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breve estratto del 4° capitolo delle lezioni-concerto da Marsiglia a Tunisi, da Tangeri a Limassol

QUATTRO - La musica ebraica: dalla sinagoga al klezmer.

Violinista di Chagall,yiddish,musica ebraica,klezmer,yiddish jazz...L'ebraismo fa parte della triade di religioni monoteistiche che hanno insistito, fin dalla loro nascita, sulle popolazioni affacciantisi alle sponde del Mar Mediterraneo; finora abbiamo osservato il Cristianesimo e l'Islam e abbiamo visto come abbiano influito sulla tradizione musicale strettamente europea e non solo; è doveroso ora analizzare anche la musica alla quale la cultura ebraica ha dato vita...

...Dopo la prima distruzione del Tempio di Gerusalemme, gli ebrei furono costretti a Babilonia; nel 586 a.C. Nabuccodonosor conquistò Gerusalemme, distrusse il Tempio e condusse in schiavitù a Babilonia gran parte della popolazione. Il regno babilonese cadde nel 538 a.C., quando Babilonia fu presa da Ciro, re dei Medi e dei Persiani. Ciro nel 537 a.C., promulgò un editto con cui si permetteva agli ebrei di ritornare in Palestina. Così quando gli ebrei tornarono a stabilirsi sul proprio territorio, si portarono dietro una grande varietà di canti...

...La Bibbia ha aiutato molto gli etnomusicologi a ricostruire in forma esaustiva la storia musicale ebraica; è uno dei libri che maggiormente ha fornito chiarimenti sulla storia della musica dell'antichità, tra differenze e analogie. Basti ricordare come la musica sia sempre stata vista in una prospettiva positiva di gioia, di esaltazione e intensificazione misurata ma viva dell'esperienza religiosa, dell'amore di Dio, della natura e dei piaceri della vita e a volte come elemento che accompagna e contraddistingue l'esperienza profetica...

...Forse a causa della proibizione delle immagini sacre, la musica nell'ebraismo ha avuto uno sviluppo importantissimo; da molte testimonianze bibliche si sa che nel rituale del Tempio la musica aveva una parte di grande rilievo ed era presente in esso ciò che in termini moderni poteva paragonarsi a una grande orchestra...

...i re Davide e Salomone organizzarono cori di numerosissimi cantori (fino a ventimila) per le cerimonie celebrate nel tempio di Gerusalemme, accompagnate da orchestre di dodici strumenti. Ma dopo la seconda distruzione del Tempio, l'unico luogo nel quale gli osservanti ebrei si radunavano in preghiera, tutta la musica finì (...) La musica è finita con la fine del Tempio: il silenzio musicale doveva rappresentare la tangibile espressione del lutto, dopo la distruzione, per tutte le generazioni a venire (...) di contro la musica sinagogale ha un carattere del tutto particolare ed è strettamente legata alla lettura intonata del testo biblico; anzi, si può affermare che con la distruzione del Tempio si sia interrotta tutta una civiltà, e che l'inizio della diaspora abbia cancellato la cultura del Tempio, dando origine a un'altra civiltà ebraica, diversa dalla precedente; e in grado di tornare in Palestina soltanto dopo duemila anni...

...La componente mistica nella musica di origine chassidica ha avuto un'importanza fondamentale per la sua diffusione; è stata la molla decisiva che ha dato vita a una classe di musicisti girovaghi che passava di paese in paese, di città in città, ad allietare i festeggiamenti che avvenivano nella zona; essi erano, proprio per un motivo forte legato alla religione, sempre bene accetti dalle comunità che visitavano. Questo punto è importante, e ci fa capire come sia diverso il nostro approccio, di cristiani, a certi aspetti della musica.

...Al tempo dell'istituzionalizzazione del movimento chassidico, nei piccoli villaggi delle grandi pianure dell'est europeo e nei centri urbani più importanti, pullulava una bella varietà di razze ed esisteva una stretta convivenza con le popolazioni arabizzate balcaniche e bizantine, arabe della Turchia e della Georgia russa, nonché dell'Ucraina (gli arabi avevano lasciato le porte di Vienna solo dopo il 1500); e soprattutto con le popolazioni zingare provenienti dall'India e irradiatesi in tutta l'Europa continentale...

...La naturale predisposizione della musica popolare ebraica ad accogliere arie esterne e a farle proprie, non gli ha impedito di mantenere inalterati alcuni caratteri peculiari come il tipico timbro vocale e lamentoso con cui si esprime, in genere con un marcato vibrato e spesso in sovracuto, il clarinetto, strumento principe del klezmer; non solo, ma gli interpreti klezmer erano da sempre trasgressivi nei confronti dell'ortodossia grammatico-musicale occidentale: suoni onomatopeici, rumori, alterazioni fonetiche, manipolazioni dell'intonazione, fischi d'ancia, colpi di lingua, distorsioni, suoni parodistici e irregolarità ritmiche non sono mai mancati nella musica ebraica, frutto anch'essa di un colossale e millenario melting pot...

...Questa attitudine si è sposata così bene con il jazz che quando il klezmer fece la sua apparizione negli States , venne semplicemente chiamato jazz ebraico o yiddish jazz. Nacquero vere e proprie orchestre, orchestrine, complessi e complessini che riscossero un grande successo e tra le cui file militavano anche musicisti non ebrei; e il creare nuove versioni di brani conosciuti nello stile klezmer divenne pratica comune. Insomma l'ingresso della musica klezmer nel Nuovo Mondo si è dimostrato semplice e indolore, automatico e foriero di interessanti novità, anche se non rivoluzionarie...

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