo nella nostra memoria, storia recente.<\/p>\n<p>Circa un anno fa, la Warner ha ristampato in un doppio cd i tre Lp di Caterina editi dalla Fonit Cetra nei primi anni &#8217;70: <strong>Eran tre falciatori<\/strong>, <strong>Se vi assiste la memoria<\/strong> e <strong>Il trenino della leggera<\/strong>, vere pietre miliari della canzone popolare Italiana, che consiglio a tutti gli appassionati di musica tradizionale o a chi volesse avvicinarsi a lei e conoscere il suo lavoro di ricercatrice ed interprete.<br \/>\nRicordo un programma radiofonico a Roma dove accompagnammo Caterina e lei venne intervistata da <strong>Ruggero Orlando<\/strong>, il mitico. Mi colp\u00ec il fatto che si davano del tu. Chiss\u00e0 da quanto si conoscevano e chiss\u00e0 con quante altre persone famose Caterina poteva avere quella tranquillit\u00e0! Un altro era certamente Nanni Ricordi, uno dei pochi discografici illuminati che tanto ha fatto per la canzone popolare italiana. Mi ricordo che eravamo a Milano e lei mi disse: &#8220;Ti voglio presentare un amico&#8221;.<\/p>\n<p>In un concerto al Teatro Olimpico di Roma venne <strong>Francesco De Gregori<\/strong> a cantare un pezzo con noi; fu molto gentile e simpatico, gli chiesi se voleva usare la mia chitarra e lui mi disse una cosa tipo: no, no, il concerto \u00e8 vostro io faccio l&#8217;ospite&#8230;; oppure quando andammo a trovare la <strong>Gianna Nannini<\/strong> che ci ospit\u00f2 in una tenuta a Montalcino e uscimmo dalla cena con una bottiglia di Brunello a testa, gentilmente offerta dai proprietari. Tornando verso Firenze l&#8217;oro nero and\u00f2 via via prosciugandosi e fu definitivamente seccato giunti alla di lei magione&#8230; No, bere non ci dispiaceva.<\/p>\n<p>Una delle cose pi\u00f9 buffe che abbiamo fatto insieme fu il viaggio in moto all&#8217;Isola d&#8217;Elba, sempre invitati dalla Gianna a un suo concerto. Io e Caterina con il casco a cavallo di un Morini 350, fu proprio un&#8217;avventura. Il bello venne alla fine del concerto quando nel parapiglia dei fans al cancello perdemmo di vista l&#8217;auto degli artisti che dovevamo seguire per andare a cena e ci fiondammo dietro ad una macchina che sembrava quella giusta, era uguale&#8230; Tutto il Volterraio a razzo fino a Portoferraio e noi dietro. Ma non era quella e si riprese la strada delusi e un po&#8217; affamati, scoprendo che il ristorante era a cento metri dal palco e che avevano gi\u00e0 finito di cenare: Snoort, disse Caterina : Snoort dissi anch&#8217;io.<\/p>\n<p>Quando si doveva suonare per la causa capitava ogni tanto di andare solo per le spese, si prendeva e si partiva senza tanti problemi, come al <strong>Festival Anticlericale<\/strong> di Fano, gente anche simpatica, ma quando ci misero a dormire in un tendone da campo senza materassi, senza coperte e senza luce, un po&#8217; meno!<br \/>\nComunque noi s&#8217;era giovanini e lei da parte sua non si scompose pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>nota dell&#8217;autore Quando Stefano mi ha chiesto di scrivere qualcosa su Caterina Bueno ho pensato che non sarei stato in grado, ma poi ho pensato che era importante lasciare un ricordo scritto e potevo anche farlo a modo mio. 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