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20-12-2003
Mondadori terrorista?

Chiedo l'incriminazione del gruppo Mondadori per fiancheggiamento del terrorismo. Questa casa editrice pubblica libri che mettono sullo stesso piano il presidente della piu' grande e libera democrazia occidentale e Bin Laden sostenendo che sono complici in un piano per gettare il pianeta nel caos. Mi riferisco all'ultimo romanzo di Le Carre' Amici assoluti, nel quale due idealisti pacifisti vengono ammazzati dai servizi segreti, d'accordo con i terroristi arabi. La CIA inscena addirittura una finta sparatoria per convincere l'opinione pubblica di aver sgominato una banda estremista musulmana armata.
Ma la Mondadori ha pubblicato un altro libro scandaloso nel quale si sostiene non solo che Bush e Bin Laden sono vecchi amici e alleati ma anche che negli Usa c'e' stato un colpo di stato e che Bush ha usurpato il potere grazie a ogni sorta di imbrogli e di connivenze con le grandi multinazionali bancarottiere. Mi riferisco al libro di Moore Ma come hai ridotto questo paese?, che la casa editrice di Segrate sta pompando dal punto di vista pubblicitario in modo deciso.
Io mi chiedo come certe teorie possano essere veicolate da una casa editrice di proprietà del Presidente del Consiglio piu' filoamericano del mondo.
Qual e' il piano di Berlusconi?
Perche' e' chiaro che c'e' un piano. Non si puo' pensare che uno come il Silvio faccia una cosa cosi' per sbaglio...
Berlusconi non fa niente per sbaglio.
Ma non riesco proprio a capire il suo obiettivo. Fagocitare i pacifisti fregandogli le idee? Oppure semplicemente far soldi con prodotti letterari progressisti per finanziare la prossima campagna elettorale del Premier?  Non che gli manchino le possibilità di finanziarsi altrimenti ma cosi' gli da piu' gusto. Silvio tiene moltissimo a sfruttare il fattore beffa. Non vuole solo vincere, vuole riuscire a farlo con lo sfizio di dirci "Ho vinto con i vostri soldi, cicca cicca bua!!!".
E visto che in realtà non credo che Silvio condivida le tesi di Le Carre' e di altra gente sua pari, possiamo ipotizzare che non solo e' convinto che i giornali siano morti, e' convinto anche del decesso dei libri.
Che gliene importa se un milione di lettori viene a sapere come stanno veramente le cose?...Tanto si tratta dei soliti irrecuperabili. Gli elettori di Silvio non leggono Le Carre' e Moore come non leggono i quotidiani...
Qualcuno potrebbe anche obiettare che in fondo la Mondadori ha pubblicato solo dei libri contro Bush e contro la guerra... roba lontana, state certi che la Mondadori non pubblicherà mai un libro veritiero sui guai giudiziari di Silvio...
E' strano comunque che pubblichi il libro di Moore. Infatti questo testo contiene la ricetta che potrebbe portare i progressisti a vincere le prossime elezioni in Italia. Moore infatti propone una rivoluzione del pensiero a pacifisti e democratici.
Innanzi tutto osserva che tutti i sondaggi negli Usa fotografano una società nella quale il 70-80 per cento dei cittadini sono molto aperti e progressisti. Vogliono la pace, la parità uomini-donne, l'autodeterminazione della gravidanza, i diritti dei gay e delle minoranze, la fine del razzismo, servizi di base gratuiti per gli strati disagiati della popolazione, ecologia.
Questa maggioranza progressista pero' e' governata da una ghenga reazionaria. Perche'? Moore sostiene che la prima ragione e' che i politici di sinistra sono un totale disastro e perche', piu' in generale, il popolo della sinistra e' incapace di comunicare.
Ognuno di noi ha un cognato reazionario (ce n'e' uno in ogni famiglia di progressisti) e per le feste di Natale ci si trova a litigarci sempre alla stessa maniera. Lo si attacca dal punto di vista morale: "Tu non sei solidale con i poveri, gli emarginati, le donne...Tu non ami il nostro pianeta!"
Moore propone di cambiare logica. Innanzi tutto dobbiamo aprire la comunicazione sgombrando il campo da antichi malintesi.
Anche noi di sinistra siamo per l'ordine e non vogliamo in nessun modo che uno che ha ammazzato se ne vada libero di commettere altri crimini. Vogliamo carceri umani, vogliamo la possibilità di una rieducazione ma vogliamo che gli assassini se ne stiano chiusi a chiave. E non desideriamo che i presidi delle scuole siano tutti pedofili e che i ragazzi non imparino niente.
Se poi vogliamo che il reazionario di famiglia ci dia retta dobbiamo dargli ragione su molte cose che lo rendono nervoso nei confronti della cultura della sinistra: e' vero, non siamo perfetti, siamo disordinati, abbiamo difficoltà a essere puntuali, certe cose ci entrano difficilmente in testa, siamo deboli in matematica. Ammettiamolo che quando abbiamo un problema fiscale, o ci serve un geometra, o qualcuno che ci ricalcoli gli interessi passivi che la banca ci ha sparato addosso e ci piace affidarci a un amico di destra, sono ordinati, metodici, puntigliosi. Insomma anche la gente di destra ha buone qualità. Se non ci fossero sarebbe un problema...
Fatte queste premesse, aperta una via di comunicazione, dobbiamo capire che il reazionario vede il mondo dal punto di vista dei soldi. Dei suoi soldi. E possiamo benissimo spiegargli che servono nuove regole in borsa e la fine dei paradisi fiscali e del segreto bancario perche' e' l'unico modo per fargli guadagnare di piu' ("Vedi caro, con il sistema attuale possono fregare il povero cittadino come vogliono...Ti ricordi quanti soldi hai perso con il crollo dei titoli argentini e delle azioni della Enron e della Cirio?). Possiamo spiegargli che i lavoratori extracomunitari rendono di piu' se gli si procura una casa decente, che conviene trattare bene le donne e i gay perche' sono dei lavoratori ottimi, e dar da mangiare ai popoli del terzo mondo blocca il terrorismo e galvanizza il fatturato turistico. Anche proteggere l'ambiente e' un affare perche' le aziende che risparmiano energia e riciclano sono piu' competitive e se la gente non respira veleno fa meno assenze sul lavoro per bronchiti e asma e oltretutto si risparmia sul bilancio della sanità.
L'altra idea rivoluzionaria di Moore riguarda le elezioni. Chiede a tutti i suoi lettori di partecipare attivamente alle votazioni che in Usa servono per scegliere i candidati all'interno dei partiti (sta iniziando a succedere anche in Italia).
La sua idea e' che abbiamo dei rappresentati mediocri perche' pochi progressisti riescono a partecipare a eventi tanto noiosi. La sua idea e' di partecipare in massa a queste pre elezioni per silurare tutta la vecchia nomenclatura del Partito Democratico e candidare gente onesta e nuova che sappia innanzi tutto parlare alla gente.
Mi sembra chiaro che si tratta di un modo di pensare che potrebbe realmente rivoluzionare la strategia dei progressisti: fare proposte basate sul buon senso e sulla concretezza, comunicarle in modo comprensibile e fare il possibile per avere candidati interessati a cambiare la società piu' che alle logiche di partito.
Mi sembrano grandi idee. E mi sembra grandioso che qualcuno riesca a raccontarle al grande pubblico in modo, oltretutto, spiritoso.
Resta il problema iniziale: perche' la Mondadori diffonde con tutti i propri potenti mezzi queste idee?
Forse dovremmo concludere che sono sbagliate, Silvio le sposa proprio per portare fuori strada il movimento.
Oppure possiamo ipotizzare che la destra e' talmente accecata dalla sete di ricchezze da non essere in grado di comprendere cosa vende. Bruno Vespa attacca i siti pacifisti che sostengono le stesse tesi dei libri Mondadori solo perche' il suo datore di lavoro indiretto non ha una partecipazione dentro www.nuovimondimedia.it
.
Sarebbe una buona notizia.
Alla destra ormai i soldi gli hanno dato alla testa.
Sono talmente rimbesuiti dal denaro che non capiscono piu' niente. Forse possiamo veramente batterli se riusciamo a tirar fuori una goccia di intelligenza.
 
Jacopo Fo


20-04-2003

Ultimissime dal fronte delle notizie censurate
 
Se guardiamo la guerra in Iraq nel suo complesso osserviamo che gli Usa hanno agito fulmineamente soprattutto per proteggere il petrolio e impedire a Saddam Hussein di incendiare i pozzi. Hanno lasciato indietro la conquista delle città del sud, limitandosi a bombardarle mentre schieravano i loro carri armati intorno ai giacimenti.
Entrando poi a Baghdad hanno lasciato che la città fosse saccheggiata da bande criminali, che gli ospedali fossero assaltati, che fossero incendiati i ministeri, che fossero depredati i musei, incendiata la piu' grande e antica biblioteca del Medio Oriente, dispersa la memoria storica di un popolo. Non si sono preoccupati di nulla. Hanno protetto un solo monumento: i palazzo del Ministero del Petrolio intorno al quale hanno schierato ben 56 carri armati...
 
L'Iraq e' ormai finito in coda ai telegiornali. Terminato il fuoco d'artificio mediatico delle bombe intelligenti si sta perdendo interesse per una situazione che (sembra) si stia rapidamente normalizzando.
Ben diversa il quadro descritto dai siti in lingua araba della resistenza irachena contro Saddam Hussein (persone che hanno conosciuto la galera e la tortura perche' lottavano per la democrazia).
L'Iraq sarebbe in una situazione spaventosa. Un caos di rapine, stupri, violenze di ogni genere, con una popolazione che vive nel terrore e alla quale manca tutto. Gli aiuti umanitari arrivano in quantità risibile in confronto dell'enormità delle esigenze piu' essenziali. Il fondamentalismo islamico, represso da Hussein nel sangue, si sta scatenando con manifestazioni di piazza sempre piu' imponenti.
L'Iraq rischia di diventare un rebus irrisolvibile... Se si votasse ora vincerebbero probabilmente i fondamentalisti... E come potrebbero gli Usa accettare un simile verdetto delle urne?
Quando i fondamentalisti vinsero le elezioni in Algeria, l'Occidente appoggio' un colpo di stato dei militari laici... E si ottenne cosi' l'inizio di un periodo di terrorismo portato avanti a suon di massacri di civili e contromassacri organizzati dall'esercito (sempre di civili).
 
Sostanzialmente gli Usa stanno portando avanti la loro guerra nel modo piu' provocatorio possibile.
Il non aver protetto la popolazione dai briganti non e' stata certo una mossa che ha guadagnato loro simpatie.
Ma non contenti di questo essi hanno creato un gruppo di 65 notabili iracheni a cui affidare la ricostruzione del paese. In mezzo ci sono anche persone oneste e di valore. Ma evidentemente sono lì a far numero perche' non hanno ricevuto incarichi rilevanti.
Gli Usa stanno puntando soprattutto su un ristretto numero di uomini che sembrano scelti apposta per far imbestialire il popolo iracheno.
Il personaggio attualmente piu' potente dell'Iraq, messo a capo del governo provvisorio (Iraq Congress) e' un personaggio straordinario.
Il suo nome e' Al Cialabi (i giornali italiani scrivono Gialabi), proviene da una famiglia di banchieri, negli anni '80 era uno dei responsabili del ministero dell'economia, fuggito dall'Iraq con 30 milioni di dollari (ha sostenuto che fosse la sua parcella), e' stato poi condannato in Giordania per bancarotta fraudolenta a 22 anni di carcere. Lui sostiene di essere stato condannato a causa di una persecuzione politica di giudici fondamentalisti (vi ricorda niente?).
Ora gli americani stanno facendo pressione sul governo giordano per ottenere la modifica della legge sui reati finanziari in modo tale che la condanna contro Al Cialabi sia annullata (ma tu guarda!).
Il Ministero della Giustizia giordano ha risposto che non accetta di modificare la legge e Al Cialabi ha dichiarato che sono tutti comunisti... pardon, fondamentalisti...
Il fratello di Al Cialabi (ha anche un fratello!) che e' suo socio (ma ci copiano proprio tutto!) e' sotto inchiesta in Inghilterra per truffa e bancarotta fraudolenta. A causa di questa incriminazione questo fratello ha dichiarato che non accetterà nessun incarico politico, solo impegni di tipo umanitario per la ricostruzione (cioe' appalti).
 
Al Cialabi e' rientrato in Iraq con un'auto sulla quale viaggiava anche il suo piu' caro amico che si chiama Al Zubaidi. Appena arrivato a Baghdad questi si e' autoproclamato sindaco della città, con il consenso degli anglopolaccoamericani.
Tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, uno dei periodi di repressione piu' feroce, con migliaia di morti, Al Zubaidi era il responsabile della polizia segreta che controllava l'università di Baghdad, era cioe' il dignitario incaricato di controfirmare le liste degli studenti che dovevano essere eliminati.
Diventa poi responsabile dei servizi segreti del Kuwait e entra in contatto con il partito Baath siriano, che gestisce da piu' di trentanni un regime dittatoriale e criminale (violazioni dei diritti umani, torture, massacri, bombardamenti a tappeto per stanare gli oppositori contro la città di Halab). Poi con l'appoggio dei criminali siriani tenta di organizzare una fazione all'interno del partito Baath iracheno e progetta un colpo di stato.
Saddam Hussein lo scopre e lui si dilegua senza metter piu' piede in Iraq.
C'e' poi Mashan al Giuburi (i giornali italiani scrivono Magian al Gjburi) che gli alleati hanno nominato sindaco di Mussul. Fino a dopo la prima guerra del Golfo, era un alto dignitario del Partito Baath iracheno molto fedele a Saddam Hussein. Era a capo di una fazione interna al partito che tenta di farsi spazio a gomitate ma viene sconfitta e per questo lui fugge all'estero.
Tra i 65 uomini di prestigio scelti dagli Usa per creare il nuovo Iraq, c'e' poi Al Samaray, che e' stato uno dei capi dei servizi segreti piu' feroci della storia dell'Iraq.
Era il responsabile degli squadroni della morte e questo spiega come mai gli Usa vadano a colpo sicuro nell'individuazione delle fosse comuni.
Nelle carceri irachene era considerato il boia piu' produttivo, una sua parola ed eri morto. Ha abbandonato a sua volta l'Iraq soltanto nel momento in cui la sua fazione e' uscita sconfitta dallo scontro per il controllo del Ministero degli Interni.
Praticamente e' come se alla fine della seconda guerra mondiale Goering (graziato) fosse stato incaricato di ricostruire la Germania.
Insomma, sono state scelte proprio le persone giuste, con un passato specchiato e l'autorità morale per conquistare la fiducia di un popolo.
E, sicuramente, con simili uomini nei posti chiave del nuovo Iraq, possiamo stare certi che gli appalti per la ricostruzione viaggeranno senza intoppi.
 
PS: Per almeno un anno la moneta ufficiale dell'Iraq sarà il dollaro americano.
 
Quiz
Secondo una dichiarazione del principe giordano Hassan, chi nel 1992 e' andato a trovare Saddam Hussein per trattare appalti per conto di una nota multinazionale statunitense?
 
Rumsfeld attuale  ministro della difesa Usa?
Si bravi indovinato!
 
Queste informazioni sono tratte dai siti della resistenza irachena. Si tratta di siti in lingua araba, i piu' documentati sono:
www.iraq4all.dk
www.nahrain.com
www.iraker.dk
 
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

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28-02-2003
Perche' e' cosi' difficile capire che non vogliamo nessuna guerra?
 
Francesco Merlo
, giornalista del Corriere della Sera, ha attaccato violentemente Gino Strada accusandolo di essere una scoria del pacifismo, una serpe, un lupo, una volpe.
Secondo il signor Merlo, Gino Strada e' un infingardo che non prende parte e standosene fintamente neutrale alla fine sostiene il terrorismo.
Il signor Merlo per illustrare il pensiero di Strada traccia azzardati parallelismi. ne' con gli Usa ne' con Saddam diventa un pensiero tale quale a ne' con lo Stato ne' con le Br, ne' con la Resistenza ne' col fascismo,ne' con Hitler ne' con gli ebrei.
Alla fine sembra che Strada, per il solo fatto di essere contro la guerra sia un po' anche nazista perche' non si impegna a favore del bene nella crociata contro il male. Ora appare principalmente curioso che una tal critica sia mossa da un giornalista che se ne sta comodamente in poltrona a un medico chirurgo che da anni opera massacrati e moribondi a ridosso delle prime linee in paesi dilaniati dalla guerra e dalla disperazione.
Ma e' da notare anche un altro elemento curioso, quanto misterioso, che impedisce ormai di dichiararsi contro la guerra senza essere tacciati di fiancheggiare il terrore.
Ancora non sono arrivati a dire che anche il Papa e' un violento fondamentalista islamico ma ce l'hanno sulla punta della lingua.
Questa non volontà di capire le differenze e' cosi' diffusa e ostinata che ci fa sospettare non una semplice malafede politica ma una vera e propria lesione culturale.
Queste persone sembrano aver assorbito talmente in profondità l'ideologia dei film western da non poter immaginare che vi sia un modo di affrontare il conflitto con Saddam senza distruggere l'Iraq e massacrare migliaia di persone.
Non riescono a immaginare che si possa valutare eccessivo il costo umano di una guerra realizzata per uccidere un solo uomo.
Non si rendono conto che il loro modo di ragionare ci sembra un po' schizofrenico.
Quando nella guerra che Saddam aveva provocato con l'Iran egli si trovo' in grave difficoltà gli Usa lo riempirono di armi.
E quando, al termine della guerra del Kuwait, il popolo iracheno insorse, dopo la sconfitta delle armate di Saddam, Bush padre accordo' a questo dittatore sanguinario il permesso di usare l'artiglieria e di far volare gli elicotteri per bombardare i ribelli. Cosi' Saddam, pur sconfitto dagli Usa e in loro totale potere, pote' massacrare alcune decine di migliaia di persone che si erano ribellate perche' volevano la democrazia e avevano creduto alla protezione promessa dagli Usa.
E dopo questo atto criminale Bush padre stabilisce l'embargo economico, poi mantenuto da Clinton, che ha provocato fino ad oggi 500 mila morti solo tra i bambini iracheni. E ora Bush figlio ci dice che non c'e' altra soluzione che far fuori il rais e che per portare a termine l'operazione val la pena di compiere un altro massacro.
E questa sarebbe una politica coerente di difesa della legalità internazionale?
Ma non c'e' da stupirsi, da sempre i potenti si ammantano di buone ragioni e scopi umanitari quando la guerra diventa economicamente conveniente.
Invece non era mai successo che 120 milioni di persone, in tutto il mondo, marciassero per la pace. E' stata la piu' grande manifestazione della storia del mondo.
Molti hanno detto che e' nato il popolo della pace e che ha imparato a farsi sentire. E tutto si e' svolto senza incidenti in modo assolutamente pacifico e ordinato.
Questo nuovo pacifismo ha dimostrato di essere molto forte e di avere un grande peso politico. Subito Bush e soprattutto Blair hanno iniziato ad ammorbidire le loro posizioni e la pace inizia ad avere una possibilità. Una sola, non e' molto, ma prima del 15 febbraio non aveva neanche quella.
La grande novità di questo pacifismo, la ragione della sua forza, e' che crede alla pace come strumento di cambiamento. Crede che se i popoli del mondo si coalizzano in modo non violento possono anche far crollare un dittatore. Crede che si possano inventare sistemi di pressione mai sperimentati e basati sull'azione non violenta.
Negli anni settanta si marciava per la pace in Vietnam ma si era spesso favorevoli alla guerriglia e ad altre forme di lotta violenta.
Oggi il movimento non crede piu' all'efficacia della violenza, e' alla ricerca di nuove forme lotta, basate sulla cooperazione e il controllo internazionali.
Il che non vuol dire abdicare alla necessità di battere i dittatori ma cercare di ottenere questo risultato attraverso lo sviluppo economico, il boicottaggio (mirato) degli interessi economici, la mediazione politica, la crescita culturale, la solidarietà e l'appoggio alle realtà che lavorano per il riscatto umano delle popolazioni.
I dittatori, il terrorismo, la violenza hanno bisogno di un terreno fertile per svilupparsi. Se si vuole veramente sconfiggerli bisogna demolire il contesto che li ha generati.
Se un dittatore viene abbattuto senza che si creino condizioni culturali e economiche diverse da quelle che lo hanno prodotto si ottiene ben poco e il vecchio dittatore viene sostituito da uno nuovo o da una serie di signori della guerra legati alle mafie internazionali e ai mercanti di droga, come sta accadendo in Afghanistan.
Quando le condizioni culturali e economiche maturano si ottiene invece il crollo dei regimi senza spargimento di sangue. Sembra incredibile ma e' cosi'. E il crollo incruento dell'impero sovietico ci ha mostrato che nella società moderna esiste un'alternativa ai fucili mitragliatori.
Si e' già realizzata una guerra contro l'Afghanistan per colpire Bin Laden e non lo si e' acciuffato. Un'altra guerra si sta preparando per colpire un altro criminale che forse riuscirà a fuggire.
A ridosso dell'11 settembre molti stimati economisti spiegarono che se si voleva veramente colpire il terrorismo internazionale bisognava impedire che venisse finanziato in modo occulto. La soluzione sembro' allora semplice e chiara: abolire il segreto bancario e i paradisi fiscali.
Hanno finto di fare qualche cosa, hanno dato una limatina qua e là, si sono rese un po' piu' complicate le procedure ma di abolire veramente la possibilità di muovere denaro segretamente, non se ne parla. Per battere il terrorismo sono disposti a ammazzare civili a migliaia ma se ne guardano bene di colpire gli interessi delle multinazionali che usano il segreto bancario per evadere le tasse e creare fondi neri.
E poi sparare con i cannoni e bombardare dà impulso al prodotto interno lordo.
I bambini morti sono solo uno spiacevole esubero statistico.
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

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20-02-2003
La grande trovata di Bin Laden.
 
Ma che mostri di efficienza sono questi della Cia!
Ancora Bin Laden non aveva finito di incidere l'ultimo comunicato (solo in audio) e già loro sapevano che lo aveva fatto e ne certificavano l'autenticità.
Bin Laden lo conoscono talmente bene che gli basta sentire la sua voce mal registrata su un nastro di fortuna per riconoscerlo senza dubbio alcuno.
Anche prima che parli.
Il vecchio Bin, compagnone di scorribande con i lanciarazzi contro gli elicotteri sovietici, loro lo conoscono bene.
"U Marocchino", come lo chiamava affettuosamente George W. Bush, era sempre pronto a creare  società petrolifere insieme al futuro presidente Usa. Per galanteria l'ultima la chiamo' addirittura "cespuglio", usando il termine spagnolo. Perche' Bush vuol dire "cespuglio" o meglio "cespuglietto".
Usano la parola bush addirittura come sinonimo di "passerina", il "cespuglietto" per l'appunto... e se fai una ricerca in Internet ti viene fuori un'esplosione di pornografia.
Figuratevi il povero George quando era a scuola come lo prendevano in giro... Per forza che poi uno da grande diventa cattivo... Ma questa e' un'altra storia...
Dicevamo di Bin Laden. Strano tipo di terrorista, allevato dalla Cia, che con quest'ultimo comunicato corre in soccorso all'amico di un tempo. La situazione e' spinosa: Bush vuole invadere l'Iraq ma mezzo mondo si oppone e pure quei vigliacchi di tedeschi e francesi si tirano indietro, dopo tutto quello che l'America ha fatto per loro.
Per non parlare dei pacifisti che sfilano a milioni in tutto il mondo, si spogliano per protesta, si incatenano, digiunano, smettono di bere Coca Cola e ammazzarsi di panini Mc'Donald's danneggiando gravemente l'economia Usa. Insomma il povero Bush c'ha il piu' grande esercito del mondo schierato, con tutti gli aerei nuovi, cannoni scintillanti, missili stratosferici e gli basta fare una telefonata per godersi poi in tv i piu' grandi fuochi d'artificio della storia: tremila bombe grandi come pullman da buttare su Bagdad solo nella prima mezzora... Bush Junior non sta piu' nella pelle! E invece deve aspettare.
E diventa matto perche' lo impastoiano con mille sciocchezze e piagnistei umanitari e assurde pretese dell'Onu: "Che poi cosa c'entra l'Onu?
Chi la fa la guerra?
Gli Stati Uniti.
L'Onu che c'entra?
Sempre a impicciarsi dei fatti degli altri!
In fondo se vogliamo distruggere Saddam distruggiamo soltanto una nostra creatura. L'abbiamo creato dal nulla quando ci serviva e lo buttiamo via quando non ci serve piu'. Dov'e' il problema?.
E ci sono le prove contro Saddam. E' un alleato di Al Qaida e ha tonnellate di gas chimici. Dei gas siamo sicuri perche' glie li abbiamo venduti noi ai tempi della guerra contro l'Iran di Komeini..."
Ma questa storia che Saddam sia un fondamentalista islamico e' un po' dura da credere, anche perche' ne ha fatti fuori a migliaia (insieme a migliaia di comunisti, di curdi, di democratici, di liberali).
Ed e' qui che Bin Laden interviene a dare una mano al vecchio amico Cespuglietto, manda il nastro nel quale dichiara: "Noi terroristi islamici sosteniamo con tutte le nostre forze Saddam, lui e' il nostro alleato,  lui e' il nostro profeta."
Peggio di un calcio nello stomaco per Saddam che urla e strepita che non e' vero, che lui ai fondamentalisti islamici ci spara a vista da sempre, che li odia quasi quanto e piu' dei curdi... Ma nessuno gli crede.
Gli aeroporti sono in allarme, la Cia giura che ci saranno attentati spaventosi nei prossimi giorni. E una volta tanto c'e' da crederle. La piu' grande macchina da guerra del mondo sta scaldando i motori.
Sta iniziando la kermesse per i nuovi sistemi di puntamento, per otturatori innovativi, bombe elettroniche avvenieristiche. Il grande mercato e' pronto, il piu' grande spot pubblicitario che si sia mai visto sta per essere messo in onda.
Gli ultraricchi del club dei fabbricanti di cannoni incalzano:"Dobbiamo ben risollevare l'economia della piu' grande potenza militare del mondo! Solo vendendo armi potremo salvarci!" E i petrolieri aggiungono: "Non vorrete lasciare i piu' grandi giacimenti di petrolio del mondo in mano a un ex
sergente che quando mangia fa i rutti?!?"
La pace e' affidata a qualche granello di sabbia che sta rallentando gli ingranaggi del massacro.
Migliaia di donne, di vecchi e di bambini sono vivi solo per un caso. La proiezione di quel che avverrà li considera già statisticamente eliminati. Scienza incredibile e crudele la matematica. Ci permette di creare modelli in grado di dirci, con straordinaria precisione, quante migliaia moriranno
colpiti per errore dalle bombe, quanti moriranno di fame e di stenti per disguidi nei rifornimenti alle
popolazioni sfollate, quanti moriranno per mancanza di medicine e assistenza causati da inciampi nella struttura dei soccorsi, quanti moriranno poi a causa di errori nel percorso di reinserimento sociale nella miseria post bellica.
Si calcola che dal 1994, quando papà Bush scateno' la Tempesta nel Deserto, siano già morti 1 milione di iracheni, a causa dell'uranio impoverito (usato per corrazzare i proiettili anticarro, che ha contaminato zone enormi), a causa dell'embargo (in Iraq si muore per mancanza di medicine e cibo) e a causa delle bombe che da allora, Usa e Inghilterra hanno continuato, quotidianamente a scaricare sul paese. E continuano a farlo e continuano a sbagliarsi spesso colpendo i civili.
Intanto la guerra non e' ancora iniziata...
 
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo
 
Post Scriptum
A proposito della contaminazione da uranio impoverito, c'e' la testimonianza degli ispettori dell'Onu che, mentre giravano alla ricerca delle armi di distruzione di massa, hanno incontrato un gran numero di malati a causa delle radiazioni e lo hanno denunciato. Ed e' di pochi giorni fa la notizia che anche in Afghanistan si  registrano, in alcune zone, alte concentrazioni di uranio "impoverito" (nei campioni di urine analizzati hanno trovato concentrazioni di isotopi dell'uranio superiori di 100 volte alla norma).

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10-02-2003
L'Italia e' in guerra?
Come?
Già ora?
In questo momento?
Impossibile!
Non ci ha detto niente nessuno!
 
Neanche nei film di fantascienza si era riusciti a immaginare che una nazione si trovasse in guerra senza saperlo. E' quello che ci sta capitando in questi giorni.
Ci avevano detto che i nostri alpini partivano per l'Afghanistan, per un'operazione di pace e poi, grazie ad un comunicato del Pentagono, scopriamo che sono andati a sostituire le truppe d'assalto inglesi nell'assedio ai talebani asserragliati in una zona montuosa tra le piu' inospitali del mondo. A tempo perso devono snidarli e far saltare in aria i loro rifugi. Niente prigionieri. Cioe' siamo in prima linea.
E mentre il governo italiano minimizza, alcuni settori della destra si irritano e lo accusano di ipocrisia. Ad esempio Vittorio Feltri, che non e' neanche tanto socialdemocratico, ha ripetutamente chiesto perche' non si chiamino le cose col loro nome. L'abbiamo visto fare questo discorso in televisione: siamo in guerra, diciamolo senza ipocrisie. E mentre lo diceva aveva l'aria molto soddisfatta e non c'era sul suo viso la minima preoccupazione. Capitani coraggiosi che non temono il fuoco della battaglia...
Cosi' siamo in guerra. I nostri soldati hanno l'ordine di attaccare e, per quanto ci possa parere ingiusto siamo a pieno titolo obiettivo primario del terrorismo fondamentalista islamico.
Per fortuna in questi giorni cresce in modo straordinario il numero di italiani che comprendono la gravità della situazione. Questo grande movimento pacifista sta coinvolgendo anche moltissime persone che hanno votato Berlusconi e che hanno un orientamento politico di destra, cosi' come molti che alle ultime elezioni si erano perfino rifiutati di votare.
Sono state vendute 250 mila bandiere della pace che ormai sono esposte insieme a centinaia di migliaia di lenzuoli bianchi in tutta la penisola.
Siamo entrati in un negozio del commercio equo e solidale per comprarne una anche noi e ci e' stato detto che ne erano arrivate 100 ma che le hanno esaurite in 5 giorni.
Le persone, migliaia di persone, stanno cercando di fare scudo in qualche modo a questa ondata di follia.
L'idea di trovarsi in guerra, con la prospettiva di entrarci ancor di piu', fornendo l'appoggio logistico all'invasione dell'Iraq, e' scioccante per milioni di italiani.
Questo processo di presa di coscienza e di desiderio di opposizione attiva al massacro annunciato ci dà molta speranza e siamo certi che saranno milioni le persone che parteciperanno alle manifestazioni per la pace che il 15 febbraio si svolgeranno in tutto il mondo.
Ma d'altra parte ci colpisce che altri milioni di persone non si interessino a quello che sta succedendo, oppure credano alle bugie del Pentagono oppure, pur capendo come stiano realmente le cose, sostengano questa politica distruttiva e pericolosissima.
E in Italia il fenomeno e' ancor piu' incredibile vista la serie ininterrotta di scandali e di iniziative indecorose che hanno contrassegnato l'attività del governo.
Abbiamo a che fare con persone irretite da una propaganda astuta e martellante ma soprattutto ci sembra che questa passività e questa connivenza con le scelte del nostro governo sia frutto di una miseria culturale e umana che la televisione e gli altri media stanno costruendo giorno per giorno creando un'immagine del mondo fatta di auto superveloci, deretani privi di cellulite, scodinzolamenti ammiccanti e discorsi privi di senso. Una televisione che si risolve nel partecipare a lotterie, quiz a premi e concorsi bellezza.
Questa televisione artefatta e delirante riesce a scavare nel buon senso della gente in modo spaventoso. E ci sembra sempre di piu' avvilente l'agitarsi di questi personaggi dello spettacolo che si muovono in modo convulso attorno a un vuoto totale di idee e sentimenti.
Questo mondo dello spettacolo vende una prospettiva di vita, degli obiettivi esistenziali, putridi e devastanti, fa perdere il senso del reale e del giusto.
E in questo scenario Berlusconi appare come la caricatura grottesca di un genio del male. Che costruisce la stupidità nazional popolare di milioni di spettatori culturalmente inermi e poi la sfrutta per prendere e poi gestire il potere per portare una nazione sull'orlo del baratro.
Berlusconi, e in questo e' stato insuperabile, e' riuscito a usare la politica italiana come un apriscatole personale.
Ha barattato la propria assoluzione da tutti i peccati con la distribuzione di miliardi ai furbi attraverso ondate di condoni e depenalizzazioni, ha squarciato leggi e procedure per coprirsi i fianchi, ha aggravato l'indebitamento dello stato per dare lustro alla propria immagine e ora, ultima speranza, porta l'Italia in guerra.
I maliziosi sussurrano che sarebbe molto difficile per i giudici condannare il capo di una nazione in guerra. Sarebbe una sorta di alto tradimento.
Gli inglesi dicevano: "Dio salvi il re!"
L'Italia, per salvare il suo presidente del consiglio, parteciperà alla guerra.
Non si puo' essere irriconoscenti verso un uomo che ha spogliato e fatto danzare per te, le donne piu' belle di questa epoca.
 
Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo

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