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DIARIO DI UN MISCREDENTE

pagina curata da Stefano Cavallini
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30-11-2002
All'idiozia non davvero c'e' limite

Molti di noi credono che la tecnologia e il benessere, intesi come li conosciamo, siano ancora d'aiuto nel nostro sviluppo sociale e culturale.
Se questo e' stato vero dal tempo in cui mangiavamo con le mani, passando poi a usare forchetta e coltello, lo stesso principio, in questi ultimi anni di vita tecnologica avanzata e di ultrabenessere terreno, (almeno per alcuni di noi) si e' dimostrato fallace (se non altro solo per lo sfruttamento della natura apparentemente a costo zero); e tutta la nostra tecnologia sbandierata e ostentata, tutto il nostro benessere, in mancanza di un adeguato supporto culturale prima e sociale poi, rimangono vuoti e, scusandomi della rima, idioti.
La cultura laica della memoria soprattutto (che rimane forse l'unica), ma anche quella della società intesa come una comunità di persone interdipendenti le une dalle altre, devono essere alla base dello sviluppo intellettuale di un essere umano.

Se io tutte le volte che passo davanti al mio vicino di casa, col quale magari ho litigato da non molto perche' mia figlia teneva la musica troppo alta, nel momento in cui si godeva il sole in giardino e gli pìrito (io pìrito, tu pìriti, egli pìrita...) sotto il naso, dopo la terza volta, se e' gentile, mi regalerà un farmaco contro l'aerofagia; se lo e' un po' meno, mi tratterà da idiota e magari comincerà a piritare pure lui; e poi io chiederei aiuto ai miei parenti perchè le sue puzzano più delle mie e lui poi lo chiederebbe ai suoi; e poi noi mangeremmo di schifo per fare pìrite piu' schifose e poi loro berrebbero acqua di fogna per fare pìrite di fogna; e così tutti a piritare, in una grande guerra di pìrite.
In Nigeria, uno dei paesi piu' alla fame e piu' sfruttati (da noi) del mondo, un intelligentone ha pensato bene di mostrare ai retrogradi islamici, che relegano sotto un chador le loro donne, di quale grande cultura siamo dotati noi occidentali. Questo pensatore della cultura occidentale (ma quale sarà poi questa cultura occidentale... boh...) si e' fatto carico di emancipare i sottosviluppati eredi di Maometto con un segno forte e importante per far sì che la nostra cultura venisse riconosciuta dai sottosviluppati islamici come forte e potente, dotata di grande tolleranza e rispetto per le altre culture e soprattutto per le donne.

Fate conto di extraterrestri che atterrino sul nostro pianeta: la stessa cosa. Qualcuno dovrebbe incaricarsi (ahime' compito ingrato) di illustrare la grandiosità della nostra cultura, quella che ci ha permesso di fare scoperte scientifiche, di scrivere trattati umanistici e creare opere d'arte che non hanno pari (almeno tra i terrestri).
Lo stesso problema e' capitato a questo intelligentone di signore quando ha voluto mostrare la grandezza della nostra cultura ai retrogradi musulmani; così, penserete voi che siete persone ragionevoli, non avendo a disposizione Leonardo Da Vinci, non potendo contare su Marcel Proust ne' su Pablo Picasso per raccontare di se' stessi, ha magari mostrato ai musulmani (che sono poi suoi vicini di casa, mica extraterrestri) un documentario sugli studi e le opere di Leonardo, o letto loro un paio di capitoli di Alla ricerca del tempo perduto o ancora ha mostrato e spiegato loro la grandezza, ad esempio, del Guerniça la stupenda grande tela di Picasso.
Purtroppo, e dico purtroppo perche' anziche' una guerra di pìrite e' scoppiata una guerra vera, l'intelligentone (o gli intelligentoni) non hanno fatto questo, ma hanno ritenuto che la grandiosità della nostra cultura occidentale potesse essere rappresentata, udite, udite, udite: dalla finale per l'elezione di Miss Mondo.

Noi, noi cosiddetti occidentali (ma a Occidente di chi?), dovremmo essere incazzati con questo idiota (altro che intelligentone) che ha fatto passare per cultura occidentale una pratica forse peggiore del terribile chador che illude delle povere ragazze a cui la natura ha fornito loro un corpo rispondente alla bellezza di questa epoca androgina (pensateci: le divinità non sono mai state rappresentate così magre). Io non sono certo un puritano ne' un baciapile e ritengo che tutti e tutte siano liberi e libere di fare col proprio corpo cio' che vogliono (ma ragazze mie non fate fare i soldi agli altri col vostro corpo).
Noi, dovremmo linciarlo questo signore; noi e non i musulmani (che sicuramente hanno poi preso a pretesto la cosa), dovremmo indignarci, dovremmo sentirci offesi. Noi occidentali. Noi...
Ma noi chi?
Quelli che stanno a guardare la televisione italiana (pubblica o privata) piu' di un'ora al giorno?
Quelli che in una serata di pioggia, mentre spingi al bordo della strada la tua utilitaria in panne ti suonano col loro macchinone perche' vogliono passare alla svelta?
Quelli che hanno votato Berlusconi per provare qualcosa di diverso?
Quelli che passano la nottata ad aspettare che il negozio di Armani apra il giorno dopo per acquistare i capi migliori con i saldi?
Quelli che pensano che alla fine i soldi riescano a darti anche cio' che veramente ti manca dentro?
No, direte subito, noi non siamo quelli.
Ma dove siamo (mi ci metto anch'io), se non siamo quelli?
E quanti siamo?
E allora se noi non siamo quelli, non possiamo considerarci occidentali perche' siamo davvero diversi da quegli occidentali lì?
E allora cosa siamo, se non siamo occidentali?
Magari, si risolvesse tutto con una guerra di pìrite, come da bambini.

Stefano Cavallini

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31.01.2002
Non so quanti di voi conoscano la saga dei libri di Tolkien e personalmente non so quanto sia stato fedele il film, ma de Il signore degli anelli, strombazzato colossal della cinematografia di massa, costato milioni e milioni di dollari in costumi, scenografie e computer grafica, al termine delle tre ore previste, non rimane traccia. Scorre come l'acqua fresca di un ruscello sulle pietre, lasciandole inalterate, come inalterati rimaniamo noi all'uscita dal cinema, noia a parte.
Tre ore di paccottiglia profusa in dosi massicce, che dopo mezz'ora comincia a disturbare (anche per l'incessante e monotono soundtrack di sottofondo ad altissimo volume) e ad annoiare. E soprattutto è un film dove la violenza domina l'80% delle immagini, fatto parecchio deprecabile in assoluto.
Così dopo poco più di un'ora l'interesse dello spettatore è sotto i piedi e a niente valgono gli effetti speciali del film (anzi si potrebbe dire che è il film stesso un solo grande effetto speciale) per ritirarlo su a livelli accettabili; e dunque arrivare poi alle tre ore previste diventa a quel punto quasi un supplizio.
Oltre a tutto ciò si riesce a vedere pure qualche grossolano errore di montaggio, nonostante i capitali profusi, che ai tempi di Frank Capra o John Ford sarebbero costati la testa di qualcuno; uno su tutti: quando verso la fine Frodo, che abbandona la compagnia, si allontana sulla canoa inseguito dall'amico che rischia di annegare, mentre i due parlano (quindi nella stessa scena), su un taglio per un cambio d'inquadratura, cambia anche momento della giornata: si vede bene che mentre un attimo prima il sole illuminava da sinistra ed era chiaramente mattina, un attimo dopo il sole viene da destra ed è pomeriggio. Non solo, ma il personaggio principale non conclude neanche la missione affidatagli (quella di distruggere l'anello del potere assoluto), lasciando tutti con un palmo di naso anche dal punto di vista narrativo, che gli spettatori pagheranno andando poi a vedere la seconda e magari anche la terza... puntata. Che tristezza.
Conclusione? Nell'epoca che viviamo, in cui chi riesce ad alzare più la voce ha ragione, non fidatevi mai più dei film americani. Date la precedenza a quelli europei e asiatici o persino africani o sudamericani, magari più dimessi, ma di certo più avvincenti e incisivi.
El Guado


Pensierino estemporaneo
Il localismo deve tendere al confronto, non all'universalismo; confrontarsi e convivere con altri localismi, senza l'idiota mania del'autoaffermazione sugli altri; solo così si puo' arrivare a una globalizzazione giusta e diffusa.

23.01.2002
Mi sento circondato. E' da un po' di tempo che provo questa sensazione poco piacevole, ma fino ad ora si nascondeva, era rimasta in disparte; poco più di un'ombra.
Con la notizia che ieri ho ascoltato alla trasmissione radiofonica Holliwood Party su Radio Rai 3, l'ombra si è trasformata in un mostro, una specie di Golem minaccioso.
I primi sentori di questa minaccia si erano manifestati con un'altra notizia, questa volta un po' vecchiotta, che ha maturato sotto la paglia come certi frutti.
Il primo esponente del governo italiano che ha messo piede sul territorio Afgano "appena liberato" è stato il sottosegretario Vittorio Sgarbi; l'ultima parte della notizia è passata inosservata perché detta con leggerezza e il sorriso sulle labbra dal commentatore dopo che in apertura era stato affermato solennemente che Sgarbi era andato a controllare lo stato delle statue giganti del Buddha distrutte a suo tempo dai Talebani, ma pare anche che il noto professore si fosse recato a portare la "civiltà occidentale" con un accordo a favore dell'industria televisiva e cinematografica italiana: va da sé che la Medusa, una delle più importanti produzioni e distribuzioni cinematografiche dello Stivale, sia di proprietà del Cavaliere, per non parlare di Mediaset.
Il secondo sentore non è una notizia.
Ieri ho trovato nella cassetta della posta una busta con l'intestazione: Il Presidende del Consiglio dei Ministri. Per quale oscuro motivo, mi sono chiesto, il Presidente del Consiglio inviava una busta al sottoscritto? Quando l'ho aperta ho capito: la busta conteneva un convertitore in Euro e una lettera con l'incipit e il finale dai toni dolciastri, fintamente scritti di pugno; (per coloro che non riceveranno tale lettera possono leggerla cliccando qui). Il Golem dal sorriso rassicurante.
Infine la notizia, commentata da Carlo Lizzani, di Hollywood Party.
Sembrerebbe che il posto vacante di direttore della Scuola di Cinema possa essere occupato nientepopodimenoche dal sociologo Francesco Alberoni. Il commento di Carlo Lizzani è stato il seguente:«Ma è mai possibile che con 70 cattedre di cinema che esistono nelle università italiane si debba proporre come direttore un signore che di cinema non sa niente? E' mai possibile che nessuno di questi 70 emeriti professori appartenga alla coalizione di governo?».
Il Golem avanza... Torneranno anche i reati d'opinione?

Stefano Cavallini


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16.01.2002
Questa volta voglio sottoporre alla vostra attenzione come anche il mondo informatico abbia le sue storture; noi per scelta usiamo computer Apple, che hanno un sistema operativo diverso da Windows: Macintosh. Oppure usiamo sistemi operativi alternativi e gratuiti, come Linux, che si sta sempre piu' diffondendo per la sua caratteristica di Open Source (letteralmente Codice Sorgente Libero) il che significa che il sistema operativo puo' essere modificato da chiunque per le proprie esigenze; anche Apple col suo nuovo sistema operativo, il MacOs X, sta andando nella direzione dell'Open Source.
Insomma, nel concetto di Open Source c'e' la filosofia dell'indipendenza e della libertà, indipendenza di usare tutti i programmi che vogliamo creati da chi e' stato in grado di farlo (e non solo da Microsoft, quindi) e la libertà di scambiarci i dati da utenti liberi, senza sottostare alle regole del mercato.
Per chiarire le idee anche a chi di queste cose non ne capisce molto, vi riporto qui di seguito alcune note tratte da un articolo scritto da Richard M.Stallman, guru dell'Open Source, che potete leggere per intero in italiano a questo indirizzo.

"Microsoft puo' fare in modo (e recentemente lo ha fatto, in Kenya e Brasile) che la polizia locale faccia rispettare leggi che proibiscono agli studenti di studiare il codice, proibiscono agli imprenditori di avviare nuove compagnie e proibiscono ai professionisti di offrire i loro servizi."

"Mandare allegati Word e' male per te, perche' un documento Word include normalmente informazioni nascoste sull'autore, che mettono chi lo sa in condizione di curiosare sulle attività dell'autore (magari sulle tue). » possibile che del testo che pensi di aver cancellato sia ancora presente, mettendoti in imbarazzo. Ma soprattutto, mandare alle persone documenti Word li spinge ad usare software Microsoft. Di fatto, diventi un puntello del monopolio di Microsoft."

Se ognuno di noi non usasse piu' prodotti Microsoft, Microsoft morirebbe; da consumatori questa e' la sola arma che ci rimane (e tutto sommato la piu' efficace); se non guardassimo piu' la televisione, Mediaset morirebbe; se non bevessimo piu' Coca Cola.... Meditate gente, meditate.

Stefano Cavallini

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