Fase Due

Questi testi sono apparsi su “Artribune”, in forma diversa, all’interno della rubrica inpratica tra il 25 maggio e il 15 giugno. In copertina: Alessandro Bulgini, “Opera Viva – Foresta casalinga” (2020). * Fase Due: tutto sembra tornato come prima – ma tutto è cambiato, in realtà. Le disposizioni, il modo in cui la gente si muove, […]

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La risposta alla pandemia di oggi e a quelle future è la copertura sanitaria universale, essenziale per la sicurezza globale collettiva

Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato l’istituzione di un panel indipendente che possa valutare quanto fatto sinora dall’OMS e dai singoli governi: “È l’ora di una riflessione molto onesta. Tutti noi dobbiamo guardarci allo specchio: l’OMS, tutti gli Stati membri, tutti gli attori coinvolti nel contrasto alla pandemia”. Continue reading

Uccellini

Colla, una rivista letteraria che ciclicamente propone nuove voci e nuovi racconti, è da poco online con il numero 28. Ringraziando la rivista, pubblichiamo qui uno dei racconti. Il dipinto è di Albrecht Dürer.

Ho come un battito d’ali nel petto.
Victor Hugo

Eravamo così poveri che, ogni sera, invece di restare seduto guardando i piatti vuoti, mio padre batteva un pugno sulla tavola, e urlava che ero stata cattiva, ed elencava la lista interminabile delle cattiverie commesse a casa e a scuola, e concludeva che se avevo il male dentro, non c’era altra soluzione, e mi spediva a letto senza cena.

Io mi alzavo dalla sedia, e fissavo la faccia rossastra di mio padre, cosa infinitamente migliore che fissare il biancore dei piatti vuoti, e dicevo scusa, dicevo non lo farò mai più, anche se non avevo fatto nulla di cui farmi perdonare, e a capo chino infilavo la via del corridoio.
E una volta in camera mia, chiudevo subito la porta, e cercavo di non sentire le urla di mio padre e di mia madre, i piatti che si schiantavano contro le pareti, e prendevo i libri dallo zaino, e legavo i capelli in una coda, e continuavo a studiare scienze naturali, almeno fino a quando la stanchezza non faceva di me una piccola alga fluttuante nella piccola luce della lampada.
Ma non c’era modo, poi restavo tutta la notte con gli occhi aperti, e mi giravo nel letto, e non riuscivo a prendere sonno, e tutto questo per via del mio stomaco, che a volte emetteva oscuri brontolii, altre volte veri e propri discorsi con una voce che non sapevo che sesso avesse.

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Su “Configurazione tundra” di Elena Giorgiana Mirabelli

Nella raccolta di saggi Estetica e romanzo, Michail Bachtin definisce il cronotopo, mutuando il termine dalla fisica della gravitazione, letteralmente “tempo-spazio”, come «l’interconnessione sostanziale dei rapporti temporali e spaziali dei quali la letteratura si è impadronita artisticamente». A un’analisi cronotipica più ravvicinata, l’Altrove in Configurazione Tundra si situa nello spettro della categoria del tempo intesa come quarta dimensione dello spazio, un cronotopo topografico.

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Algeria pandemica. Lotte e repressione nell’emergenza sanitaria

Approfittando dell’emergenza pandemica, in Algeria la repressione continua mentre la comunità internazionale mantiene il solito vigliacco riserbo e l’Eni rinnova per un altro decennio l’accordo sul gas inizialmente firmato nel 1977. Dall’inizio della quarantena, a marzo scorso, gli avvocati e le organizzazioni di difesa dei diritti dell’uomo hanno segnalato un netto giro di vite nella […]

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Come una storia d’amore, i racconti romani di Nadia Terranova

Ho letto per la prima volta il racconto Via della Devozione di Nadia Terranova qualche anno fa. Mi colpì moltissimo per la capacità dell’autrice di mettere dentro poche pagine tutto quello che deve stare tra le impalcature di un racconto. Ritrovo, rileggendolo oggi, in questa raccolta uscita per Giulio Perrone, Come una storia d’amore, tutti i fili, il tessuto narrativo compatto e ricco di sfumature, la bellezza dei personaggi, il modo in cui incrociano, si sfiorano e poi finalmente si toccano le due storie principali. L’evocazione che arriva dai brevi dialoghi, il suono che fanno le parole per strada e al silenzio che fanno dentro casa. Il silenzio che viene prima e dopo una tragedia. Il silenzio che viene da frasi come “se l’è cercata, del resto con quel mestiere”.

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Yulia Tsvetkova, l’artista e attivista russa che rischia 6 anni di galera per i suoi disegni della vagina. La mobilitazione per fermare il processo

Yulia Tsvetkova è un’artista e un’attivista russa impegnata nella difesa dei diritti delle donne e Lgbt. Il suo lavoro ha provocato cambiamenti positivi nelle discussioni sulla body positivity (il movimento che vuole trasmettere un messaggio positivo nei confronti del proprio corpo) e sugli stereotipi di genere. Eppure questo successo l’ha resa un bersaglio. Continue reading