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un testo per la didattica interculturale
di Stefano
Cavallini un libro con cd allegato edito dalle Edizioni del Cerro in tutte le librerie: libro + cd audio Euro 15,00 "Un'altra
musica" e' presente nell'archivio
del Centro
Arnold
Schoenberg di Vienna |
Uno strumento fondamentale per gli studenti delle scuole superiori e per gli insegnanti delle scuole elementari e medie inferiori. |
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Questo libro, attraverso un viaggio nella storia della musica (o delle musiche) ma anche delle culture del Mediterraneo, cerca di ridefinire le origini musicali europee avanzando, tra l'altro, l'ipotesi forte che la polifonia non sia nata nell'Europa cristiana, bensì sia stata importata dalla Spagna islamica. Ma è anche un tentativo per far comprendere meglio come la musica che viene "consumata" quotidinamente sia il risultato di molti incroci con "altre" musiche che vengono da lontano nel tempo e da vicino nello spazio. Una serie di "variazioni" (proprio come una partitura musicale) disseminate nel testo offrono spunti per approfondimenti e continui e ampi richiami alla musica di oggi. Il CD audio allegato invece mette a confronto musica con musica, per spiegare, in momenti diversi, gli elementi fondamentali sui quali si basa la nostra cultura musicale; e contemporaneamente illustra la grande varietà della musica odierna, in contrapposizione a quella, banalizzante e monoculturale, diffusa da radio e televisione. Stefano Cavallini, nato a Livorno nel 1956, fu impressionato, poco più che quattordicenne in piena epopea del rock, dal pianoforte di Oscar Peterson e rapito dal mistero della tromba di Miles Davis; da quel momento ha abbandonato lentamente, ma inesorabilmente, l'ascolto del rock; salvo qualche rara eccezione. Negli '80 ha cominciato a scrivere di musica jazz, seguendo i concerti per il quotidiano Il Tirreno e collaborando, negli anni successivi, ad altri quotidiani e periodici a tiratura nazionale. Oltre a scrivere, oggi organizza concerti ed eventi culturali, dirige lavori teatrali e rassegne. |
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I libri di testo che giungono sui banchi dei nostri ragazzi sono cambiati ben poco da quaranta o cinquant'anni a questa parte; su questi la storia e le altre materie umanistiche danno per scontato l'origine europea della nostra cultura; e da questi apprendiamo che noi siamo il frutto della stratificazione decine di secoli di filosofia, letteratura, scienze e arti, create da uomini d'ingegno europei, di religione cristiana. Punto. In realtà il bagaglio culturale e artistico col quale l'uomo europeo è partito alla conquista del mondo, si è formato attraverso forti insegnamenti di origine extraeuropea, in maggior parte provenienti dai paesi di tradizione musulmana ed ebraica. E il progetto "da Marsiglia a Tunisi, da Tangeri a Limassol" è nato per mostrare ai nostri giovani che le nostre radici culturali affondano in una terra che non può dirsi l'Europa di oggi, in un territorio ai margini del "mercato libero" occidentale odierno. Per far capire meglio quali siano state le nostre radici ho impiegato la musica, quale linguaggio e mezzo privo di frontiere. E raccontando la storia della musica, ho finito per raccontare una storia parallela a quella tradizionale, a quella insegnata dai nostri testi scolastici, anche quella non scritta, quella che si intuisce e basta, generalmente imperniata sulle imprese religiose, militari e politiche dei popoli europei. Raccontare la musica ha significato alla fine raccontare, comunque, una parte importante della nostra cultura continentale, che con la grandezza delle sue stagioni musicali (il classicismo e il romanticismo) ha rafforzato il proprio eurocentrismo e la propria presunzione; inoltre ha significato prendere spunto per intrecciarsi con i grandi temi cardine della nostra storia, spesso svelando retroscena, comportamenti e pensieri inaspettati, non riportati sui testi tradizionali, in un lavoro dal carattere "trasversale". I primi tre capitoli si concludono, dopo un viaggio che parte dalla preistoria e giunge al 1500, con il legittimo sospetto che dopo la letteratura, anche la nascita della polifonia (quindi alla base di tutta la musica occidentale oggi esistente) sia di origine extraeuropea. Nel momento
in cui il testo principale,
prettamente storico-cronologico, ne offre l'occasione, sono state
aggiunte alcune "variazioni", intese proprio in senso musicale, che
aiutano a comprendere la condizione della musica e la
situazione culturale odierna, in un periodo storico in cui i
valori artistici e culturali di una popolazione vengono messi
da parte, a favore dell'omologazione e del consumismo globale. |
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CONSIDERAZIONI
GENERALI
Riunire in un solo compact
disc una serie di esecuzioni che potessero essere esaustive di un mondo
in continua crescita ed evoluzione, come quello della musica, era
impossibile; sarebbe stato difficile ed eticamente poco corretto anche
se ci fosse stata la possibilità di inciderne due o
più,
perché il fatto stesso di avere uno spazio determinato,
avrebbe
comportato l'esclusione di qualcuno. Il cd allegato deve servire come
traccia, come inizio di una ricerca, o meglio di un percorso,
che ciascun lettore può intraprendere nella massima
libertà, senza preconcetti o imposizioni. I titoli dei
brani sono elencati, oltre che sulla copertina del cd, anche
nel testo, quando questo lo consente con spunti o riferimenti.
I brani invece che non troverete sul cd, sono elencati, in
appendice, con tutti i dati necessari per rintracciarli
(autore, casa discografica e anno di pubblicazione). La lista
è volutamente incompleta, senza nessuna articolazione
tematica e rispondente soltanto a spinte emozionali, ma
coerenti al testo. |
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AA.VV. - La
Nuova Enciclopedia della Musica -
Garzanti, 1993 |
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Sul CD ![]()
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