ENRICHIADI       VECCHIE NOTIZIE
pagina curata e diretta interamente dall'amico EnricoCaroti Ghelli




Questo e' uno scambio di battute che ho avuto con due amiche su un newsgroup il 12 settembre 2001.

ENRICO:
Vediamo di dare una svolta impegnata a questo newsgroup di mondani figaccini.
Allora: che conclusioni tirate da questo attentato?
Avete un'idea in proposito?
Io penso che il silenzio sia l'unico problema quindi giu' con le opinioni e le perplessità.
Inizio io.
Davvero da domani il mondo sarà diviso in global e no global e noi dovremo stare tutti dalla parte giusta (ovvero del global, visto che storicamente siamo filo-americani)?
Che ne pensate (la butto lì) se vi dico che l'attentato e' stato concepito dal mossad per spingere gli usa a intervenire in medio oriente militarmente a fianco degli ebrei?
Secondo voi chi ha da guadagnarci da tutto questo?
Quali sarebbero le prossime mosse di Bush, se Bush foste voi stessi?
Che sensazione vi dà essere attaccati da un nemico invisibile? Nostalgia da guerra fredda?
Domande ne ho fatte anche troppe, ora spiattello la mia opinione e poi lascio la palla:
e' inevitabile che il mondo dei poveri si ribelli al mondo dei ricchi. E' veramente piu' collegabile tutto questo alla contrapposizione genovese piu' che al problema medio-orientale (sotto insieme dell' "inconveniente" (citazione) precedente). Gli usa vorrebbero che gli stati combattessero il terrorismo perche' e' una via di militarizzare il mondo non controllabile. Come al solito distinguono il mondo in bene e male. Partendo dal presupposto che il bene sono loro. Quindi armarsi va bene ma con i missili, lanciarazzi e compagnia bella in modo da arricchire le aziende occidentali che producono tutto cio'.
I kamikaze sono una via economica alla guerra, non producono reddito e quindi sono da combattere.
Ma mi spiegate come puo' fare un paese a contrastare lo strapotere militare ed economico statunitense se non con il terrorismo? O si allinea e piega la testa o non ha altra scelta.
L'unica soluzione sarebbe abbassare il livello di odio e di oppressione mondiale, considerando finalmente i problemi degli altri come problemi nostri. Io non vedo altre vie di uscita.
Purtroppo so già quale sarà la risposta americana: triplicare i finanziamenti allo scudo spaziale, lotta al terrorismo mediante controlli piu' pressanti alle frontiere, embargo ai paesi filo-arabi, innalzamento delle barriere doganali secondo il principio per cui la globalizzazione e' giusta se a casa mia comando io e a casa tua ... comando io uguale (perche' so cosa e' meglio per te, in quanto sono il tempio della libertà e della democrazia).
Ai posteri l'ardua ...
Enrico

 

LIVIA:
Mi dispiace Enrico ma non mi sembra umano in una tragedia come questa schierarsi dalla parte dei "poveri popoli poveri del medioriente" (ammesso che poi siano stati loro) e non mi sembra neanche umana la giustificazione del terrorismo come unica via di lotta dei paesi "minori" contro lo strapotere degli Usa. Fare un discorso come il tuo, fare certe considerazioni anti-Usa come hai fatto te a poche ore di distanza da una delle più grandi tragedie dell'epoca contemporanea mi sembra una mancanza di rispetto e umanità nei confronti della popolazione mondiale, dato che come sappiamo al TWC  e al Pentagono probabilmente si trovavano cittadini di tutto il mondo. Inoltre questa mossa dimostra una tendenza non solo anti-Usa, ma anti-occidente, anti-mondo, è una dichiarazione di guerra al mondo intero poiché sappiamo, e sanno, le conseguenze cui questo può portare, e ciò probabilmente li esalta.
Penso che gli Usa vogliano combattere il terrorismo anche per altri motivi, mi sembri troppo cinico e mi sembra anche ridicolo che tu confini tutto il discorso dell'essere VS il terrorismo e i kamikaze come una "strategia economica".
Nessuno vuole ammortizzare le responsabilità passate e presenti degli Usa, ma sinceramente penso che nel tuo discorso mancasse umanità e mancasse soprattutto la consapevolezza che il terrorismo è un metodo per far strage di innocenti, è un atto di gente che più che politicizzata e antiglobal è malata di mente e assolutamente nemica dell'umanità, e quel che è peggio è che non hanno alcuna giustificazione come invece tu vuoi far credere.
Le persone che hanno progettato questa tragedia non vogliono distruggere solo gli Usa e il loro strapotere, sono assassini del mondo intero e godono nel vedere distrutte cose e persone; per conto mio qui siamo in una sfera che va ben aldilà della politica e dell'economia, questa è gente che non ha rispetto nè amore per niente, sono assassini, criminali, tra i peggiori che ci siano, e non mi pare che trovargli un movente sia la mossa giusta. E' gente che ha voluto scatenare una guerra globale che porterà solo tragedia per tutti e niente di buono a loro; mi sembra evidente che un tale progetto sia insensato e non porti un marchio di protesta politica ed economica ma bensì il marchio di odio nei confronti del mondo, un marchio soltanto distruttivo che non vuole alleanze nè tantomeno risolvere i problemi, ma solo eliminare e vedere eliminare. Mi sembra più un gioco crudele e pazzo che una protesta antiglobal.
Stiamo attenti a non giustificarlo.
Livia

 

ENRICO:
Sono abituato a passare per cinico (se e' per questo anche per "fascista", figurati ora passare per antiglobal :-)) ma devo dire che questa volta sono stato frainteso.
Intanto non intendo assolutamente difendere ne' giustificare alcun atto terroristico.
Ci mancherebbe.
In fondo mi trovo dalla parte del mondo che fa blocco con gli americani e non sono autolesionista.
Riguardo al fatto che il mio discorso arrivi solo a poche ore dal disastro non e' una "mancanza di rispetto e umanità ", anzi.
Io sono convinto che molti dei mali che hanno afflitto e affliggono l'umanità siano determinati dalla scarsità di dialogo. Quindi mi sento in dovere di mettere in moto le celluline cerebrali e discutere con chi mi e' vicino, a maggior ragione in momenti di crisi mondiale come questa dove siamo tutti lì a bere i discorsetti della tv e dei giornali.
Scusa, ma non e' cinismo. Anzi. Ho delle persone molto care a NYC e ieri ero veramente preoccupato per loro fino a che non sono riuscito a mettermici in contatto. E' solo che cerco di andare al di là dell'onda emozionale momentanea e riflettere su come siamo arrivati a questo e dove ci porterà.
So bene che non abbiamo nessun mezzo concreto per cambiare il corso degli eventi, quindi attribuisco la massima importanza alla testimonianza personale. Solo essendo portatori di pace possiamo sperare di cambiare il corso degli eventi. Ognuno per l'ambito che gli e' concesso dalla Storia.
Ed e' qui che inizio a vedere le prime storture. Quando penso che questo e' sì un attacco a tutto il mondo civile. Ma non sono assolutamente sicuro che dietro un atto del genere ci siano solo menti diaboliche senza alcuna motivazione. Una persona non si uccide, come hanno fatto i kamikaze, solo per il gusto di uccidere. Non ha alcun senso. Le menti piu' diaboliche in questo senso hanno sempre cercato di preservare integro il loro corpo, proprio perche' materialiste fino al midollo attribuiscono la massima importanza a conservarsi in vita, perche' sono convinti che non esista altro.
E' quindi troppo semplicistico vedere il diavolo, il solo male, dietro a questo atto. Vorrebbe dire andare a dritto verso la rovina completa.
E' compito dell'uomo ( e qui mi rivelo un'illuminista come forse non sono) cercare le ragioni profonde che si nascondono sotto gli accadimenti. E' solo sviscerando le azioni che si capisce l'umanità, altrimenti la Storia non insegnerebbe nulla e la nostra vita non avrebbe un senso.
Ripeto: per me gli autori di questo delitto sono dei maniaci, malati di mente e assolutamente non perdonabili. Su questo penso non si possa nemmeno discutere.
Il mio discorso invece passava subito oltre questo assioma inconfutabile per cercare le motivazioni profonde di un gesto così violento. Perche' io sono convinto che queste esistano.
Se rimanessimo al livello della richiesta di vendetta saremmo dei barbari. Sono convinto che il terrorismo vada combattuto con ogni mezzo, ma non sono assolutamente convinto che questo si possa fare ignorando le ragioni del mercato e della politica.
Purtroppo ci sono oggi regioni del mondo che attraversano il periodo piu' buio della loro storia.
Non e' pensabile che intere culture periscano senza gridare "muoia Sansone con tutti i filistei".
La storia degli ultimi duemila anni e' stata segnata, per rimanere in occidente, dal conflitto tra arabi ed europei. E' stato un continuo altalenarsi di sorti se pensiamo che nella storia araba le nostre tanto declamate crociate vengono appena ricordate come scaramucce di confine, tanto potente era allora il mondo arabo. Oggi il medio oriente e' al minimo storico sia politicamente che economicamente, non riescono a pesare su alcuna decisione di ricaduta mondiale. In un mondo in cui il potere economico lega a se' il dominio politico e culturale gli arabi non hanno alcuna possibilità.
Ripeto: non trovo alcuna giustificazione morale a questi atti. Non ve ne sono ed e' inutile cercarle.
Dico solo che non e' "cinismo" cercare di scavare sotto la facile risposta del "sono un gruppo di persone malate".
Non e' così, dietro un atto del genere c'e' una precisa volontà politica. E la politica non si fa irrazionalmente.
Esiste sempre un progetto. Puo' apparire paradossale ai piu', ma c'e' sicuramente un progetto.
E un progetto deriva da un'analisi della situazione. Esistono esigenze di numerose popolazioni mondiali che escono dalla logica del mercato, ma che sono costrette a soggiacere a questo.
So bene che per noi questa puo' non essere una motivazione soddisfacente, ma pensa per un attimo a vedere la tua patria martoriata ed invasa, le tue sorelle violentate, i genitori ammazzati e la tua casa bruciata. Forse ti interesserebbe di meno sapere che al di là del mare, in un posto che tu non potrai mai vedere ma che abita solo nella tua immaginazione un palazzo 'simbolo del potere capitalistà e' crollato.
Ritorno al mio concetto di base: sono convinto che la via d'uscita a questa crisi non sia la guerra, non lo e' mai stata ne' mai lo sarà. Sono convinto che se nel mondo ci fosse piu' equità forse sarebbe piu' difficile per questi criminali trovare 50 kamikaze. E' solo chi non vede per se' un futuro, chi e' stato cresciuto nell'ignoranza e nell'indifferenza per il valore della vita che puo' pensare di suicidarsi per uccidere.
Per questo affermo che non e' spendendo migliaia di miliardi per uno scudo stellare che si risolverà il problema. Ma spendendo anche un po' meno di quella cifra per civilizzare il resto del mondo. Dove per civilizzare non intendo esportare il modello occidentale, impiantare un Mc-Donald o fare costruire le suole delle Nike, ma mandare insegnanti che insegnino alle popolazioni locali ad amare il loro paese senza odiare il vicino, a rispettare la vita umana, perche' ogni uomo e' unico e prezioso, a conoscere le proprie tradizioni perche' e' solo sapendo da dove veniamo che possiamo costruire un futuro migliore.
Quindi, cara Livia, intanto ti ringrazio della risposta, perche' senza interlocutori non esiste dialettica e quindi nemmeno evoluzione, ma rifiuto l'accusa di "giocare un gioco pazzo e crudele". Il pietismo non ha mai portato da nessuna parte, e al di là dell'emozione del momento spero che tu finisca per concordare con me: se gli USA non avessero fornito le armi ad Israele forse sarebbero stati un po' piu' credibili come mediatori, se avessero speso meno per gli armamenti forse sarebbero stati piu' credibili nel chiedere il disarmo dei paesi "inquieti".
Il mio e' l'atteggiamento di chi e' schierato dalla parte occidentale, senza tentennamenti, ma non puo' fare a meno di profferire un "mea culpa", perche' solo partendo da un'autocritica si puo' pensare di migliorare. Ma so che e' troppo chiedere e ora ogni ammissione sembrerebbe un segno di debolezza. Ma se io fossi il presidente americano non dormirei sonni tranquilli. E non per la paura di essere bombardato.
Un abbraccio
Enrico

 

LIVIA:
Caro Enrico,
non avevo frainteso le tue parole, ma mi sembra che proprio le parole siano molto importanti in certi dibattiti.
La tua analisi è sicuramente molto seria ed accurata e su molti punti sono d'accordo con te, nonostante la mia poca conoscenza dei fatti, ma ho trovato grave che nel tuo primo discorso non figurasse alcuna parola "umana" e di giudizio nei confronti di certi atti (è evidente che il terrorismo è grave in quanto tale, sia esso di matrice orientale o occidentale). Tu mi risponderai che era probabilmente sottinteso... ma è qui che voglio dimostrare l'importanza delle parole in simili circostanze; la tua era un'analisi fredda, lucida, cinica e non dava spazio a riflessioni umane. Il mio non è pietismo, ma penso che sia necessario, anzi che sia un nostro dovere come uomini dimostrare innanzitutto il nostro cordoglio, prima di sparare teorie politico-economiche che vanno contro lo strapotere Usa e a favore di una possibile "vendetta" araba.
E' ovvio anche che non si vuole negare la mancanza di rispetto che hanno avuto gli americani nell'ultimo secolo nei confronti delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo e nemmeno gli atti brutali perpetrati durante le guerre (purtroppo in guerra pare che tutto sia lecito...). Ma quello che è successo martedì mattina mi pare ben più grave, forse non sarai d'accordo, ma secondo me non c'era un movente vero e proprio.
E' stata una strage, una strage con un obiettivo illimitato, nel senso che è andata a colpire tutto il mondo civile come mai prima.
Spero che tu non voglia attribuire indiscriminatamente a tutti il ragionamento che dove bombarda la NATO è bene, dove combatte l'occidente VS l'oriente è bene e quant'altro, è ovvio che chi ha un minimo di senso civile non la pensa così; è comunque un bene continuare a ripeterlo, per il solito discorso dell'importanza delle parole, come ti dicevo prima. E' molto importante capire, come dici tu, che è un problema morale, ma io sinceramente non ho mai pensato che un kamikaze su Hitler durante la seconda guerra mondiale sarebbe stato un gran bene. Su questo non ho dubbi: nessuno merita di morire e nessun governo ha il diritto di decidere della vita della gente.
Purtroppo nell'aria si sentono già affermazioni maldestre del tipo: "Per ogni americano morto bisognerebbe uccidere 100 arabi".
La vendetta, ecco il peggior difetto dell'uomo, finchè non finirà la voglia di vendicarsi nel mondo ci saranno sempre guerre, è un circolo vizioso. E non credo che la vendetta di Bush sarà da meno.
Ciao
Livia

 

LORENZA:
Di certo se fossero implose le torri di Kuala-Lampur piene zeppe di malesi, colpite da uno stormo di Boeing 747 kamikaze, la cosa ci avrebbe colpito assai di meno, non solo perché in fondo sono malesi e quindi sub umani in un certo senso e sicuramente bruttini, ma anche perche chi li ha mai visti, chi li conosce, da dove saltano fuori queste Petronas Towers? Ma le Twin noooo! Cazzo mi hanno violentato nell'l'immaginario, hanno concretizzato ciò che fin dagli antichi greci si cerca di esorcizzare: la violenza dell'irrazionale allo stato puro, le nostre più arcane fobie tornano a galla, dopo aver cercato di tenerle a bada con l'effetto catartico prima del teatro poi dei film catastrofici, con King-Kong o Godzilla sulle torri gemelle, con gli attacchi marziani o le meteoriti giganti, niente o nessuno le aveva buttate giù!
Siamo cresciuti così, è questa la nostra cultura per quanto filantropi e cosmopoliti possiamo essere, non siamo stati allevati a teatro no o ad ombre cinesi, nè a danze dervisce o a riti Vodoo, impossibile far finta di niente per noi figli dell' America e della globalizzazione; era quella la nostra inconscia sicurezza, l' ombra delle torri gemelle , lo scintillante skyline di nyc, la capitale della grande provincia in cui viviamo, città tanto amata e desiderata, New York caput mundi , adesso caput decapitatum! Per questo che l'attentato è ancora più clamoroso, ha spiazzato una, due o più generazioni di uomini in occidente e forse in tutto il mondo: sono rimasti tutti  increduli davanti alla tv aspettando che uscisse Matzinga dalle macerie, anelando il riscatto finale di Superman che fa il culo ai cattivi, invece  lì c'era solo la cruda realtà così sadicamente spettacolare come solo la realtà sa essere, e una marea di morti o peggio non morti sotto cumuli infiniti di macerie...
Enrico, non siamo ipocriti, ci hanno mirato al cuore ed hanno fatto centro, non mi puoi parlare di Bagdhad adesso come non mi puoi parlare della casa del mio vicino mentre è la mia che sta bruciando. Non esistono guerre sante la storia ce lo dice, il bene ed il male sono categorie bibliche, scordiamocele, ogni uomo conduce la sua jihad contro altri uomini, scordandosi che l'unica vera jihad si combatte contro noi stessi; la violenza dell'uomo contro l' uomo è sempre riprovevole, la grettezza e la cecità dei nostri capi, comandanti, governi, dittatori e quanti altri, sono disastrose per i popoli, perché disastrosi sono i prodotti dell'ignoranza e dell' intolleranza, dell'avidità dell'uomo. A noi spetta il compito coglierne gli amari frutti e di scavare tra le macerie per trovare i nostri morti e piangerli.
Lorenza

 

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