.


Patrizia Ascione e Stefano Cavallini

6 Gennaio 2013 – nel camerino del Teatro Fontana di Milano, prima del nostro 600mo spettacolo.

Il sodalizio professionale tra Patrizia Ascione e Stefano Cavallini nasce spontaneo, maturato dopo la decisione di vivere insieme. E i ruoli nella compagnia sono scivolati nelle rispettive esperienze precedenti: Patrizia dopo 15 anni da conduttrice radiofonica, organizzatrice di spettacolo, costumista, si ritrova il dono naturale della scultura che applica alla gommapiuma, con cui costruisce tutte le sue figure; Stefano dopo vent’anni di critica giornalistica musicale, varie esperienze letterarie, poi soggettista, sceneggiatore, drammaturgo e organizzatore di spettacolo, segue Patrizia nell’avventura del Teatro di Figura, scrivendo e dirigendo tutti gli spettacoli di Habanera Teatro.

In questo viaggio sono stati aiutati a crescere da Jacques Lecoq, il Living Theatre, Peter Schumann, Giuliano Montaldo, Carlo De Incontrera, Stephen Mottram e Damiano Privitera.
Suoni, rumori, musica, movimenti, buio, luci e infine, ma solo alla fine, il testo: un teatro multimediale per eccellenza, in grado di emozionare e lasciare una traccia indelebile nelle nuove generazioni.
Perché il teatro abbia un futuro.

Nonostante l’assedio del gioco elettronico e della realtà virtuale dei film americani i burattini e le marionette continuano ad affascinare, a vivere nel loro mondo fantastico per raccontarci storie, a narrarci le loro vicende, pur sapendo che dietro a quei personaggi c’è un uomo, un manipolatore, in grado di controllare perfettamente il movimento della sua creatura, fino a farla sembrar vera e autentica.
E’ lì davanti a noi, senza niente che si interponga tra noi e quei movimenti, senza schermi, con quelle facce a tratti vere e quei sentimenti uguali ai nostri.
La luce, il buio, la penombra, la musica, i rumori, le parole (poche), le scene fanno il resto, il resto di un mondo vivo e palpitante che scompare in un soffio: appena le luci della platea si accendono.
Stefano Cavallini