di Stefano Cavallini 
Quando abbiamo cominciato a mettere in scena il Flauto Magico di Mozart,
i dubbi erano molti e il primo passo per capirci qualcosa in più era procurarci un po'
di documentazione inerente l'opera. Non potevano bastare la musica e il libretto, occorreva "vedere"
cosa avevano fatto gli altri.
Così abbiamo chiesto materiale agli amici (Enzo Cozzolino del Teatro
Glug ci ha gentilmente ceduto una registrazione della Televisione Nazionale Tedesca) e ne abbiamo
raccolto molto anche per nostro conto.
Alla fine, dopo aver visto diverse messe in scena da maestri burattinai e marionettisti, e dopo aver
ammirato tali meraviglie dell'animazione, eravamo rimasti colpiti dal fatto che le marionette (e anche
gli attori con le maschere o i burattini) durante il canto non aprissero la bocca.
In special modo nelle scene solenni, rimanevano impalati mentre la musica e il canto scorrevano
sul fondo, creando una sensazione di distacco che, fino a qualche attimo prima magari in una fase
movimentata della narrazione, era del tutto assente. Sembrava quasi che le marionette, nella loro
immobilità transitoria, avessero cessato di vivere.
Con Patrizia abbiamo allora deciso che le nostre marionette avrebbero aperto la bocca,
seguendo la labiale del canto: una condizione irrinunciabile.
Lo abbiamo deciso, ma in quel momento non sapevamo se ciò sarebbe stato possibile; non sapevamo
se ne fossimo stati capaci.
Ripensandoci ora, devo ammettere che abbiamo rischiato; ci siamo avventurati in un mondo ancora
in gran parte sconosciuto.
Ma se l'artista non rischia, mi sono detto, artista non è. E
l'abilità di Patrizia nello scolpire la gommapiuma, ci ha fatto poi procedere spediti.
Le esperienze che avevamo con le marionette a bacchetta, erano piuttosto superficiali: io avevo
fatto un breve stage al Festival Internazionale delle Figure Animate del
Tieffeu, con Damiano Privitera del
Teatro Alegre di Pinerolo (TO) che ci aveva semplicemente
introdotto alla tecnica del Bunraku.
In parte utilizzavamo le bacchette già con lo spettacolo Loira Narpei
Circus, ma erano di foggia primitiva e occorreva uno sviluppo importante, che desse sicurezza
al manipolatore ed efficacia al movimento.
Così ho cominciato a studiare i diversi tipi di leve e il risultato è quello che vedete
nelle foto di questa pagina: una bacchetta a pinza, lunga circa 12-15cm, che permette di sorreggere
e muovere bene la marionetta e contemporaneamente farle aprire la bocca.
E nelle foto qui sotto potete vedere il risultato finale (click on pictures to enlarge).
Attendiamo i vostri commenti.
Stefano Cavallini
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