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Un libro per CODAMOZZA IL GATTO
direttamente tratto dall’omonimo spettacolo
anche da ascoltare in Audiobook


Habanera Teatro, Codamozza il Gatto, burattini, marionette, teatro di figura, puppetry, puppetSi racconta come i gatti siano diventati domestici e perché; spesso affiori il loro sentimento selvaggio delle origini, tornando ad avventurarsi lontano dal caldo della propria casa…
Codamozza il Gatto, in una notte tempestosa è arrivato in un bosco, in cerca di un topino, il cui odore suo nonno gli ha insegnato a “sentire” negli angoli della cantina…
E alla fine dell’avventura, fatta d’inganni e sotterfugi, la ragione prevale sull’istinto.
Protagonisti un topo e la sua tana, un bosco ai margini di una città, Codamozza il Gatto, una civetta, un’istrice e un cane buono.

Liberamente ispirato a una favola de Le Mille e Una Notte.

di Stefano Cavallini e Patrizia Ascione

20 pagine, con illustrazioni tratte dallo spettacolo, Euro 5,00
Edizioni Habanera Books – Collana Burattini e Marionette da leggere

Per ordinare il libro scrivete a: info@habanera.it

la pubblicazione è stata possibile grazie anche alla Fondazione Teseco per l’Arte

dalla prima pagina ——————

La storia che andiamo a raccontare, narra di un gatto che una sera volle avventurarsi, per quell’istinto che ogni gatto ha fin dalla nascita, nel bosco vicino alla casa del suo umano, per provare l’antica ebbrezza della cattura di un topo.
Ma prima di raccontarvi questa storia, dovete sapere che un tempo, tanti e tanti anni fa, tutti i felini, ovvero tigri, leoni, pantere, giaguari, leopardi, puma e appunto i gatti, vivevano tutti assieme nella foresta, che a quel tempo era vastissima e rigogliosa.
Era talmente vasta e rigogliosa, che i felini potevano trascorrere tranquillamente la maggior parte del loro tempo a giocare, che nessun umano c’era a disturbare la loro vita, né cacciatore, né automobile; e quando giocavano tra loro imparavano, già da cuccioli, l’antica arte della caccia, affilando gli artigli, facendo smorfie col muso e digrignando i denti.
Un brutto giorno però arrivò la carestia.
La foresta fu in gran parte distrutta e scomparvero i piccoli animali di cui si cibavano i felini, che iniziarono a dimagrire e a essere tristi: le mamme non avevano più latte per i loro piccoli e i cuccioli avevano smesso di giocare.
Così il leone, che anche allora era il re della foresta, decise che per risolvere il problema della terribile carestia, e dunque la vita dei suoi sudditi, avrebbe dato la caccia e mangiato l’unica preda rimasta: l’uomo.